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Pr 8, 22-31

Rm 5, 1-5

Gv 16, 12-15

«Molte cose ho ancora da dirvi, ma per il momento non siete capaci di portarne il peso. 13Quando verrà lui, lo Spirito della verità, vi guiderà a tutta la verità, perché non parlerà da se stesso, ma dirà tutto ciò che avrà udito e vi annuncerà le cose future. 14Egli mi glorificherà, perché prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà. 15Tutto quello che il Padre possiede è mio; per questo ho detto che prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà».

Lo Spirito della verità, vi guiderà a tutta la verità”.

È bello sapere che la vita stessa di Dio – lo Spirito – che già abita in noi, ci sta guidando pian piano verso una meta di compimento, la nostra verità, la pienezza del nostro essere, la nostra realizzazione.

L’Amore riversa sé stesso nel nostro cuore (Rm 5, 5), e comincia a fiorire, a dilatarsi sino ad assomigliare al cuore stesso di Dio.

L’essere ‘ad immagine e somiglianza di Dio’ (cfr. Gn 2, 27), non è qualcosa di pregresso che abbiamo perso a causa del nostro peccato, ma è piuttosto la nostra destinazione. La verità ci sta dinanzi, non alle nostre spalle. Non siamo esseri decaduti, ma figli in via di compimento.

La questione è rimanere aperti a questa energia interiore perché ci guidi verso l’ascesa al nostro pieno compimento.

La vita si risolverà perciò in un prestare molta attenzione allo Spirito che è in noi, entrare in contatto con esso facendo così esperienza dell’essere abitati da sempre da un Dio-Amore, relazione, Trinità.

Questa verità tutta intera, cui siamo chiamati fare esperienza e che ci sta dinanzi, è appunto la stessa Trinità, l’Amore manifesto. Ed è importante sottolineare che a questa splendida realtà siamo chiamati tutti a partecipare, non solo quelli che si reputano detentori della verità, nella fattispecie i cristiani.

Qualcuno ha detto che “se la Chiesa traccia un cerchio, la maggioranza dell’umanità è fuori del cerchio, se il Padre traccia un cerchio c’è tutto, dentro”.

Occorre misurarsi col cerchio del Padre. Se non lo capiamo è segno che siamo ancora molto limitati e abbiamo bisogno di crescere.

Viviamo nel frammento, e nessun segmento della linea è la linea.