×

Errore

Better Preview non può funzionare. Il plugin Regular Labs Library non è installato.

Better Trash non può funzionare. Il plugin Regular Labs Library non è installato.

Sliders non può funzionare. Il plugin Regular Labs Library non è installato.

Sourcerer non può funzionare. Il plugin Regular Labs Library non è installato.

Cache Cleaner non può funzionare. Il plugin Regular Labs Library non è installato.

Tooltips non può funzionare. Il plugin Regular Labs Library non è installato.

Tabs non può funzionare. Il plugin Regular Labs Library non è installato.

Modals non può funzionare. Il plugin Regular Labs Library non è installato.

Modules Anywhere non può funzionare. Il plugin Regular Labs Library non è installato.

Articles Anywhere non può funzionare. Il plugin Regular Labs Library non è installato.

Una nuova storia     Mc 16,15-20

Gesù desiderava tutti presenti per l’ultimo saluto. E il monte diventa una pista di lancio per Gesù e anche per i discepoli. Lui ritorna al Padre e assicura la sua vicinanza a tutti e per sempre.

Per gli apostoli c’è una bella impresa da mettere in piedi: il vangelo da diffondere, un regno da costruire. È finito il tempo dell’apprendistato, ora tutti devono rimboccarsi le maniche.

Pietro all’inizio aveva risposto con entusiasmo quando, sul lago, Gesù lo aveva chiamato. Lo ha seguito con impegno a volte intermittente e non ha nascosto a Gesù la sua divergenza sul morire in croce. Solo dopo i giorni della passione Pietro sperimenterà la luce dello Spirito e comprenderà cosa significhi andare dietro a Gesù.

E’ un viaggio interiore. I Vangeli sono costruiti come il racconto di un cammino. Io sono la via, aveva detto Gesù. Chi vuole venire con me, prenda la sua croce ogni giorno e mi segua. La vita cristiana è più uno spostare tende che un costruire chiese, provvisorietà più che stabilità.

Scendere dal monte dell’ascensione significa andare per le strade e restare sulle strade, non avere fissa dimora se non in Gesù stesso. Gesù ha parole chiare: “Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo”. Ecco il programma: andare, proclamare, battezzare. Cercare sempre tutti e dappertutto. Essere finalmente pescatori di uomini.

C’è una parola che scoppia sulla bocca di Gesù. Chi crederà sarà salvato. Il Vangelo diventa visibile e credibile dai segni che il discepolo compie. Segni che lasciano trasparire la potenza di Dio, non quella dell’uomo. Il grande segno di Gesù è stata la sua vita e la sua morte: il miracolo di una incondizionata dedizione a Dio e agli uomini.

L’amore sarà la lingua del nuovo mondo e il male, il veleno del diavolo serpente,   non avrà mai l’ultima parola.   Attraverso i discepoli Gesù vivrà una più ardente presenza. Vuole fare di noi dei testimoni credibili del suo regno, ci vuole costruttori di un mondo nuovo, ci vuole protagonisti e non comparse.

Guardiamo un’ultima volta il monte dell’ascensione . E’ la montagna dove Gesù rivela il volto di Dio a quel gruppo di uomini che lo hanno seguito vincendo la loro fragilità, i dubbi, l’incredulità, il tradimento (ora manca Giuda). Su questo monte Gesù rivela il nuovo nome di Dio: “Io sono con voi”. E io sarò con voi tutti i giorni, è la sua promessa.

Il Risorto oggi invia anche noi fino ai confini della terra. La missione della chiesa iniziata attorno al lago con il “Venite dietro a me” diventa ora un mandato che parte da una montagna: Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo a ogni creatura.

Quando Gesù “sale” al cielo, gli apostoli sono inviati a camminare sulla terra per rivelare fino a che punto l’amore di Dio è “sceso” sulla terra. Qui tutti lo vedranno. Andate, proclamate, battezzate. E per fare questo, Gesù non ci chiede qualcosa soltanto, ci chiede tutto.

Allora essi partirono e predicarono, mentre il Signore agiva con loro e confermava la Parola con i segni che la accompagnavano. Così rinasce la storia dell’uomo.

Don Paolo Zamengo, prete salesiano