
Domenica scorsa avevamo lasciato il Battista che battezzava al Giordano, che pronunciava parole molto dure contro chi non si converte: razza di vipere, la scure alla radice degli alberi per tagliare chi non capisce che il tempo è breve, che è necessario fare qualcosa subito. Oggi lo troviamo, con un salto temporale e spaziale, in carcere. Erode imprigiona il Battista, perché temeva la sua popolarità, per paura che incitasse alla sommossa, forse anche per la condanna della sua condotta morale: Erode viveva con la moglie di suo fratello. Il potere non può accettare il suo messaggio di conversione, lo imprigiona.
Il Battista poteva probabilmente ricevere i suoi discepoli in carcere: così riesce a seguire lo sviluppo della predicazione di Gesù. I suoi discepoli gli riferiscono qualcosa che non si aspettava: Gesù manifesta solo dolcezza, tenerezza, attenzione verso i deboli, gli emarginati. Nessuna traccia di condanna. Gesù accoglie tutti, anche le persone considerate impure dalla legge, ritenute lontane da Dio. Gesù si dice amico dei peccatori, va con loro, mangia con loro.
Ma non si doveva evitare i peccatori? Tenerli lontani? Detestarli come nemici? Il Battista era stato educato a questa disciplina... come capire Gesù? (e noi?)
Gesù non si meraviglia della domanda che i discepoli del Battista gli pongono, comprende i dubbi che il suo messaggio suscita, non discute, elenca i gesti di amore e salvezza che ha fatto. Richiama la profezia di Isaia: “I ciechi riacquistano la vista, gli zoppi camminano, i lebbrosi sono purificati, i sordi odono, i morti risuscitano, ai poveri è annunciato il Vangelo “
Gesù realizza le profezie di Isaia, sono il segno che il mondo nuovo sta iniziando.
I ciechi sono quelli che brancolano nel buio, non sanno dove stanno andando; non riescono a discernere quello che è prezioso da quello che è effimero. Il vangelo apre gli occhi, tutto prende il giusto valore.
Gli storpi sono coloro che non si possono muovere, sono fermi, immobili nelle loro posizioni; il vangelo li rimette in piedi nella direzione giusta, possono iniziare a camminare, possono cominciare il loro esodo verso la terra delle libertà.
I sordi non possono sentire nessuna voce, ascoltano solo la voce del loro egoismo. Adesso con Gesù le loro orecchie sono spalancate, possono sentire la voce di chi ha bisogno, possono aiutare tutti i fratelli.
I lebbrosi sono lo scarto della società di quel tempo, tutti stavano ben alla larga da loro. Il vangelo li cura, li trasforma in persone nuove, possono incontrare di nuovo tutti.
Anche i morti resuscitano, con la nuova vita dello spirito diventiamo tutti figli di Dio nel nuovo mondo.
Ai poveri è annunciata la buona novella: a chi si riteneva senza speranza, miserabile è offerta la possibilità di ricominciare, di vivere nel nuovo mondo da fratelli, di arrivare alla salvezza, perché tutti amati da Dio, anche chi non nulla (forse soprattutto chi non ha nulla…).
Gesù pronuncia la beatitudine per tutti coloro che lo seguono: chi non si scandalizza di me... chi non si scandalizza di un Dio che ama in modo incondizionato è beato!
Gesù non ha certamente perso la stima per il Battista, dopo i suoi dubbi, le sue domande. Per Gesù è più che un profeta, è il messaggero che prepara la via al Messia, il più grande dai nati da donna.
Il Battista non era un opportunista, era coerente fino a rischiare la propria vita, non era una canna sbattuta dal vento, che si piega dove soffiano i venti più forti.
Il Battista non viveva nel lusso, avvolto in morbide vesti come i re, come i potenti della terra che vivono nel lusso sfrenato (qualche parallelo con oggi?), aveva ben compreso ciò che è importante e ciò che è effimero.
Il Battista è il più grande tra i nati da donna, ma il più piccolo nel regno dei cieli è più grande di lui…
Non c'è una graduatoria basata sulla santità personale: noi oggi siamo dei privilegiati, possiamo vedere e capire l'amore incondizionato di Dio, il regno dei figli di Dio.
Lo capiamo fino in fondo?
Revisione di vita
- Quale Messia aspettiamo in questo Natale? Simile a quello del Battista con il fuoco e la scure? Anche noi siamo delusi dal Messia mite e umile di cuore?
- Desideriamo un Messia che ci risolva tutti i nostri problemi, magari con qualche miracolo? Un Messia che si sostituisca a noi per quello che dobbiamo fare? Dobbiamo essere noi a costruire la pace nel mondo, a risolvere le povertà, con la nostra conversione, con la nostra vita...
- Ci aspettiamo che il vangelo si accompagni a dubbi, a quesiti profondi che ci scombussolano? Il vangelo ci lascia tranquilli? Allora qualcosa non funziona...
- Abbiamo paura del vento che spira oggi? Siamo come canne sbattute dal vento che si piegano dove spira, dove i mass media, i social ci voglio portare? Crederci davvero, essere coerenti, fino in fondo…
- Come viviamo le proposte di beni, di lusso, l’idolatria dell'effimero che ci vengono proposte ogni giorno? Abbiamo perso i veri valori della vita? Viviamo negli sprechi di beni e risorse?
