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“Non chi dice Signore Signore entrerà nel regno dei cieli, ma chi fa la volontà del Padre”. Dobbiamo passare dall’ortossia alla prassi. Resta più importante il retto modo di agire che il retto modo di credere. È questione di coerenza!

Tutto passa solo Dio resta.

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«Non abbiate paura degli uomini, poiché nulla vi è di nascosto che non sarà svelato né di segreto che non sarà conosciuto. Quello che io vi dico nelle tenebre voi ditelo nella luce, e quello che ascoltate all'orecchio voi annunciatelo dalle terrazze. E non abbiate paura di quelli che uccidono il corpo, ma non hanno potere di uccidere l'anima; abbiate paura piuttosto di colui che ha il potere di far perire nella Geènna e l'anima e il corpo». (Vangelo di Matteo, capitolo 10, 26 ss).
Trovo queste parole del messaggio evangelico tra le piu commoventi e terribili insieme. A fine vita, tutto sara reso pubblico, sia il bene che il male.
É commovente pensare che alla fine del mondo tutto il bene compiuto venga manifestato pubblicamente. Nel Vangelo di Matteo al capitolo 10,26 si legge: «Non c'è nulla di nascosto che non sarà svelato». Lo recitiamo nel Credo scritto da don Michele Do: «Credo nella Risurrezione che ci dona la speranza che nulla vada perduto della nostra vita: nessun frammento di bonta e di bellezza, nessun sacrificio per quanto nascosto ed ignorato, nessuna lacrima e nessuna amicizia».
Lo dicono teologi e filosofi. Agostino d'Ippona scrive che nel giudizio finale anche le opere buone nascoste saranno rivelate, premiate e ricevono il loro giusto significato. Dante Alighieri nella Divina Commedia scrive che l'aldilà è il luogo in verrà riconosciuto il bene compiuto. J. H Newman insiste sul fatto che molte vite apparentemente insignificanti saranno comprese alla fine dei tempi, quando verrà rivelato l'effetto nascosto del bene compiuto. Papa Ratzinger, in “Escatologia. Morte e vita eterna” scrive che il giudizio finale è la piena verità sulla vita di ciascuno, specialmente del bene nascosto. Don Michele Do scriveva: «Tu, Signore, ci permetti di sperare che le barriere dell’invisibile non spezzano la nostra comunione con quanti ci lasciano. La fede nella rinascita quando si muore è il dono della speranza che nulla va perduto nella nostra vita, nessun frammento di bontà e bellezza, nessun sacrificio per quanto nascosto e ignorato, nessuna lacrima e nessuna amicizia».
Nei filosofi laici l'idea raramente assume la forma di una rivelazione personale di ogni atto buono. Piuttosto, compare come speranza che la verità e la giustizia emergano alla fine della storia. Particolarmente significativi sono Walter Benjamin ed Ernst Bloch che pur non essendo pensatori religiosi in senso tradizionale, sostengono che una redenzione autentica della storia dovrebbe salvare dall'oblio non solo i vincitori ma anche gli sconfitti, le vittime e le loro azioni dimenticate. Sono gli autori laici più vicini all'idea che nulla di veramente buono debba andare perduto. Va detto in conclusione che la tesi forte che ogni singolo atto di bene nascosto verrà reso pubblicamente noto resta soprattutto una dottrina escatologica religiosa, in particolare cristiana.
Però è terribile pensare che verrà il giorno in cui anche il male compiuto in segreto verra reso pubblico. Tutto sara reso noto a tutti. Che disastro per le nostre biografie costruite su una parte segreta, da nascondere agli altri per non far conoscere comportamenti, pensieri, aspirazioni, regressioni, progetti, vizi, presunzioni e tutte le cose considerate male anche dalle morali e dalle societa . In questa parte segreta sta la nostra “doppia vita” da nascondere agli altri per vergogna e presunzione. Lì stanno anche le cose buone e belle, ma che contengono qualche “doppio pensiero” da nascondere. E la societa , l’educazione, la famiglia, anche le religioni che ci richiedono di nascondere parte della nostra biografia. E la societa dell’ipocrisia, dell’apparenza, del perbenismo che lo richiede.
Ma non e il messaggio evangelico che lo richiede. Anzi, va a colpire la tentazione subdola di giocare alla perfezione, nascondendo la propria “doppia vita”, tanto grande e la ricerca di non far apparire in pubblico i propri pensieri, vendette, violenze, ingiustizie. Anche la propria biografia religiosa segue la logica dei “doppi pensieri”. Amare il prossimo per ottenere il premio futuro, amare Dio per ottenere qualche aiuto. E la sottile presunzione delle devozioni religiose. Chi poi afferma con orgoglio la propria religione quale unica vera, vive la sua fede come privilegio davanti a Dio. Nel messaggio evangelico cio che vale non e la creatura con la sua religione, ma la creatura in se . La religione non accresce magicamente la bellezza della creatura, il suo volto reale.
La logica dei “doppi pensieri” ha una funzione preoccupante e una evangelica commovente. La funzione preoccupante e il tarlo segreto che puo inquinare ogni nostra azione e pensiero. E cio che si chiama doppiezza. Le azioni di tutti – politici, uomini di cultura, uomini religiosi, genitori e figli – non sono mai del tutto trasparenti. Sempre e il rischio di secondi fini e intenzioni egoistiche. Lo scrittore russo Dostoevskij, specie nel romanzo L’idiota, ha grandi pagine che scavano in questo sottosuolo dei “doppi pensieri” che sono in ogni uomo. Il principe Mys kin così conclude un suo dialogo con Keller: «Due pensieri, come spesso avviene, si sono fusi insieme. A me succede di continuo (…) Mi è perfino accaduto qualche volta di pensare (…) che tutti gli uomini siano cosi, tanto che già avevo cominciato ad approvarmi, perché è tremendamente difficile lottare con questi doppi pensieri: io l'ho provato. Dio sa come ci vengono e come germogliano in noi. E voi la chiamate addirittura una bassezza! Ora anch'io ricomincerò ad aver paura di questi pensieri». Il principe guardava Keller con una curiosita straordinaria. Il problema dei “doppi pensieri”, evidentemente, l'occupava gia da tempo. (Romanzo L’idiota di Dostoevskij).
Dopo questa natura preoccupante, la funzione commovente dei “doppi pensieri” e la possibilita di convivere con gli altri, di stare in compagnia, sapendo che non esistono perfezioni definitive e scelte valide in assoluto. E la funzione di stare con gli altri “in pace”, nella mediazione, nel lavorare mano nella mano. Il messaggio evangelico direbbe che e un bene che i “doppi pensieri” siano svelati. Pensare a cio purifica, toglie ogni sotterfugio e rende trasparente come e trasparente il Dio evangelico. Se tutto cio che e nascosto sara svelato indica che e possibile giungere alla semplicita originaria in cui nulla e da nascondere per accogliere l'altro o per essere accolto dall'altro. Svelare i propri “doppi pensieri” e conoscere quelli degli altri non suscita che profonda riconoscenza di essere tutti perdonati. Tutto con grande serenita e fiducia.
Scopro così che la compassione di Gesu nei racconti evangelici e la stessa dell’empatia dei greci (oiktirmos) ed e vicina alla compassione buddhista (karuna in sanscrito).