Centri di Preparazione al Matrimonio

Uberto Bianciardi
Nell'esistenza delle coppie è possibile rintracciare una serie di segni che caratterizzano il loro cammino ne progredire dei tempi della vita. Si tratta talvolta di segni importanti, di " grandi segni";altre volte si tratta di segni più modesti,quotidiani e feriali. Sono segni destinati a interpellare la coppia,alla ricerca di un senso all'esistere.

La coppia vive oggi in un contesto complesso in cui emerge il conflitto, apparentemente insanabile, fra tradizione e rinnovamento In questo orizzonte vanno letti i "segni dei. tempi" che la riguardano: alcuni "grandi" segni, altri più modesti, tutti però destinati a interpellare la coppia, spesso a lacerarla Un segno, fra tutti, sembrerebbe da recuperare: il dono dello smarrimento, che tutti accomuna nella faticosa ricerca di viottoli di speranza.

l. Alcuni "grandi segni" nella vita delle coppie (1)

Le famiglie "variabili"

Pensiamo a una "famiglia tipo", composta dai due genitori e da uno o due figli; i due sposi, e le relative famiglie di origine, sono gente "per bene", timorati di Dio, senza particolari problemi evidenti.

Il primo figlio compie tre anni e inizia la scuola materna: è un bambino sveglio, fa rapidamente amicizia con i compagni; la scuola a sua volta è aperta e accogliente, e cerca di coinvolgere come meglio può le famiglie. Da questi contatti balzano evidenti le differenze sociali (e questo è un bene), ma anche il fatto che alcuni bambini hanno la mamma, ma il papà non compare: è lontano, è morto, se ne è andato? Nelle case di altri bambini un uomo c'è, ma non è il padre: quest'uomo può essere amorevole come uno sposo e un padre vero, ma in altri casi può risultare egoista e perfino violento. Il sogno di tranquilla normalità senza scosse, in cui la "famiglia tipo" da cui siamo partiti si era adagiata, rapidamente perde molta verosimiglianza: la figura materna non è solo quella "normale", ma può anche essere una ragazza-madre, una separata, una divorziata; e il papà "normale" se scompare viene in parecchi casi sostituito dal convivente o da un secondo marito. E sia l'uomo che la donna possono avere con sé figli propri, frutto di precedenti relazioni o matrimoni, che si possono trovare a convivere con uno o più figli che i due, sposati o non sposati che siano, hanno messo al mondo. Ci troviamo di fronte al fenomeno delle "famiglie variabili", che fino a non molto tempo fa pensavamo riguardasse solo i romanzi e i film americani...

Le mamme parlano tra loro, ne parlano ognuna in casa propria, si formano criteri di giudizio. Alla fine, più o meno tutte concordano sul fatto che ogni persona, anche la mamma più discutibile, deve essere accolta per quel che è e per come si comporta, indipendentemente dalla sua posizione sociale e dalla sua storia. Questo orientamento, che favorisce la serenità, porta a superare parecchi giudizi morali tradizionali, che in pratica vengono così degradati a pregiudizi: anche il giudizio religioso, che condanna rapporti prematrimoniali, concubinato e divorzio, viene in qualche modo travolto dal comune sentire, che guarda solo ai fatti concreti che una persona pone, e istintivamente sente che nel mistero insondabile di quella stessa persona non è lecito penetrare.

E' qui appena il caso di ricordare, per un utile confronto, gli eccessi che per secoli hanno contrassegnato, anche sul piano civile, il comportamento dei paesi a maggioranza cattolica (ma non solo quelli) dopo il Concilio di Trento e l'avvento della Controriforma (1600), con forme pesanti di intolleranza sociale nei confronti delle madri nubili e dei relativi figli; la conseguenza fu che le nascite illegittime registrate nei libri parrocchiali diminuirono drasticamente, ma in parallelo crebbe di altrettanto l'esposizione degli infanti, abbandonati nelle ruote dei brefotrofi (tutti bambini destinati, salvo rare eccezioni, a morire nei primi due-tre anni, per il trattamento miserevole e senza amore che veniva loro riservato).

