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Alle volte com'é difficile nella vita credere in Dio, alla Sua Paternità soprattutto quando sembra  essere assente; in quei momenti non dobbiamo evitarlo ma interrogarlo, domandargli il perché del Suo silenzio e continuare a credere in Lui.

Tutto passa solo Dio resta.

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Questa domenica il vangelo ci presenta il racconto di un episodio molto noto, riportato da tutti qui evangelisti, Marco e Matteo addirittura lo riferiscono due volte. Significa che è un messaggio particolare, molto importante, che vogliono comunicare a tutti i discepoli di tutti i tempi. E’ conosciuto come la moltiplicazione dei pani, ma una lettura attenta ci riserverà delle sorprese, il titolo non ci consegna il vero contenuto del messaggio…

Il contesto è significativo: Gesù sale su barca, va all'altra riva, in un luogo deserto. E’ un richiamo forte alla traversata del mare biblica, l’esodo. Il popolo è uscito dalla terra di schiavitù e cammina (a piedi come dice il brano…) verso la terra della libertà. Gesù sta iniziando l’esodo dal mondo vecchio, non umano, verso un mondo nuovo, pienamente umano.

C’è una grande folla, il brano riporta addirittura il numero: 5000 uomini, significa la totalità del popolo, è il simbolo dell'umanità intera. Gesù invita tutta l'umanità, quella ferita, che fa fatica a camminare, segnata dal dolore al nuovo esodo verso la terra di libertà. Gesù sente compassione per tutti gli uomini, di tutti i tempi, sente un amore viscerale per l'umanità che si è fatta del male. Se seguiamo lui, dobbiamo provare lo stesso sentimento…

La giornata sta finendo, il brano dice sul far della sera: la giornata è conclusa, sta iniziando il nuovo giorno, quello inaugurato da Gesù nel nuovo Regno.

La folla ha fame, la soluzione dei discepoli è logica, la stessa che proporremmo noi. Hanno ascoltato belle parole, adesso si arrangino per i loro bisogni concreti. Ecco il mondo vecchio: chi ha soldi acquista tutto quello che gli serve, chi è sano cammina e può trovare quello di cui ha bisogno, chi è in gamba, chi è più veloce, chi ha delle conoscenze sa dove andare e gli altri …si arrangino. Ecco la logica del mercato. Lo scambio dei beni è necessario, indispensabile, nessuno è autosufficiente, è insito nella nostra vita. Ma con quale logica? Quella dell’arricchimento, dell’accumulo ad oltranza? Ecco la valle di lacrime, ecco il mondo delle sopraffazioni, delle crudeltà, delle guerre. I ricchi gozzovigliano e sprecano, gli altri... senza nulla. E’ la sola logica possibile? Cosa ne pensa Gesù di questa proposta dei discepoli?

Voi stessi date loro da mangiare...Gesù sostituisce i verbi comperare, vendere con dare, consegnare. I beni che abbiamo in mano, le capacità che abbiamo sviluppato hanno dei destinatari.

Obiezione dei discepoli (anche la nostra?): ma non è sufficiente! Abbiamo solo cinque pani e due pesci. Non ne avremo mai abbastanza!

Gesù sente la resistenza dei discepoli, reagisce con imperativo: portate qui quello che avete, consegnate a me i beni, lasciate che li gestisca con la nuova logica. Sono sette (cinque più due), significa la totalità. Tutti i beni. Se consegniamo tutti i beni a lui nasce il mondo voluto dal creatore.

Adesso i gesti di Gesù diventano solenni: invita tutti a sdraiarsi, il deserto è scomparso il deserto, compare l’erba verde, l’oasi del mondo nuovo.  Ecco il paradiso terrestre: il progetto che Dio vuole che si realizzi nel mondo. Non è un sogno irrealizzabile, il progetto di Gesù si realizzerà.

Gesù prende i cinque pani e i due pesci, alza gli occhi al cielo, a Dio, riconosce che l'alimento della nostra vita viene da Dio e pronuncia la benedizione: l'organizzatore della festa è Dio, dobbiamo riconoscerlo. Tutto quello che abbiamo è un dono del creatore.

Poi spezza il pane, segno della condivisione, il suo cuore è aperto al dono, all'amore gratuito e li consegna ai discepoli: ci si deve dare da fare per condividere.

Tutti mangiarono a sazietà: se viene accolta la proposta di Gesù tutti i bisogni sono saziati, non ci sono più poveri, emarginati, esclusi.

Poi ordina che i pezzi avanzati vengano raccolti: non si possono sprecare i doni del creatore.

Sono i gesti con cui Gesù ha istituito l'Eucaristia. La solo Eucaristia autentica: condividere...

Revisione di vita

  • Quale messaggio vuole consegnarci il vangelo di oggi? Un miracolo che risolve tutti i nostri problemi o propone un esodo verso la terra della libertà insieme a Gesù, con la nuova logica dell’amore che sostituisce tutte le altre?
  • Un’umanità segnata dal dolore: chi l'ha ridotta così? Le nostre pulsioni egoistiche, la nostra volontà di prevalere sugli altri? Ecco la ferita. Umanità di quei tempi e anche di oggi, umanità nuova che deve essere ancora costruita…
  • La folla ha fame: solo di pane? Di giustizia, di salute, di vestiti, della casa dove abitare, di una vita pienamente umana da vivere. Come ottenere tutte queste cose di cui tutti gli uomini hanno bisogno?
  • Cosa ci appartiene veramente? Cosa abbiamo portato in questo mondo quando siamo nati? Possiamo accontentarci? L'avidità è la radice di tutti i mali…
  • Se eliminiamo Dio, se non alziamo gli occhi al cielo, come gestiamo i beni, lo scambio: una lotta perenne? Come si raggiunge la gioia? Ingozzandoci di beni? Oppure condividendo, scambiandoci i doni del creatore?
  • Sprechiamo il cibo oggi? Produciamo e usiamo beni inutili? Siamo schiavi delle mode? Cumuli di rifiuti che fatichiamo a smaltire?