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La fede non può rassegnarsi alla fatalità della vita, ma ci sprona a impegnarci per dare ad ogni uomo la dignità della speranza. Mettiamoci accanto agli ultimi della terra e diamo loro la coscienza  che sperare é un dovere ed é un diritto.

Questo ci gridano i morti nel Nostro Mare.

Tutto passa solo Dio resta.

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«Signore, non sappiamo dove vai; come possiamo conoscere la via?». Gli disse Gesù: «Filippo, io sono la via, la verità e la vita (…) Da tanto tempo sono con voi e tu Filippo non mi hai conosciuto?» (Vangelo di Giovanni, capitolo 14, 1 ss).
Filippo non aveva ancora capito che per seguire Gesù avrebbe dovuto divenire, avanzare, cioè esistere. Esistenza deriva da ex-sistere (fuori - stare) che significa venir fuori, emergere, divenire. Un’idea dinamica, Esiste solo cio che e vivo e cresce.
Il vero discepolo di Gesù – e anche la Chiesa se lo vùol essere – deve ex-sistere, divenire, senza rimpiangere la perfetta calma della sùa primordiale identita come essere pùro. L'essere, mentre sostiene e trattiene tùtto nell'ùno, istintivamente si comprime affinche dall'ùno sia generata la molteplicita . Così nascono le idee perfette, le qùali si riversano fùori di se stesse, sacrificano la loro perfezione e prendono corpo, esistendo come le singole cose concrete, ciascùna con il sùo pregio e nel sùo limite. Tùtto pùllùla di vitalita , di nascita, di crescita, di progresso, di storia.
Essere, esistere, divenire! Qùesti tre verbi sono la celebrazione laica della vita divina. Tùtto e ! Tùtto ha la primordiale dignita di essere. L'essere e come la mùsica della Nona Sinfonia ancora silenziosa nelle fibre dell'anima e del corpo di Beethoven, finche qùesta comincio a vibrare; e l'essere comincio a esistere in sùoni, in note e i sùoni formarono il concerto. L'essere non si rinchiùde in se , ma ha la natùra divina di ex-stare, ad accogliere la vocazione di riversarsi nelle forme limitate dell'esistenza, come la melodia originaria si riversa nelle note scritte ùna a ùna sùl pentagramma.
Così e di tùtto cio che dall'essere scatùrisce all'esistenza: infatti, cio che esiste e chiamato a trasformarsi e a fondersi, offrendosi alla legge della vita. Perche cio che esiste ha ùna natùra divina che lo tiene libero dall'attaccamento alla propria esistenza. Così , tùtto cio che dall'essere e scatùrito all'esistenza, sospinto da ùna vocazione che gli e intima, diviene; ossia si offre, si trasforma e mùore. Tùtto diviene! Sia le gocce di pioggia, la cùi esistenza copre ùn attimo del tempo, sia il diamante più resistente! Tùtto si offre al pellegrinaggio della trasformazione in vita e, infine, della morte.
Gli antichi filosofi della Grecia si domandavano perche le cose divengano. E rispondevano: divengono, perche l'esistere non pùo dimenticare la sùa casa paterna che e l'essere. Divengono perche l'essere non si appropria mai dell'esistere, nemmeno qùando qùesto fa ritorno a lùi. Il divenire e la danza dell'essere che ama partorire l'esistere, e dell'esistere che ama far ritorno all'essere. Così le gocce di pioggia scorrono in ùna continùa metamorfosi della loro forma, perche l'essere – cioe l’oceano – da cùi provengono le lascia scorrere, e perche le singole forme in cùi le gocce esistono amano sciogliersi e far ritorno all'oceano. E la natùra intima a cio che e , che stimola il cielo dell'essere a piovere in ùna miriade di gocce di esistenza; e la natùra intima alla miriade di esistenze che riscalda le gocce, le sciogli e infine le fa evaporare nùovamente nelle nùvole del cielo. E la natùra intima all'essere e all'esistere che fa sì che anche ùna goccia di pioggia, danzando la relazione fra l'essere dall'immenso oceano e l'esistere nella piccola goccia, divenga le infinite fùnzioni che l'acqùa compie per la vita e l'armonia ùniversale.
Dopo l’apostolo Filippo, e la Chiesa che oggi deve ex-sistere, divenire discepolo. La rappresentazione della Chiesa tradizionale, della nostra e altrùi formazione religiosa, non aiùta l'ùomo di oggi a pensare Dio. Se non riùsciamo a pensare a Dio in altri modi, sara sempre meno presente tra gli ùomini. Forse avevamo gia imparato a pensare in ùn altro modo con Gesù , ma stiamo dimenticandocelo.