In conclusione, ci troviamo di fronte al contrasto non sanabile fra la coppia come secondo la Chiesa dovrebbe essere (sposata e fedele), e la coppia come in molti casi è stata nelle varie epoche e ancora è: una coppia non legalizzata dal matrimonio per i più vari e più o meno validi motivi, e anche una coppia che porta sempre con sé un margine di incertezza e di potenziale infedeltà. E quando la Chiesa ha nei fatti preferito alla misericordia evangelica l'affermazione intransigente della "verità", ma soprattutto quando alla Chiesa si è affiancato (per motivi politici e sociali non sempre commendevoli) il potere civile con la sua forza coercitiva, molti innocenti (soprattutto bambini) hanno gravemente sofferto.

La contraccezione: se e come

Nel microcosmo di quella stessa classe di scuola materna emergono, attraverso le parole e le reazioni dei bambini, i problemi delle coppie di cui sono figli. Un problema di coppia tipico è quello relativo al numero dei figli (uno, due, raramente di più); i riflessi di questo problema traspaiono dai discorsi che i bambini fanno per comunicare agli amici la presenza o meno di fratelli o sorelle, e la speranza (o il timore) di un loro arrivo.

Le madri ne parlano abbastanza facilmente tra loro (non così i padri, in genere), e ognuna offre una sua giustificazione per la scelta del figlio unico o al massimo in generale di due: il costo della vita, la fatica, la mancanza di aiuti (la scuola da cui abbiamo preso le mosse è immersa nel tessuto urbano di una grande città), gli impegni di lavoro, il marito o il compagno che è contrario...

Il passo successivo sarebbe, a rigor di logica, quello di pensare a come fare, dato che, anche se oggi ci si sposa più avanti negli anni, la donna dopo la nascita del primo figlio ha ancora davanti a sé in generale alcuni decenni di fertilità. E vero che molte coppie hanno usato mezzi anticoncezionali fin da prima del matrimonio, e quando si sposano sono già "esperte", ma il problema finisce con il ripresentarsi perché difficilmente uno stesso mezzo è tollerato per molti anni, e a un certo punto occorre aggiornarsi.

Nel giudizio comune non entrano comunque in discussione i motivi che orientano a limitare le nascite: sono considerate cose che appartengono alla singola coppia, e ogni coppia ne è responsabile. Si parla invece dei vari mezzi anticoncezionali e anche, se qualcuno ne fa menzione, dei "metodi naturali", dell'efficacia più o meno sicura, del gradimento, del coinvolgimento talvolta difficile del partner, delle conseguenze non desiderate; e magari si spettegola anche un po' sul Consultorio, e sul comportamento delle singole operatrici. Il giudizio generale sui contraccettivi veri e propri è comunque ampiamente positivo: vengono visti come un progresso vero, che nella misura in cui è garantito dalla scienza toglie ansia e preoccupazione, e rende possibile alla coppia una vita più serena.

Vediamo qui la difficoltà di intesa fra il modo di pensare della stragrande maggioranza delle coppie e quello che la Chiesa insegna, ossia che non è lecito turbare in alcun modo l'atto d'amore separando l'aspetto del piacere da quello procreativo, in quanto Dio stesso li ha uniti indissolubilmente nel profondo della natura umana.

Si è ormai cristallizzata nel tempo una frattura (uno "scisma sommerso") che impedisce la comprensione prima ancora che la accettazione della dottrina ecclesiale. Alla base c'è il riferimento che la Chiesa fa alla "natura umana", non modificabile nella sua visione perché determinata fin dal principio una volta per tutte da Dio: ma la generalità della gente (con l'esclusione di qualche settore più o meno integralista), ha ormai assorbito e fatto propria un'impostazione più storica nonché la teoria dell'evoluzionismo.

Se si riconosce come verità scientifica dimostrata che il mondo creato, e quindi anche l'uomo, ha subito e continua a subire variazioni anche profonde nel tempo, riesce difficile accettare l'idea che nell'uomo di oggi sia direttamente leggibile e quindi vincolante l'impronta iniziale fissata per sempre da Dio, e ignorare contemporaneamente i grandi mutamenti che in particolare nella genetica sono stati apportati dai progressi della scienza: a meno di attribuirne l'origine non a Dio Creatore, ma al Principe delle Tenebre...

