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 Portare la croce vuol dire prendere su di noi il progetto di vita di Gesù senza cercare noi stessi, i nostri interessi, ma il bene degli altri fino a perdere la propria vita, per amore dei fratelli, proprio come ha fatto Gesù.

Tutto passa solo Dio resta.

 

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Non basta la parola 

                    

Editoriale

Nella Chiesa si avverte un gran bisogno di dignità. Una dignità che deve essere onorata da tutti: vescovi, preti, laici. Una posizione da conquistare o da ri-conquistare: quella della “schiena diritta”. Una dignità della pazienza e dell’attesa; una dignità dei gesti; una dignità della coerenza; la dignità di chi superando la timidezza, la paura e le prudenze umane si riveste di speranza.  

          

Dono e compito

di Angelo Casati                

   La dignità nella Chiesa nasce da una consapevolezza: tutti siamo stati creati a immagine e somiglianza di Dio. Gesù non solo ha vissuto in questa consapevolezza, ma ha rivendicato con forza che questa dignità venisse restituita a ogni persona. Un dono, dunque, che deve trasformarsi in annuncio; un compito da trasmettere, di generazione in generazione.

 

Virtù e limiti del “fare”            

di Lilia Sebastiani

   Non basta “appartenere” alla Chiesa, occorre mettere in atto azioni concrete, “fare”. Spesso, però, questo “fare” contiene un rischio di efficientismo, di azioni non guidate da un pensiero e da un progetto. Un altro rischio è la divisione, all’interno della comunità cristiana, tra chi prende le decisioni e chi ha solo la “grazia” dell’esecuzione. Il mistero di ogni persona gravita invece tra due poli: il “far-essere”, l’essere cioè chiamati all’esistenza, e il “lasciar-essere”, l’essere chiamati a libertà e a responsabilità.

 

Libertà religiosa, via di pace.         

di Brunetto Salvarani                         

   La libertà religiosa si avvia a diventare una sfida globale alla quale sono affidate le sorti di una pace sempre più precaria a tutti i livelli dell’esistenza umana. Anche in Italia, Paese multireligioso, questa sfida apre scenari inediti.

 

Profeti oggi            

di Lydia Cramarossa  

   In un tempo segnato da un forte pragmatismo, si avverte altrettanto forte il bisogno di profezia, di uomini e donne che, parlando in nome di Dio, siano capaci di suscitare visioni e passioni. Oggi non si corre più il rischio di eresie nella Chiesa, ma di sempre più frequenti e silenziose apostasie. Forse la fede non appassiona più abbastanza? E le beatitudini hanno perso la loro capacità di suggestione?

 

Una presenza scomoda                        

di Matteo Peodi              

   La coscienza è il luogo in cui si realizza il nostro incontro profondo con Dio. Il “santuario” religioso per eccellenza di ogni persona; ma anche luogo scomodo, perché in esso siamo chiamati ad assumere le decisioni più impegnative dell’esistenza. Ma è anche il luogo in cui ogni soggetto può accogliere la Grazia dello Spirito.                

 

Una Chiesa audace

di Stefano Zerbini

Lo richiama spesso papa Francesco: la Chiesa deve essere audace, deve osare. Osare l’annuncio; osare la testimonianza; osare il cambiamento; osare il sogno; osare il suo inserimento nel mondo, senza mondanizzarsi, per portarvi il fuoco, non cenere spenta.

                                                  

A disposizione!                                          

di Ileana e Luca Carando    

   C ‘è uno spazio nella comunità cristiana per un impegno a livello familiare, uno spazio in cui la famiglia possa esprimere la sua dignità? Gli autori di questo articolo non solo sostengono che questo spazio esiste, ma lo rivendicano con forza, esemplificando gli ambiti ecclesiali in cui esso può realizzarsi.

 

Evangelizzare la povertà                        

di Alessandro Sacchi

   Parlare di evangelizzazione della povertà non è una contraddizione, non è un inno al pauperismo. Il Vangelo di Gesù non predica la povertà estrema, la miseria, in cui si annidano oppressione e sfruttamento. Gesù ci indica invece la povertà come stile di vita, attraverso la liberazione dai condizionamenti e l’abolizione delle barriere, per instaurare relazioni fondate su giustizia e fraternità.

Facciamo pace 3