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La conoscenza di Dio passa attraverso la partecipazione alla tribolazione degli umili cercando di capire la ragione di una sofferenza e di una disperazione. Solo così entriamo nel mistero del Regno di Dio.

Tutto passa solo Dio resta.

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beatitudini

Leggiamo le ultime righe del vangelo secondo Matteo, l’ultima pagina in qualche modo riassume tutta l'opera. Concludono la vita di Gesù in questo mondo ma sono anche un nuovo inizio, una nuova presenza di Gesù nell'umanità, l’inizio della storia della Chiesa. Gesù affida ai discepoli di tutti i tempi una missione.

Siamo in Galilea, sul monte che Gesù aveva indicato alle donne nel giorno di Pasqua. La Galilea è il luogo dell'incontro con il maestro; la sua vita pubblica si è svolta in gran parte qui, intorno al lago. Matteo ci comunica con questo riferimento geografico un chiaro messaggio: si capisce Gesù, il suo messaggio, il dono della vita solo se prima si è fatta l'esperienza di quei tre anni in Galilea, solo così si è pronti a seguirlo nel cammino difficile che porta alla croce, di chi consegna la propria vita per amore.

Anche il riferimento al monte è chiaro: è il monte delle Beatitudini. Solo chi si fa coinvolgere, può vivere l'esperienza dell'uomo nuovo di Gesù. Prima si accolgono le beatitudini, si cerca di incarnarle, solo allora si aprono gli occhi, solo allora si capisce la vera gloria del Padre, solo allora si incontra il Risorto.

Gli undici discepoli salgono sul monte, hanno accolto le beatitudini, si spalancano i loro occhi, ma nonostante tutto dubitano: come possibile se è davanti a loro? Il Risorto non può essere visto con gli occhi materiali, ma solo con quelli spirituali, solo se si mette a disposizione tutto di noi, allora si vede.

Gesù non si scandalizza dei nostri dubbi, non ci manda via, sono compatibili con la fede. E’ il rischio che corrono tutti gli innamorati quando affidano la propria vita alla persona amata. Tutte le certezze granitiche impediscono di cercare la verità; la passione d’amore ti porta a cercare la verità. Ecco la fatica del credente, ma non solo, anche di chi dice di non credere: rimanere aperti alla ricerca, anche con i dubbi.

Gesù si avvicina ai discepoli. Nella vita pubblica era rimasto sempre accanto a loro, ai malati, ai derelitti, ai poveri, anche ai peccatori. Ha mostrato a tutti il Dio vicino. Il Dio lontano nelle nubi non è mai esistito, è un’immagine cancellata per sempre da Gesù. Noi possiamo ascoltare da vicino la sua voce. Adesso è accanto al Padre, ma mantiene la vicinanza con noi, una presenza diversa da prima, ma reale, senza più limiti di spazio e di tempo. La preghiera fa percepire questa presenza, in ogni avvenimento, in ogni circostanza della nostra vita.

Gesù dice: “Mi è stato dato ogni potere…”. Quali poteri vorremmo che avesse? Su tutti i regni di questo mondo? Sistemare tutti i cattivi con fulmini e saette? Gesù ha rifiutato questo potere (nelle tentazioni...). Ha rifiutato di salvare se stesso sulla croce, si è privato di tutti i poteri che noi fantastichiamo nella nostra mente.

L’unico potere di Gesù è quello dell'amore, incondizionato, senza riserve. E’ questo il potere che consegna agli undici e a noi, l'unico potere che può vincere il male del mondo.

Poi Gesù ci affida la missione: andate e fate discepoli tutti i popoli. Non state fermi, non rimanete sulle proprie posizioni, guardate al futuro, non volgete indietro lo sguardo.

Noi non diventiamo mai maestri, nessuno di noi, impariamo tutti dal solo maestro che è Gesù. Dobbiamo accompagnare tutti alla scuola di Gesù, del vangelo, senza imposizioni, con la nostra vita, il nostro esempio, senza gridare, con la sola forza dell’amore.

Gesù vuole che battezziamo tutti i popoli, non fare proseliti ad ogni costo, ma immergere tutti nella vita divina, nell'amore che vivono il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo. Ecco l'umanità nel pensiero di Dio. Ecco l’unico per cambiare il mondo.