Sono, questi richiamati qui sopra, modi di pensare condivisibili? Non esprimiamo alcun giudizio, perché alla nostra Chiesa vogliamo bene. Non possiamo però non notare che anche nel corso degli ultimi secoli gli uomini di Chiesa, in perfetta buona fede, avevano definito come facenti parte della natura umana, e quindi non modificabili, aspetti che oggi da tutti (anche dagli uomini di chiesa attuali) non sono più considerati tali. Ad esempio, Alfonso Maria de' Liguori (grande santo, dottore della Chiesa), nel '700 considerava la donna "naturalmente", e quindi per legge divina, inferiore all'uomo, e in base a ciò riconosceva il buon diritto del marito di bastonare la moglie ("licitum esse viro verberare uxorem"!

L'aborto

Nessun cristiano può accettare a cuor leggero che l'aborto volontario, sia pure a determinate condizioni, possa essere ammissibile. Ma anche in questo campo i progressi strabilianti della scienza medica pongono, anche se i loro autori non se lo propongono, interrogativi nuovi e gravi, che per il credente divengono angosciosi.

Una di queste mamme che orinai conosciamo arriva un giorno a scuola tutta pensierosa e si confida con qualche amica: dalle analisi è risultata incinta; la ginecologa ha stabilito a che punto è arrivata la gravidanza e, pur non rilevando nulla di anormale, le ha prospettato l'opportunità, in relazione alla sua età non più giovanissima, di sottoporsi ai test gratuiti per riconoscere eventuali malformazioni del feto.

Lei in un primo momento non si è resa ben conto della situazione, ma poi, rientrata a casa, è stata assalita dall'angoscia: e se i test avessero denunciato un rischio serio di malformazione, come avrebbero potuto reagire? Decidere a sangue freddo per l'aborto, per la soppressione della vita che stava nascendo in lei, senza neppure la certezza della sicurezza assoluta delle analisi? 0, all'estremo opposto, decidere di lasciar fare alla natura, sperando in un errore dei medici, ma coinvolgendo così in un futuro molto probabile di fatica e di dolore anche il marito e il figlio che già aveva? La seconda alternativa, se ne rendeva confusamente conto, corrispondeva ad accettare come ineluttabile un destino avverso e cieco; ma se, fino a non molti anni fa, sulla salute del nascituro ben poco si sapeva, oggi invece si può sapere con ragionevole certezza quasi tutto. E la tentazione di cancellare all'origine, fin quando la vita stava ancora sviluppandosi, la causa di tanto dolore, disperazione, fatica, può diventare invincibile.

In questo terribile dilemma poteva coinvolgere naturalmente fin dal principio anche il marito, ma non poteva in alcun modo mettere in gioco il figlio piccolo che già aveva, che pur avrebbe potuto essere in futuro (dopo la morte dei genitori) gravato dal peso angoscioso di un fratello handicappato. Ecco che le indagini scientifiche oggi disponibili, che sono in molti casi benemerite, perché permettono di mettere in atto interventi o cure intrauterine efficaci, servivano nel caso suo solo a farle vivere una gravidanza densa di angoscia, a meno che lei stessa decidesse...

2. Tanti "piccoli segni"

Vi sono altri "grandi segni" di cui dovremmo occuparci, come ad esempio l'AIDS, ma ci manca lo spazio, e li rimettiamo quindi alla buona volontà dei lettori.

Vi sono però tanti "piccoli segni". Si tratta di "segni minori" che ci vengono dal mondo attorno a noi, non necessariamente preoccupanti come i precedenti, ma comunque importanti per la vita di coppia.

La vita di lavoro, per esempio, segnata oggi da sistematica incertezza e provvisorietà: si può sopravvivere, e anche emergere e affermarsi, nel turbine del.cambiamento? Si può, nella misura in cui ci si attrezza per farsi largo e lottare senza quartiere e spesso addirittura senza scrupoli; ma che cosa penserà di te il tuo partner che ti aveva forse scelto proprio perché apprezzava la tua mitezza? Quali valori importanti, in cui credevi, dovrai sacrificare? E i tuoi figli (la "famiglia tipo" ipotizzata all'inizio cresce rapidamente, i figli fanno presto a trasformarsi in adolescenti ipercritici) come ti giudicheranno?

Il cibo, che per esigenze di tempo si standardizza sempre più sui modelli preconfezionati di civiltà lontane, a loro volta influenzate pesantemente dalla pubblicità di persuasori occulti e interessati. Forse ci si adatterà: ma che cosa penserà lui, che già oggi ricorda con nostalgia i pranzetti della mamma? E che cosa diranno i figli divenuti adulti, ritrovandosi sformati dall'obesità per il troppo e troppo ricco cibo stuzzicante che gli avremo fornito, cedendo alle tentazioni della pubblicità e della comodità?

