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Che giorno quella notte ! Lc 5, 1-11

Tanti si accalcano, lo spingono, lo strattonano. Tutti vogliono la prima fila. E così Gesù rischia di finire in acqua. Per fortuna, ci sono due barche. Gesù sale sulla prima, forse la più grande. Più tardi realizza che quella è la barca di Pietro. Ma non c’è tempo per i convenevoli. Gesù deve parlare e parla a quella folla assiepata per ascoltarlo.

Pietro è scuro in volto, scuro come una notte logorante. Una lotta contro il suo lago. Tanta fatica per niente. Ma ciò che gli rodeva dentro, ciò che gli bruciava in cuore, era che il lago lo aveva tradito, tradito proprio a casa sua, davanti a tutti. Non c’è sconfitta peggiore che quella subita in casa.

In quella notte, Pietro è costretto a leggere ben altre sconfitte e ben altre ferite: le scelte sbagliate della sua vita, i giorni inutili, i peccati ripetuti, la vita noiosa. Un fallimento totale, se non ci fosse Gesù. Ma Gesù c’è. E Gesù gli ordina di ritornare al largo. Di ripartire. Qualcosa si muove nel cuore di Pietro.

Chi è questo Gesù che gli chiede l’ingiustificabile? È lo stesso che prima gli ha guarito la suocera malata? È lo stesso che, sotto i suoi occhi, aveva imposto le mani ai malati? È lo stesso che aveva scacciato i demoni e guarito il lebbroso e il paralitico che lui conosceva da tempo? E, soprattutto, era lo stesso Gesù che aveva stravolto e cambiato la vita a Levi, il pubblicano, trasformandolo in apostolo? Sì, è proprio Gesù. E allora Pietro dice: “Signore, sulla tua parola, getterò le reti”.

Ora, noi sappiamo come è andata a finire quella pesca. Reti al limite della resistenza, barche stracolme, occhi stralunati, grida di meraviglia a stento trattenute. Una pesca inverosimile, fuori da ogni statistica. Miracolosa appunto. Ma noi, dobbiamo chiederci, il miracolo sta qui? Il miracolo è questo? È solo questo? Questione di pesci? Questione di numeri?

Ripartiamo allora da Pietro. Dobbiamo ripartire dalla barca vuota di Pietro, dalla sua vita spenta, dal suo cuore disperato. Il miracolo avviene qui. Il vero miracolo non sono le barche piene, il miracolo è Gesù che non si lascia deludere dal passato né di Pietro né di nessun altro. Neanche dal nostro.

Gesù fa ripartire la vita proprio da dove Pietro pensava non potesse più ripartire. Pietro dice: “Abbiamo, faticato tutta la notte”. Che tradotto significa: “Nella mia vita non ho combinato niente, niente di niente! Sono un buono a nulla”. Non lo diciamo anche noi?

Ma Gesù non la pensa così. Ecco il miracolo. Questo è il miracolo della misericordia di Gesù che disegna strade nuove e offre nuove possibilità, apre il futuro e scommette su ciascuno. “Prendi il largo”, cioè riparti, ora, subito, alzati e cammina, vai e non peccare più, non temere: io sarò con te. Questo è il miracolo. E Pietro non lo dimenticherà più.

Che notte! Da una notte di delusione a un giorno di decisione. E la decisione di Pietro ha un effetto ‘domino’, scatenante, per l’intera cooperativa dei pescatori. Andrea, Giacomo e Giovanni, diventeranno, come Pietro, pescatori di uomini. E non sono gli unici e non sono gli ultimi.

Il miracolo di quella barca, e di ogni pescatore, nasce dalla parola di Gesù. Nessuno è senza peccato e forse non lo sarà mai. Ma Pietro in ginocchio davanti a Gesù è l’immagine vera dell’uomo nuovo al quale Gesù chiede di rilanciare le reti. Pietro ora è pronto a diventare pescatore di uomini.

Don Paolo Zamengo, prete salesiano

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