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La firma di Gesù Gv 8,1-1

Cosa avrà scritto Gesù per terra? Non lo so. Nessuno lo sa. Ma sappiamo una cosa. Quando il ricordo dei nostri peccati si presenta ad accusarci e a tormentarci, quando la memoria del male commesso ci umilia, sappiamo che Gesù scrive ancora nel nostro cuore. Scrive la sua firma.

È importante la firma. Senza firma non si fa nulla, senza firma non si è nessuno e non si conta agli occhi degli altri. Forse per questo tanti sentono il bisogno di andare in giro firmarti.

La firma di Gesù è “misericordia”.Gesù è la misericordia. E questo amore vero, grande, felicemente sconvolgente, ci libera da ogni giudizio umano.

D’ora in poi non si può ignorare la firma di Gesù. La firma è scritta con il suo sangue e incisa per sempre nel nostro cuore. Questo cuore ce lo ha donato lui strappandoci il cuore di pietra. Il nostro cuore gli è costato una immensa agonia di passione.

Gesù scrive per terra, in quella terra che è solo polvere proprio come all’inizio della creazione. Nella polvere, allora, il Creatore aveva scritto l’immagine e la somiglianza di Dio. Oggi Gesù scrive ancora nella polvere per terra, e scrive “perdono”.

Come sempre agli occhi superficiali sembra che sulla polvere non resti nulla. Non c’è un museo con i reperti dei gesti d’amore di Gesù. Ma Gesù è un fine miniaturista, un eccezionale pittore e sa dipingere i tratti del volto di Dio. Li dipinge solo sulla tela che è il cuore dell’uomo che sa di essere peccatore.

A chi invece ha pronunciato contro gli altri sentenze di condanna e scalda il sasso nella sua mano, Gesù dice: “Chi è senza peccato, scagli la prima pietra”.

Gesù, il divino artista sa restaurare la sua opera d’arte. “Donna, dove sono quelli che ti condannano?”. “Donna: mia signora!”. È il rispetto, l’amore e la delicatezza che Gesù, figlio Dio, ha per questa creatura!

Se vogliamo l’autografo del perdono, dobbiamo riconoscerci in quella donna. Non siamo migliori di lei ma nel sangue della misericordia, come lei, troveremo la forza per ricominciare dopo ogni fallimento o peccato. A condannarci sarà solo l’orgoglio di crederci giusti e giudici dei fratelli.

La peccatrice ora non c’è più, ora c’è la donna, fragile ma pronta a vivere. Esiste ora una donna finalmente capace di amare. Perdonata da Gesù,lei non appartiene più al suo passato ma al suo futuro. “Vai e non peccare più”, le dice Gesù. Cioè: “Vai, vivi, vola”!

Gli accusatori osservavano la legge di Mosè, o almeno così pensavano. Avevano però dimenticato la legge di Dio che è l’amore, infinito e misericordioso per ogni sua creatura. Amore anche per quelli che nascondono una pietra nella mano e poi tristi abbandonano la scena. Anche per quegli uomini appagati ma infelici, è riservato il perdono del Padre.

Con Gesù inizia ora una storia nuova, fatta di racconti di chi molto perdona e di chi molto ama, di chi ha disimparato a scagliare pietre e sa inventare gesti di perdono.

È la storia di chi ha compreso che solo l’amore aiuta a non peccare più.

Don Paolo Zamengo, prete salesiano