Infine, ma si potrebbe continuare a lungo, le vacanze, che per soddisfare i nostri desideri senza limiti, e talvolta anche per non sfigurare nel confronto con gli altri, tendono a divenire sempre più faticose e costose, momento di dissipazione piuttosto che di sereno relax, quindi occasione di stress per tutti, e in particolare per i figli piccoli, obbligati a venirci dietro piuttosto che seguire i propri naturali desideri di gioco e divertimento, e motivo di contestazione per i figli adolescenti.

3. Un bilancio deludente

A questo punto vorremmo tentare un consuntivo, che arrivi a orientare la nostra attenzione nella direzione che i segni stessi devono suggerirci e che è, come dicevamo all'inizio, verso una sempre più chiara evidenza della divinità del Cristo, e quindi della intrinseca fondatezza della nostra fede. Ma purtroppo non è così facile...

Quella che appare evidente quasi sistematicamente ai nostri occhi è la contrapposizione fra tradizione e rinnovamento. La tradizione (2) è sostenuta e giustificata oggi con vari argomenti dalla Chiesa Cattolica, e si appella a idee e valori fra loro ben compaginati, che cercano di apparire come un sistema completo, esaustivo e in sé perfetto, che vuol mostrarci la chiesa stessa come una roccaforte inespugnabile. Il rinnovamento invece non è sistematico e può apparire quasi casuale, pronto come è a cogliere e sceverare ogni novità (scientifica, biologica, sociale, filosofica, ecc.) e a tenerne conto, valutandone l'impatto ai fini di sempre meglio attualizzare i fondamenti della fede.

Sarebbe interessante, in effetti, rileggere il passato con gli occhi di oggi, per cercare di discernere quali sono stati allora i "segni" che hanno orientato l'umanità verso una fede più profonda e una vita più autenticamente umana. Potrebbe essere l'occasione per ricordare che il "matrimonio d'amore", frutto di libera scelta dei nubendi, iniziò ad affermarsi nei confronti del "matrimonio contratto tra famiglie" solo a partire dal '700, grazie a un'opera di valorizzazione della persona umana frutto dell'Illuminismo, e in un secondo tempo anche del Romanticismo.

Potremmo quindi riconoscere facilmente che la laicizzazione della società promossa dalla Rivoluzione Francese a cavallo fra il '700 e l'800 produsse un significativo mutamento in meglio nei confronti delle madri nubili e dei loro fili, da allora non più considerati "bastardi", ma "figli naturali della patria"; e sempre nello stesso periodo si cominciò d attribuire agli istituti assistenziali funzioni giuridiche di tutela dei trovatelli, mentre contemporaneamente nasceva una corrente di pensiero che, per il bene preminente dei bambini abbandonati, proponeva il loro inserimento in vere famiglie, che ricreassero attorno a loro un genuino rapporto d'amore: erano i moderni istituti dell'affido e dell'adozione, ante litteram!

Da tutto ciò è secondo noi più che lecito derivare la convinzione che Illumiismo, Romanticismo, Laicismo, Rivoluzione Francese (e si potrebbe continuare ... ) sono stati veri e forti "segni" che non hanno cessato di favorire buoni frutti per secoli, ma che al loro tempo non furono capiti e accettati se non da pochissimi, e questi ultimi sistematicamente emarginati dal tessuto ecclesiale, come il Rosmni.

Allo stesso modo il Modernismo, generoso movimento ecclesiale sorto all'inizio del '900 specialmente in Italia e in Francia con l'intento di rinnovare dall'interno la Chiesa, fu sistematicamente e aspramente combattuto (noi ricordiamo bene il "giuramento antimodernista" richiesto ancora negli anni '50 ai nostri amici che volevano iscriversi alla Cattolica!); salvo poi, pochi anni dopo, ritrovare molte delle tesi moderniste riconosciute vere e riversate nei documenti del Vaticano Il!

