L’inno alla Parola    Gv 1, 1-8

Ritorna nella liturgia di questa domenica il vangelo di Natale, il prologo di Giovanni, l'inno alla Parola che si fa carne, l'inno che segna l’inizio di tutto il vangelo. In principio era il Verbo e il Verbo era presso Dio e il Verbo era Dio.

E ascoltando queste parole, la prima sensazione può essere quella di uno spaesamento perché siamo condotti fuori dal tempo, prima della creazione, prima che le cose fossero. E proviamo anche la sensazione di una certa astrattezza. Ma, superato questo attimo, intravediamo in queste parole un messaggio che tocca profondamente il nostro cuore.

Cosa significa, per esempio, dire che all'inizio c'è una Parola o, come oggi ricorda il libro del Siracide, all'inizio c'è una Sapienza, che c'è un senso intelligente delle cose e tutto questo prima dei secoli, fin dal principio, prima del tempo.

Non il disordine, non il caso, ma la Parola, il Disegno. Non il buio, non il caos, come succede spesso a noi quando facciamo le cose fatte così come capitano, a casaccio. No! C'è un'idea che percorre le cose, c'è la Parola di Dio che le attraversa. Il Verbo di Dio, Gesù è il progetto che illumina e ci innova fino alle fibre più segrete.

Pensate quanta forza può darci questa convinzione, soprattutto nei giorni in cui siamo presi come da una angoscia e da un non senso, quasi che la realtà, la storia, fosse una barca in balia delle onde, senza timoniere, o un tram impazzito senza manovratore.

E poter dire a noi stessi: forse oggi il senso mi sfugge, ma c'è un Disegno, c'è una Parola per mezzo della quale tutto è stato fatto. Resisti, anima mia, non perderti di coraggio.

"Tutto è stato fatto per mezzo di lui. E senza di lui niente è stato fatto di tutto ciò che esiste". Così è scritto e si sta parlando di Gesù, il Figlio del Dio; lui, presente, come Architetto, a presiedere alla creazione: ogni cosa creata porta la sua impronta. 

Come è consolante e come allarga il cuore questa fede nel Verbo creatore. Ogni cosa porta la sua immagine, ogni essere, per il fatto stesso di essere creato, porta impressa, da sempre, la sua immagine.

Dobbiamo ricordarci che ogni creatura, per il solo fatto di esistere, è stata creata per mezzo di lui, il Verbo di Dio, e porta l'orma di Gesù, ne porta l'immagine, come un sigillo.

L'evangelista Giovanni dopo aver cantato al Verbo che era in principio, canta alla luce che viene nel mondo e pone la sua tenda in mezzo a noi. Sta a noi accoglierla e ci apriamo alla Parola che illumina il senso delle cose, e sia pure velatamente, sia pure gradualmente lo comprendiamo.

Guidaci luce benigna nel buio poiché  nera è la notte e ancora lontana è la Casa.  Sostieni il nostro cuore vacillante.  Nell'oscurità del cammino guidaci Tu. Non ti chiediamo di vedere sempre chiaro e lontano  ma solo passo per passo dove posare il piede.


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