IN QUESTO NUMERO
Editoriale di Luigi Ghia
Anche l’attività del custodire può essere considerata «poesia» perché, con tenerezza, esprime e descrive la realtà come dovrebbe essere. Che cosa dobbiamo custodire? Primariamente l’humanum: quello che è in me, in ogni altro-da-me, nel Creato. Il custodire diventa così un cammino di senso, la ricerca incessante del senso presente in ogni persona e in tutta la creazione.
Comunione
di Brunetto Salvarani
Il cammino sinodale della Chiesa è il «tema dell’anno» 2023.
In questo numero parliamo di «comunione», che esprime la natura stessa della Chiesa (Vaticano II). Non può dunque essere una delle tante parole ripetute automaticamente, ma una scelta coraggiosa di vita, come il villaggio della pace «Neve Shalom- Wahat al Salam», fondato in Israele da Bruno Hussar: per rimarginare le ferite delle divisioni in atto e instaurare nella Chiesa e nel mondo un processo dinamico di pace.
Custodire
di Guido Ghia
La transizione ecologica rappresenta un mutamento di paradigma per superare quella visione illuministica che ha visto e vede tuttora nella natura un bacino di risorse dal quale attingere senza scrupoli. Dal punto di vista religioso, il mutamento di paradigma è un esodo per transitare verso una prospettiva più fedele alle origini stesse della creazione, da custodire con cura.
di Marco Ghiberti
Ancora oggi per «misurare» il benessere si fa riferimento al PIL (Prodotto Interno Lordo), anche se – via via – altri indici sono stati sostituiti ad esso, considerato giustamente inaffidabile. Si parla così di FIL (Felicità Interna Lorda), di ISU (Indice di Sviluppo umano) ecc. Ma, in definitiva, è tempo (ormai quasi scaduto) di pensare a un’economia «verde e sociale», di cui l’Autore fornisce esempi significativi e concreti.
Tutti uguali, tutti diversi
di Giovanni Scalera
L’essere umano, come è uscito dal pensiero creativo di Dio, è un’opera d’arte irriproducibile: persone tutte uguali per dignità, tutte diverse e irripetibili nelle attitudini. In questo contesto, tuttavia, una condizione tutti ci accomuna: la fragilità, che non va considerata un handicap, ma una risorsa, un dono e una forza.
Custodire ogni essere umano
di ✠ Marco Prastaro
«Sono forse io il custode di mio fratello?», è la più terribile delle bestemmie, uscita dalla bocca di Caino e oggi ripetuta soprattutto in ambito politico. Essa continua a serpeggiare in mezzo a noi, come un’insopprimibile tentazione, accomunando – ne facciamo giornalmente esperienza – politici e amministratori, donne e uomini, credenti e non credenti. E tuttavia occorre affermare con forza che tutti abbiamo l’umile compito di custodire il fratello e, all’interno dell’attuale cultura dello scarto, riaffermare con i gesti la fratellanza universale.
In principio… La teologia della creazione
di Francesco Ghia
Le due tradizioni che attraversano i primi capitoli della Genesi nei quali viene narrata la creazione, sono molto diverse tra loro. La prima («jahvista») è dominata da un’immagine di Dio che crea con le proprie mani; nella seconda («elohista»), Dio non viene più presentato in termini antropomorfi: Egli «crea» con la parola, espressione del suo pensiero eterno. Una parola poetica, capace di creare e custodire meraviglie.
Difendere e proteggere
di Giuseppe Goisis
L’etimologia di «custode» e di «custodire» viene spesso collegata con un’antica radice sanscrita: «gudh», che significa salvaguardare, preservare: esattamente il contrario di trascurare. Si tratta di un valore importante, che ci impone di non evadere dal compito.
Proteggere il sorriso dei bambini
di Lucia Corradin
Suor Lucia, infermiera professionale, è stata per 18 anni al «Caritas Baby Hospital» di Betlemme. Si è preso cura fino in fondo dei bambini ricoverati, talvolta senza speranza, nutrendosi del loro sorriso. Nel luogo stesso in cui un Bimbo è nato per noi, in un contesto tragicamente senza pace. L’invito dell’Autrice rivolto a tutte le coppie e le famiglie è di proteggere sempre, a qualunque costo, il sorriso dei bambini.
La Chiesa locale
di ✠ Erio Castellucci
L’arcivescovo di Modena-Nonantola e vescovo di Carpi ci ricorda che la Chiesa è, sì, universale, ma possiede anche una dimensione locale e, in questa accezione, è chiamata anche «casa», «famiglia»: una Chiesa-comunità «domestica». Una bella notizia, da evangelizzare.
Dossier: Le guerre e la pace

