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"Non chi dice Signore Signore entrerà nel Regno dei Cieli, ma chi fa la volontà del Padre".

Dobbiamo passare dall'ortossia alla prassi. Resta più importante  il retto modo di agire che il retto modo di credere.

E' questione di coerenza!

Tutto passa solo Dio resta.

 

 

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cananea

Il vangelo di questa domenica ci stupisce, ci sorprende, soprattutto l'atteggiamento di Gesù sembra un po' distaccato, utilizza parole che ci colpiscono, sembra un invito a disinteressarsi del mondo pagano, fuori dai confini di Israele.

Ma forse é una pedagogia che sta facendo fare ai discepoli, di allora e di tutti i tempi: se non fosse così perché “Gesù si ritirò verso la terra di Tiro e Sidone…” è una scelta deliberata. Vuole far fare ai suoi discepoli (a noi…) l’esperienza del contatto con il mondo pagano, fuori dai confini ristretti, fuori dai recinti.

Siamo in terra pagana: rappresenta l'umanità che non ha ancora conosciuto il vangelo, non ha ancora incontrato Dio come amore infinito, la buona novella che porta Gesù.

Il demonio che tormenta la figlia della donna cananea simboleggia i tanti spiriti negativi che popolano il mondo lontano da quell'amore, tante negatività che lo circondano, allora come oggi: il demone del denaro, del potere, del piacere ad ogni costo, del dominio sulle persone che ci circondano, il demone del … ognuno di noi può aggiungere un nome. Demoni che sono dentro alla nostra umanità, scopriremo che possono essere scacciati solo dal Cristo, dal suo vangelo.

Il primo impatto di Gesù con questa realtà ci sorprende: “… egli non le rivolse neppure una parola”. Silenzio distaccato, sembra quasi che si disinteressi del problema... ma così facendo fa uscire allo scoperto i discepoli: esaudiscila, così mettiamo fine alle grida, così può andarsene via. Liberiamoci da questo fastidio e ritorniamo alla nostra tranquillità, tra di noi, nel nostro piccolo mondo.

La donna ci stupisce: forse noi saremmo andati via rassegnati, anche arrabbiati. Ma lei no: alza la voce, grida: ”Signore aiutami! E’ il grido dell'umanità di tutti i tempi che urla per farsi liberare dei demoni, da tutto quello che disumanizza, dal non senso che dilaga...

Secondo impatto di Gesù: qui ci stupisce ancora di più con il parallelo delle parole figli-cagnolini (gli esegeti dicono che la traduzione corretta é ancora più dura: cani non cagnolini...).

Qui forse noi saremmo veramente andati via definitivamente, offesi, indignati. No, la donna non si lascia smontare, rimane lì, accetta in qualche modo il paragone, ma rilancia: anche solo le briciole del pane possono salvare, guarire, farci uscire da tutti i nostri demoni...

Gesù con la metafora del pane non sta parlando solo alla donna, parla ai discepoli, parla a noi.

Il pane condiviso (Matteo lo racconta solo al capitolo prima), il pane della Sapienza che attraversa tutta la storia del popolo di Israele, il pane della Parola, del vangelo, il pane dell'Eucaristia... non solo per Israele ma per tutti.

Il pane: poche briciole bastano per trasformare una vita, la vita di tutti, la vita in ogni luogo ed in ogni tempo.

Poche briciole di pane che fanno germogliare un'umanità nuova, un uomo nuovo.

Poche briciole di pane che umanizzano i nostri rapporti, le relazioni tra noi, i rapporti tra i popoli.

I demoni fuggono davanti a queste poche briciole di pane.

Gesù si rivolge alla donna con una frase stupefacente: "Donna, grande è la tua fede!".

La pedagogia di Gesù ci ha portato poco alla volta a capire una verità fondamentale: nel cuore di Dio non ci sono classifiche, siamo tutti figli dello stesso Padre, siamo tutti accolti da Lui a braccia aperte.

La grandezza della fede della donna fa sì che il miracolo si compia: il vangelo entra nella vita e i demoni scompaiono, anche se vengono accolte solo poche briciole.

Grande la tua fede: che bello! La forza prodigiosa del vangelo racchiusa nelle poche briciole di pane ...

Revisione di vita

  • Il messaggio nuovo del vangelo è solo per alcuni? Solo per le "pecore perdute della casa d'Israele”? Solo per un recinto ben delimitato (di allora e di sempre)? Ci sono recinti intorno a noi anche oggi?
  • “Signore aiutami!” : è il grido della donna cananea, possiamo farlo nostro in questi tempi difficili, in cui sembra che le tenebre ci avvolgano? La forza delle piccole briciole di pane che possono cambiare il mondo…
  • Riusciamo a sentire il grido dell'umanità che ci passa vicino, che incontriamo ogni giorno, che vediamo nelle tante notizie di ogni giorno? Il grido del dolore, dei problemi, della disumanizzazione, della perdita di senso ... come aumentare la nostra sensibilità alle voci? Possiamo faci carico della nostra “briciola” quotidiana” da disseminare?
  • Tendiamo a chiuderci nel nostro "recinto" dove ci sentiamo al sicuro? Possiamo fare qualcosa per uscire dal recinto, per vincere la paura e provare ad andare verso gli "sconosciuti", quelli che percepiamo diversi da noi?
  • Poche briciole del vangelo possono cambiare la vita degli uomini, di noi, di chi incontriamo. Sentiamo la responsabilità di sparpagliare queste briciole? Senza pause e senza limiti di luogo?