Una conclusione, sia pure solo accennata e provvisoria, potrebbe forse essere questa:

in ogni tempo Dio manda alla Chiesa "segni" forti, intesi ad orientarla verso scelte coraggiose che facciano progredire l'affermazìone del Regno in terra;

i "segni" di Dio possono essere affidati a persone "di chiesa" (per esempio i "Santi Sociali" dell'800 piemontese), ma anche a persone esterne, o addirittura avverse alla chiesa stessa;

la comprensione tempestiva di questi segni sembra essere in ogni epoca privilegio di pochi, e questi pochi sono destinati di solito a soffrire a causa della Chiesa stessa e dei suoi "potenti", quasi sempre portati ad opporsi alle novità;

i tempi di Dio non sono però evidentemente i nostri tempi, e, quando Dio vuole, le incomprensioni vengono superate e i suoi "segni" dispiegano tutto il loro potenziale positivo.

4. Un segno, oggi?

C'è forse un modo per riepilogare tutto quanto detto riguardo ai "segni" grandi e piccoli a cui dobbiamo (dovremmo) riferirci oggi, per orientare le nostre scelte di fede?

A noi sembra, dopo tanto pensare e pregare, che il "segno" forte e provocante che Dio offre oggi alla sua chiesa sia il dono dello smarrimento: i problemi della coppia infatti ci assillano, e giungono spesso a insidiare anche la serenità della nostra famiglia. Le risposte che le coppie attorno a noi scelgono sono in larghissima parte in contrasto con le leggi della Chiesa: ma queste leggi a loro volta ci appaiono troppo rigide, aride, dimentiche della misericordia, che dovrebbe essere il tratto distintivo del cristiano. Come possiamo essere veramente (empaticamente) vicini ai nostri fratelli in difficoltà, se non superiamo, nell'agire quotidiano, le leggi ecclesiali? Come possiamo sostenere la validità cristiana di leggi intrinsecamente dure, che esprimono solo degli assoluti "dover essere", e si appoggiano più alla logicità di una filosofia che non alla forza liberatrice della misericordia divina?

La tensione che cresce in noi può portarci al limite del silenzio dolente, talvolta addirittura disperato: il silenzio di tanti pastori che in esso si rifugiano nel tentativo estremo di non smentire le parole per loro ormai povere di significato di quella chiesa che amano sopra ogni cosa.

Quel silenzio è il sintomo evidente dello smarrimento: non sappiamo che cosa dire, che cosa fare! Dove sono finite le certezze morali che un tempo erano patrimonio comune dei cristiani, e oggi sono sostenute a spada tratta solo da pochi epigoni annidati in qualche istituto universitario o in qualche comunità venata di integralismo?

Non solo i comuni cristiani, ma la stessa gerarchia ecclesiastica, interi episcopati, oggi danno segni di smarrimento: che sia questo, per noi, il "segno" e il "dono" che Dio ci riserva? Se la chiesa tutta avesse l'ardire di riconoscersi smarrita, senza più quella dovizia di parole sicure che si aggrappano ad antropologie opinabili, ma sembrano scarsamente ancorate alla Parola di Dio ... ?

Certo, puo apparire, ed è, un parados so. Ma se considerassimo questo paradosso come un dono, una cosa almeno guadagneremmo, forse piccola ma di immenso valore: la capacità di sentirci profondamente vicini e uniti ai tanti nostri fratelli che nello smarrimento vivono lacerati, e di parlare alle coppie che il Signore ci fa incontrare con parole vere di partecipazione, di serenità e di speranza, dimenticando invece le parole di giudizio che troppo spesso siamo stati tentati di pronunciare.

Uberto Bianciardi

1) Alcune fonti da cui abbiamo tratto orientamento e aiuto per la stesura di questo articolo sono: il denso articolo di SIMONETTA POLENGHi, Ruoli parentali e sentimento dell'infanzia in età moderna, in «La Famiglia», n. 206, Marzo-Aprile 2001; il volume del teologo FRANCO BARBERO, Il dono dello smarrimento, Associazione Viottoli, Pinerolo (To) 2000. 2) Ci riferiamo qui alla tradizione umana, che guarda al già fatto e già vissuto come norma di vita. Altra cosa è evidentemente la tradizione religiosa autentica, che ha la sua fonte nello Spirito Santo che «ci insegnerà ogni cosa e ci ricorderà tutto quello che Gesù ha detto» (cf Gv 14,26).

Vi informiamo che a Don Paolo Gentili è stato rinnovato l'incarico di Direttore dell'Ufficio di Pastorale Familiare della C.E.I.

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