Per essere convincenti, per insegnare qualcosa a tutti dobbiamo essere stati alla scuola del maestro bello, dobbiamo diventare persone belle. Solo così saremo convincenti. Tutti devono vedere le nostre opere belle. Ecco cosa significa portare la luce: mostrare le nostre opere belle.

Noi, tutti, siamo responsabili della vita di tutti quelli che incontriamo, il cambiamento del mondo è affidato a noi, alle nostre mani: dobbiamo lasciare che lo Spirito operi in noi.

Gesù ci dà la forza per questa missione immane, troppo grande per noi. Gesù ci dice : “Sono con voi fino alla fine del mondo”. Gli undici si sentono inadeguati, noi ci sentiamo piccoli piccoli, infedeli, incostanti, ma il Risorto dice: io sono con voi! L’unico modo per cambiare il mondo.

  

Revisione di vita

  • Suoi fratelli, nonostante tutto, nonostante i tradimenti. Sono undici, ne manca uno, Giuda si è allontanato, Gesù lo ha deluso, lo ha consegnato. Gli altri undici sono in qualche modo innamorati di Gesù ma fragili, impauriti; non hanno ancora il coraggio di consegnare tutta la vita a Gesù: gente di poca fede... Simili a noi? Iniziamo insieme il viaggio verso la Galilea, salendo sul monte?
  • Abbiamo vissuto i tre anni con Gesù? Un viaggio che dura tutta la vita, ricominciando sempre…
  • Occorre fare anche l'esperienza con il Risorto per capire il destino di chi consegna la propria vita per amore. Sono appannati i nostri occhi per vedere questo, con attaccamenti, ritrosie, mancanza di generosità?
  • Dubbi, rimpianti? Se viviamo così non ci godiamo la vita… la fatica di rimanere sempre aperti alla ricerca, anche con i nostri dubbi…
  • Abbiamo solo certezze? Tentiamo di imporle a tutti gli altri? Rischiamo di sfociare nel fanatismo?
  • Pensiamo che la missione sia una questione di pochi eletti, di qualche consacrato? Gesù è con noi, fino alla fine del mondo. Tocca a noi portare a tutti il suo amore. L’unico modo per cambiare il mondo.

    Leggiamo le ultime righe del vangelo secondo Matteo, l’ultima pagina in qualche modo riassume tutta l'opera. Concludono la vita di Gesù in questo mondo ma sono anche un nuovo inizio, una nuova presenza di Gesù nell'umanità, l’inizio della storia della Chiesa. Gesù affida ai discepoli di tutti i tempi una missione.

    Siamo in Galilea, sul monte che Gesù aveva indicato alle donne nel giorno di Pasqua. La Galilea è il luogo dell'incontro con il maestro; la sua vita pubblica si è svolta in gran parte qui, intorno al lago. Matteo ci comunica con questo riferimento geografico un chiaro messaggio: si capisce Gesù, il suo messaggio, il dono della vita solo se prima si è fatta l'esperienza di quei tre anni in Galilea, solo così si è pronti a seguirlo nel cammino difficile che porta alla croce, di chi consegna la propria vita per amore.

    Anche il riferimento al monte è chiaro: è il monte delle Beatitudini. Solo chi si fa coinvolgere, può vivere l'esperienza dell'uomo nuovo di Gesù. Prima si accolgono le beatitudini, si cerca di incarnarle, solo allora si aprono gli occhi, solo allora si capisce la vera gloria del Padre, solo allora si incontra il Risorto.

    Gli undici discepoli salgono sul monte, hanno accolto le beatitudini, si spalancano i loro occhi, ma nonostante tutto dubitano: come possibile se è davanti a loro? Il Risorto non può essere visto con gli occhi materiali, ma solo con quelli spirituali, solo se si mette a disposizione tutto di noi, allora si vede.

    Gesù non si scandalizza dei nostri dubbi, non ci manda via, sono compatibili con la fede. E’ il rischio che corrono tutti gli innamorati quando affidano la propria vita alla persona amata. Tutte le certezze granitiche impediscono di cercare la verità; la passione d’amore ti porta a cercare la verità. Ecco la fatica del credente, ma non solo, anche di chi dice di non credere: rimanere aperti alla ricerca, anche con i dubbi.

