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Papa Francesco il 7 marzo 2020 indice per il 2022 un Sinodo dei vescovi su Chiesa e sinodalità: «Per una Chiesa sinodale: comunione, partecipazione e missione». Più volte, in questi sette anni di pontificato, ricorda che «la sinodalità è la strada maestra nella vita della Chiesa».

 

LA PIRAMIDE ROVESCIATA - Il 17 ottobre 2015, nel 50° della «Apostolica sollicitudo» con cui Paolo VI istituiva il Sinodo, Francesco afferma: «Quello che il Signore ci chiede, in un certo senso, è già tutto contenuto nella parola Sinodo. “Camminare insieme” - laici, pastori, vescovo di Roma - è un concetto facile da esprimere a parole, ma non così facile da mettere in pratica. Il cammino della sinodalità è il cammino che Dio si aspetta dalla Chiesa del terzo millennio». La sinodalità offre «la cornice interpretativa più adeguata per comprendere il ministero gerarchico. Se capiamo che Chiesa e Sinodo sono sinonimi, capiamo pure che al suo interno nessuno può essere “elevato” al di sopra degli altri. Al contrario è necessario che qualcuno “si abbassi” per mettersi al servizio dei fratelli. Gesù ha costituito la Chiesa ponendo al suo vertice il Collegio apostolico, nel quale l'apostolo Pietro è la roccia. Ma in questa Chiesa, come in una piramide capovolta, il vertice si trova al di sotto della base. Per questo coloro che esercitano l'autorità si chiamano “ministri” perché, secondo il significato della parola, sono i più piccoli tra tutti».

NON ATTORI E SPETTATORI MA TUTTI PROTAGONISTI – Per il cardinale Lorenzo Baldisseri, segretario generale del Sinodo, lo scopo del Papa è «arrivare a una Chiesa unita senza comparse, una Chiesa non statica e astorica ma viva che cammina insieme». La sinodalità non va confusa con le riunioni di cardinali e vescovi. Secondo Francesco, vuol dire che «tutti i battezzati devono essere coinvolti, essere attori e non spettatori come a teatro, tutti protagonisti ciascuno nel suo ruolo».

Per Baldisseri «il Sinodo come tale è un concetto molto più ampio della collegialità. La “collegialità” concerne l'episcopato, il Collegio del quale il Papa come successore di Pietro è il capo. Invece “sinodalità” mette in evidenza che anche i battezzati devono essere coinvolti e sono tutti attori e protagonisti, ciascuno secondo la propria funzione».

INTERESSA ANCHE LE PARROCCHIE E I PARROCCHIANI – Baldisseri traduce nel concreto: «Il primo livello è quello della Chiesa universale, dove troviamo il Papa, il Collegio episcopale e il popolo di Dio. Poi c’è il livello particolare della diocesi con il vescovo, il presbiterio, i diaconi, i religiosi e le religiose, il popolo di Dio. Infine il livello della parrocchia, il parroco, il Consiglio parrocchiale, i parrocchiani». Il Sinodo dei vescovi di fatto è nato durante il Concilio Vaticano II (1962-65) perché i vescovi volevano uno strumento per partecipare al governo della Chiesa «cum e sub Petro, con e sotto al Papa». Si trovò «Sinodo», la parola giusta composta dalla preposizione «sun, con, insieme» e dal sostantivo «odos, via o cammino», quindi «cammino insieme, comune». Oggi Sinodo è quello dei vescovi. Bergoglio vuole allargare al popolo di Dio e farlo partecipare a questo grande movimento.

I TRE LIVELLI DELLA SINODALITÀ - Su incarico del Papa, la Commissione teologica internazionale ha studiato il problema per quattro anni (2014-2017). Il documento finale «La sinodalità nella vita e nella missione della Chiesa» fu approvato dal Papa il 2 marzo 2018. Afferma: «Sinodo è una parola antica nella tradizione della Chiesa. Indica il cammino fatto insieme. Sin dai primi secoli la parola “sinodo” designa le assemblee ecclesiali convocate a vari livelli per discutere, alla luce della Parola di Dio, questioni dottrinali, liturgiche, canoniche e pastorali. Il termine “sinodalità” indica lo specifico “modus vivendi et operandi” della Chiesa che manifesta e realizza il suo essere comunione nel camminare insieme, nel radunarsi in assemblea e nella partecipazione attiva di tutti i suoi membri alla missione evangelizzatrice. È la sostanza profonda del mistero e della missione della Chiesa, che ha nella celebrazione eucaristica la sua fonte e il suo culmine». Nell’apposita sottocommissione di 9 membri c’era anche il torinese di Cafasse mons. Piero Coda, esponente di spicco dei Focolarini. Nella piramide rovesciata il primo livello di esercizio della sinodalità è nelle Chiese particolari (parrocchie e diocesi); il secondo livello è nelle regioni ecclesiastiche e nelle Conferenze episcopali. Il terzo e ultimo livello è quello della Chiesa universale.