
Festa di Cristo Re: la nostra immaginazione pensa subito al regno… ma quale regno? Tanti regni si sono succeduti nella storia: sorgono, sembrano invincibili, si circondano di gloria, e poi... declino. Tutti si sono sgretolati, dissolti; tutti i re, gli imperatori, i dittatori, i finti liberatori od altro che hanno pensato di essere invincibili, immortali, sono finiti, tutti. Tutti passano e lasciano scie di sangue, di morti, di perseguitati, di deportati. Tutti hanno in testa di dominare tutti e tutto per sempre.
Anche oggi quanti demagoghi in giro per il mondo che pensano di essere immortali, di dominare tutto il mondo, di conquistare lasciando dietro di se una striscia di morti… La storia non gli ha insegnato niente.
Esiste un regno che non tramonta, qualcosa che rimane per sempre, un regno veramente umano, per gli uomini e non contro di essi, un regno dove l’uomo è al centro e non schiavo del potente di turno?
Gesù ci propone questo regno: è al centro della sua predicazione, basta pensare quante volte sentiamo nelle sue parole nel vangelo: il regno di Dio che è tra di noi…
Ma di quale regalità si tratta? Pilato non ha capito, capisce solo la forza delle legioni romani, ma forse anche ai nostri giorni qualcuno pensa che solo la forza può creare un regno.
Gesù ha intorno a sé solo qualche pescatore, delle donne; non ha un esercito, non fabbrica spade e strumenti di guerra; non pensa a strategie per arrivare al potere.
Siamo alla fine del vangelo di Luca. All'inizio del suo vangelo Luca aveva presentato le tre tentazioni, in una di queste il maligno gli aveva offerto i regni di questo mondo, gli aveva suggerito anche gli strumenti: seduzione, inganno, sfruttamento, ecco come fare per salire in alto. Così puoi ottenere la gloria!
Oggi nel vangelo c'é l'ultima proposta del maligno per avere il regno: Salva te stesso! Ma Gesù non salva se stesso, va fino a fondo per farci capire l’amore infinito di Dio, muore sulla croce.
Gesù è intronizzato sulla croce, il luogo della sua incoronazione é un posto immondo, muore come un maledetto da Dio. Tutti coloro che entravano ed uscivano dalla città potevano vederlo, assistere al terribile spettacolo… ma in un certo senso tutti noi assistiamo a questo spettacolo, lì è in scena Dio, mostra il suo vero volto per sempre, cancella tutte le altre idee su Dio, fa scomparire tutti i troni dove abbiamo collocato Dio. L’unico trono glorioso è la croce: da lì giudicherà la nostra vita e ci chiederà : è stata donata per amore?
Le mani di Gesù sono inchiodate sulla croce: non colpirà mai, nessuno, non le userà mai per esercitare la forza. Non ha vestiti eleganti, è totalmente povero, nudo, è senza niente, ha donato tutto. Questa è la proposta di beatitudine che fa a tutti noi: essere nudi perché abbiamo donato tutto, abbiamo trasformato tutto in amore.
Perché Gesù non scende dalla croce? Lo desideriamo anche noi? Lo abbiamo pensato a volte? Scendi e falla pagare a tutti i cattivi… falla pagare anche ai generatori di violenza che sentiamo nelle terribili notizie che ci arrivano ogni giorno, che vediamo nei nostri telegiornali, ai fabbricanti di morte…
Gesù non scende dalla croce, non fulmina tutti i cattivi che lo stanno mettendo a morte, perché non è compatibile con il Dio che ama tutti, sempre, perdona, salva e basta.
L’ultima tentazione del maligno per Gesù gli viene gridata da uno dei due malfattori: salva te stesso! Impiega tutte le tue capacità per te stesso, cosa ti importa degli altri, tiraci fuori da questo guaio.
Ma Gesù sta dalla parte dei perdenti, il Messia vincitore che si fa largo con la forza fa parte del regno vecchio, lui è venuto ad inaugurare il nuovo regno, quello dove esiste solo l’amore.
Lui è veramente il Re dei Giudei, come Pilato scrive nell’iscrizione sopra la croce. Pilato non comprende nulla ma in qualche modo scrive giusto. E' Gesù che realizza tutte le Scritture. E’ il Messia che ci salva dal ripiegamento su noi stessi. Dobbiamo avere il coraggio di aprire il cuore a questa nuova regalità .
L'altro ladrone riconosce gli errori fatti, chiama per nome Gesù, lo sente amico, percepisce il nuovo volto di Dio e Gesù lo introduce nel paradiso…
E’ la storia del malfattore ma anche la nostra storia.
Revisione di vita
- Nella storia anche i cristiani hanno ceduto al fascino della forza, dello sfarzo, del peso politico, si sono fatti coinvolgere nella competizione per i regni di questo mondo utilizzando tutti i mezzi, anche la violenza. La lotta per essere ricordati nei libri di storia. Avere il coraggio di capovolgere i libri di storia, di stare dalla parte dei perdenti, dei deboli, dei disarmati.
- Il maligno si presenta come un amico per costruire il regno: utilizza le tue capacità così arriverai al mondo nuovo… ma a quale regno diamo la nostra adesione?
- I soldati deridono Gesù, sono schiavi del folle disegno del regno antico, credono solo nella forza; per loro vale solo chi vince. Ma Gesù sta dalla parte dei perdenti… e noi?
- Facciamo la scelta tra i due malfattori: uno riconosce di essere stato parte del regno vecchio, ma vuole cambiare; l'altro no...
