LogoBlu

Perdere la propria vita significa assumere la vita degli altri come propria ragione di esistenza.

Chi vive fedele al Vangelo viene contestato perché non si conforma alla mentalità di questo mondo, ma agisce per un bisogno assoluto di giustizia in cui trova rispecchiata la sua dignità morale.

Tutto passa solo Dio resta.

new.gif

distacco

Questa domenica ascoltiamo l'ultima parte del discorso missionario di Matteo, il contesto è drammatico. Dopo l’invio in missione, Gesù ci dice che non dobbiamo aspettarci trionfi, ma anzi … persecuzioni, incomprensioni, esclusioni. Il messaggio di Gesù è rivoluzionario, annuncia un mondo nuovo, quello vecchio si ribella, può provocare anche delle divisioni, dei contrasti anche nei rapporti più vicini a noi.

La prima frase del vangelo è scioccante: “Chi ama padre o madre più di me non è degno di me; chi ama figlio o figlia più di me non è degno di me…”

Gesù vuole spezzare i legami familiari? Interpretare così è in contrasto con tutto il resto del vangelo. Gesù aveva difeso con i farisei l'assistenza ai genitori, è più importante di un’offerta al tempio di Dio. Per Gesù la famiglia è il modello del mondo nuovo, che ha sognato dall'inizio della creazione, tutti siamo figli di un unico padre; è un segno della famiglia universale. Allora ci vuole dire che non dobbiamo vivere la famiglia come un assoluto, prima o poi ci devono essere dei distacchi: ad esempio quando ci si sposa, si lascia i genitori per dare vita a nuova famiglia. Il nuovo punto di riferimento è l'amore tra lo sposo e la sposa.

Chi si innamora di Cristo si trova in questa condizione, non rinnega la famiglia naturale, ma non la colloca più al primo posto, come l’assoluto della sua vita. Se vissuta come l’assoluto, poco o tanto condiziona e determina orientamenti e decisioni. Anche Gesù per rimanere fedele alla sua missione ha lasciato la sua famiglia, non è più tornato a Nazareth. E’ stata una separazione dolorosa. La nuova famiglia sono coloro che ascoltano la parola di Dio. Chiede a tutti la stessa a decisione che ha preso di lui: prendere il volo verso la nuova famiglia dove tutti sono fratelli.

“Chi avrà tenuto per sé la propria vita, la perderà, e chi avrà perduto la propria vita per causa mia, la troverà.” Messaggio molto forte: l’istinto di conservazione della vita è radicato in tutti noi. Gesù ci invita a riflettere: anche il nostro istinto di conservazione per la nostra vita può diventare un assoluto, qualcosa che condiziona ogni nostra scelta, che impedisce di amare fino in fondo. Gesù ci ha fatto vedere che per amore ha donato la sua stessa vita, per farci capire che cosa è l’amore vero.

Poi ci invita a prendere la propria croce. La croce di Gesù è una scelta, non è un incidente spiacevole. Sulla croce ha coronato tutta la sua vita, vissuta come un servo per tutti, a servizio di chi aveva bisogno di lui. Ci chiede di fare la sua stessa scelta: diventare servi di chi ha bisogno di noi.  Non è una croce qualsiasi, è la nostra croce personale, diversa per tutti. Ognuno di noi ha della capacità da manifestare in questa scelta, un servizio particolare che possiamo fare solo noi, delle qualità che si possono mettere a disposizione degli altri, dei doni che abbiamo ricevuto e che possiamo scambiare con i fratelli. Ecco la nostra croce personale: non avere paura di mettere a disposizione quello che sappiamo fare, quello che siamo.

“Chi accoglie voi accoglie me...”  Sono quelli che mettono la vita a servizio del fratello, significa che chi accoglie queste persone accoglie Cristo.

Possono essere dei profeti, anche nei nostri giorni. Sono quelle persone con una spiccata personalità spirituale che comunicano il pensiero di Dio. Spesso quello che annunciano non è conforme alla mentalità di questo mondo, ma se aderiamo al messaggio che porta il profeta intravediamo la luce che viene da Dio. Possiamo dargli sostegno morale od un aiuto concreto, quando sono osteggiati, quando sono rifiutati, quando hanno delle difficoltà. La ricompensa promessa è veramente grande: possiamo partecipare all'opera che il profeta compie, possiamo diventare costruttori del mondo nuovo con il profeta.

Possono essere dei giusti. Sono quelli che non parlano a parole, ma predicano con la loro vita, in qualche modo incarnano la parola del profeta.  Si riconoscono dal loro comportamento: sono persone giuste al di là delle barriere, degli steccati, delle etichette della nostra società.

La ricompensa è garantita anche a chi da semplicemente da bere ad uno dei suoi piccoli. Sono i discepoli che si giocano alla vita, sono “piccoli”, hanno sempre bisogno di un aiuto. Se li aiuti ... avrai la ricompensa promessa da Gesù: l’amore vero, al di là di tutti gli “assoluti” che ci possiamo costruire nella vita, che ci ingabbiano, che possiamo superare per raggiungere la vita piena vissuta nella libertà.

Revisione di vita

  • Tagli da fare? Da abitudini, da amici, forse anche in qualche modo dai genitori? Problemi nella coppia quando non si fa questo taglio?
  • Che cosa viene prima, cosa c’è di prioritario nella nostra esistenza?
  • Prendere la croce: sopportare con pazienza le piccole disavventure della vita? Rassegnarsi nelle difficoltà quotidiana? Oppure scegliere la nostra propria croce, per mettersi a servizio di chi ci sta vicino? Abbiamo paura di viverla come un fallimento della nostra vita?
  • Profeti, giusti dei giorni nostri: cerchiamo di riconoscerli per aiutarli a cambiare questo nostro mondo?
  • Vivere la vita di libertà dagli “assoluti” che ci circondano… “la strada di un amore che si dà in maniera totale, di un amore che si dimentica della morte perché ama la vita dell’altro.”