    Gesù si avvicina ai discepoli. Nella vita pubblica era rimasto sempre accanto a loro, ai malati, ai derelitti, ai poveri, anche ai peccatori. Ha mostrato a tutti il Dio vicino. Il Dio lontano nelle nubi non è mai esistito, è un’immagine cancellata per sempre da Gesù. Noi possiamo ascoltare da vicino la sua voce. Adesso è accanto al Padre, ma mantiene la vicinanza con noi, una presenza diversa da prima, ma reale, senza più limiti di spazio e di tempo. La preghiera fa percepire questa presenza, in ogni avvenimento, in ogni circostanza della nostra vita.

    Gesù dice: “Mi è stato dato ogni potere…”. Quali poteri vorremmo che avesse? Su tutti i regni di questo mondo? Sistemare tutti i cattivi con fulmini e saette? Gesù ha rifiutato questo potere (nelle tentazioni...). Ha rifiutato di salvare se stesso sulla croce, si è privato di tutti i poteri che noi fantastichiamo nella nostra mente.

    L’unico potere di Gesù è quello dell'amore, incondizionato, senza riserve. E’ questo il potere che consegna agli undici e a noi, l'unico potere che può vincere il male del mondo.

    Poi Gesù ci affida la missione: andate e fate discepoli tutti i popoli. Non state fermi, non rimanete sulle proprie posizioni, guardate al futuro, non volgete indietro lo sguardo.

    Noi non diventiamo mai maestri, nessuno di noi, impariamo tutti dal solo maestro che è Gesù. Dobbiamo accompagnare tutti alla scuola di Gesù, del vangelo, senza imposizioni, con la nostra vita, il nostro esempio, senza gridare, con la sola forza dell’amore.

    Gesù vuole che battezziamo tutti i popoli, non fare proseliti ad ogni costo, ma immergere tutti nella vita divina, nell'amore che vivono il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo. Ecco l'umanità nel pensiero di Dio. Ecco l’unico per cambiare il mondo.

    Per essere convincenti, per insegnare qualcosa a tutti dobbiamo essere stati alla scuola del maestro bello, dobbiamo diventare persone belle. Solo così saremo convincenti. Tutti devono vedere le nostre opere belle. Ecco cosa significa portare la luce: mostrare le nostre opere belle.

    Noi, tutti, siamo responsabili della vita di tutti quelli che incontriamo, il cambiamento del mondo è affidato a noi, alle nostre mani: dobbiamo lasciare che lo Spirito operi in noi.

    Gesù ci dà la forza per questa missione immane, troppo grande per noi. Gesù ci dice : “Sono con voi fino alla fine del mondo”. Gli undici si sentono inadeguati, noi ci sentiamo piccoli piccoli, infedeli, incostanti, ma il Risorto dice: io sono con voi! L’unico modo per cambiare il mondo.

      

    Revisione di vita

    • Suoi fratelli, nonostante tutto, nonostante i tradimenti. Sono undici, ne manca uno, Giuda si è allontanato, Gesù lo ha deluso, lo ha consegnato. Gli altri undici sono in qualche modo innamorati di Gesù ma fragili, impauriti; non hanno ancora il coraggio di consegnare tutta la vita a Gesù: gente di poca fede... Simili a noi? Iniziamo insieme il viaggio verso la Galilea, salendo sul monte?
    • Abbiamo vissuto i tre anni con Gesù? Un viaggio che dura tutta la vita, ricominciando sempre…
    • Occorre fare anche l'esperienza con il Risorto per capire il destino di chi consegna la propria vita per amore. Sono appannati i nostri occhi per vedere questo, con attaccamenti, ritrosie, mancanza di generosità?
    • Dubbi, rimpianti? Se viviamo così non ci godiamo la vita… la fatica di rimanere sempre aperti alla ricerca, anche con i nostri dubbi…
    • Abbiamo solo certezze? Tentiamo di imporle a tutti gli altri? Rischiamo di sfociare nel fanatismo?
    • Pensiamo che la missione sia una questione di pochi eletti, di qualche consacrato? Gesù è con noi, fino alla fine del mondo. Tocca a noi portare a tutti il suo amore. L’unico modo per cambiare il mondo.