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La fede di Pietro   Mc 8, 27-35

Prima o poi Gesù li avrebbe stanati. Aveva in serbo una domanda preparata fin dal giorno in cui li aveva chiamati per nome, sulla riva del lago. Gesù non voleva con sé ammiratori, voleva apostoli convinti, generosi e totali.

E fa cadere quella domanda non soltanto in un punto strategico della Palestina, là dove le strade diventano un bivio. O si va avanti verso Gerusalemme o ci si perde nel deserto. Quella domanda cade e traccia un solco: o con Gesù e a qualsiasi prezzo o si esce per sempre dall’avventura del Regno.

“La gente chi dice che io sia?” Vorrei tradurla così: per chi batte il cuore della gente, quale è il suo amore? Per chi batte il mio cuore? Chi è il mio amore?

Per la verità, in quell’istante, non tirava un alito di vento, anzi, l’atmosfera era pesante. L’ultimo profeta, il Battista, era stato ucciso e prima di lui molti altri erano stati messi a morte e altri ancora fatti tacere senza tanto riguardo.

La risposta dei discepoli rivela che nell’aria c’è qualcosa di nuovo. La gente guarda a Gesù con speranza. Ma a Gesù non basta questa risposta impersonale e generica. Non si è mai fidato della gente anonima e con ragione

Lentamente guarda negli occhi i suoi discepoli, uno per uno, quasi al rallentatore, e poi scocca la domanda diretta e inequivocabile, come una freccia. “E voi, chi dite che io sia?”. Pur nella sobrietà di quelle parole, Il momento è solenne. La chiesa di ieri, di oggi e di domani, è qua, aggrappata a questa domanda.

Le domande più importanti della vita nascono spesso lungo la strada. Gesù incontra i primi discepoli camminando sulle rive del lago. Sulla strada incontra il giovane ricco; lungo la strada si ferma davanti a Zaccheo, lungo strade sconosciute viene fermato dai lebbrosi, i ciechi e gli storpi lo cercano. La strada cambia sempre la vita.

Anche oggi, lungo la strada si rinnovano le domande che bruciano e deve nascere in noi il desiderio e la libertà di lasciarci interrogare. Tanto è decisivo vivere sulla strada, quanto è amaro e perdente cercare rifugio negli alibi o nelle assenze.

Pietro trova la risposta. Non so dove e da dove gli sia uscita e dove abbia trovato il coraggio. Ma Pietro nel bene e nel male c’è. Non si nasconde: “Tu sei il Cristo”.

Allora Gesù dà forma e profondità alla fede di Pietro e gli rivela tutto quello che Pietro non vuole capire e accettare. Gesù non vuole essere solo identificato, Gesù vuole prima di tutto essere seguito e imitato.

Pietro credeva di meritare qualcosa per la sua risposta. La sua era una fede pagana, fatta di calcoli umani e di rivincite sociali. Nella sua prospettiva non c’è spazio per il dono della vita. Pietro cerca solo vie di fuga ma Gesù lo inchioda nelle sue illusioni. Gesù gli dice: La vita si dona.

Don Paolo Zamengo, prete salesiano

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