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Frammenti

Una fame saziata

La Parola di questa domenica è un invito pressante ad andare dal Signore Gesù perché sia saziata ogni nostra fame e sia placata ogni sete. E’ il Signore stesso a rivolgerci l’invito attraverso le parole del profeta Isaia: “O voi tutti assetati, venite all’acqua” ed è sempre lui a rivolgere al suo popolo una domanda cruciale: “perché spendete denaro per ciò che non sazia?”.

Il tesoro nascosto Mt 13, 44-52

Nel Vangelo di oggi ci sono tre parabole per conoscere il regno dei cieli. Gesù utilizza immagini semplici, estremamente vicine a noi. Ci parla di un tesoro, di una perla e di una rete. È il modo più immediato per rivelaci il sogno di Dio e in questi tre racconti c’è un’alternanza continua tra ciò che è nascosto e ciò che è manifesto.

Il grano e la zizzania

Incontriamo l’esperienza del seme nella parabola del grano e della zizzania. E’ un’immagine bella che descrive le caratteristiche del regno di Dio e che inaugura un modo nuovo, assolutamente nuovo, di pensare il Regno: piccolo, nascosto, mescolato, che non si impone, che sa attendere, che accetta il silenzio e la morte.

Il seminatore uscì a seminare   Mt 13,1-23.

Il vangelo si apre con una immagine: “Quel giorno Gesù uscì di casa e sedette in riva al mare. Si radunò attorno a lui tanta folla che egli salì su una barca e si mise a sedere, mentre tutta la folla stava sulla spiaggia. Egli parlò loro di molte cose con parabole.” Immaginate lo spettacolo?

La sapienza dei piccoli    Mt 11, 25-30

Il Vangelo si apre con l’immagine di Gesù che prega, che entra in relazione intima e profonda con Dio. Noi conosciamo Dio attraverso Gesù. Con Gesù Dio non è lontano e conosciamo il suo nome, il più rassicurante e il più dolce. Gesù ci dice che possiamo chiamarlo “Padre”, “Abbà”.

La misura

Anche oggi ci troviamo di fronte a una Parola estremamente chiara ed esigente. Gesù pronuncia una serie di frasi davanti alle quali non possiamo non interrogarci e manifestare un po’ di disagio: “Chi ama padre o madre più di me non è degno di me; chi ama figlio o figlia più di me non è degno di me”.

L'amore vince la paura     Mt 10,26-33

Gesù chiama i dodici per inviarli ad annunciare il Vangelo. E insegna anche il “modo” dell’annuncio: “come pecore in mezzo ai lupi; siate prudenti come i serpenti e semplici come le colombe”. Soprattutto l’invio è accompagnato da un imperativo: “non temete”. “Non temete quelli che uccidono il corpo”; “non temete: voi valete più di molti passeri!”.

Amati e sfamati   Gv 6, 51-58      

È finita la stagione delle grandi processioni o degli ostensori dorati, dei miracoli eucaristici. Oggi questa è la festa del “prendete e mangiate”. La festa che parla di un dono immenso, ma anche di una accoglienza che dà alla nostra vita la dimensione dell’eternità. Tutto questo ruota intorno a due elementi ordinari, il pane e il vino, e a due gesti quotidiani, il mangiare e il bere.

Dio, quale è il tuo Nome?    Gv 3, 16-18

C’è una profonda continuità tra il tempo pasquale e la festa della Trinità. È il mistero d’amore che lo Spirito ha inciso nella profondità dei nostri cuori e che abbiamo vissuto splendidamente nella Pentecoste!

Soffio di Dio, respiro dell’uomo   Gv 14,15-16.23b-26

La nostra vita è appesa a un filo sottile che è il respiro e la nostra precarietà viene a galla proprio quando il respiro si fa stentato o affannoso. La Pentecoste invece rivela la potenza del respiro di Dio, segnato dalla presenza del vento e del fuoco.

L’ultima cima   Mt 28,16-20     

Oggi colui che è disceso dal cielo sulla terra per abbracciare l’uomo che ama ascende dalla terra al cielo portando con sé la nostra umanità in Dio: oggi contempliamo “una porta aperta nel cielo”, possibilità nuova e inaudita di comunicazione fra cielo e terra, di relazione piena di vita e di amore fra l’uomo e Dio.

L’amore ci fa uguali      Gv 14,15-21

Ascoltiamo Gesù prima dell’addio. Con insistenza assicura che non ci lascerà soli, orfani della sua presenza. L’orfano è colui che fa esperienza della morte di chi lo ha generato e rimane abbandonato a se stesso. Il cristiano non è orfano perché Gesù Crocifisso è Risorto.

Con la sua immagine nel cuore   Gv 14, 1-12

Da tempo i discepoli frequentavano Gesù, attirati e abituati ai lineamenti del suo volto, ma senza conoscerlo profondamente. Il suo volto in verità era il volto di Dio. Gesù risponde così a Filippo: “Chi ha visto me ha visto il Padre. Non credi che io sono nel Padre e il Padre è in me?”.

Un recinto, la sua porta     Gv 10, 1-10

Un recinto ha la sua porta. La porta di uno spazio sicuro per le pecore e il pastore che entra ed esce con le pecore attraverso questa porta. Perché la vita delle pecore sia sicura.

Ma ecco l’insidia dei ladri e dei banditi. Anche loro entrano nel recinto ma non dalla porta, si arrampicano da qualche altra parte. Vengono soltanto per rubare, uccidere e distruggere. Questo è lo scenario descritto nel vangelo di Giovanni.

Vedere Gesù        Pasqua         Mt 28, 1-10

Il sabato prima di quella Pasqua fu diverso dagli altri sabati. Al mattino le pie donne accorsero al sepolcro. Pensavano che il sepolcro fosse tutto quello che restava loro di Gesù., l’unico punto d’incontro con il crocifisso, ora addormentato nella morte.

Giorno uno     Gv 20, 19-31

Giorno Uno, inizio dei giorni. Principio della nuova creazione è questo “primo giorno della settimana”. La resurrezione di Gesù inaugura un tempo nuovo, una creazione nuova, dove “le cose di prima sono passate”. Dio aveva aperto la prima settimana della creazione chiamando all’esistenza la luce. Oggi la luce splende, la luce che è Dio e che è la vita dell’uomo.

Li amò sino alla fine    Giovedì santo     Gv 13, 1-15

Li amò sino alla fine. Un’ultima volta, prima della passione, dopo aver condiviso il suo corpo e il suo sangue con i discepoli, Gesù vuole mostrare cosa significa ‘amare sino alla fine’ e lo fa attraverso una specie di gioco di ruolo, profetico, che vede tutti coinvolti. C’è una lavanda dei piedi, un servo e un maestro.

La morte di Gesù è il luogo dell’amore   Venerdì santo   Gv 19, 25-37

“Gesù disse: è compiuto”. Quello che i capi dei giudei avevano in mente da settimane è stato perpetrato. Gesù è morto con la complicità dei romani per una parvenza di legalità; di fatto fu freddamente assassinato e loro si sentirono sollevati. Con questa morte si volta pagina, definitivamente. Non è forse l’esito normale del processo che Gesù stesso aveva imprudentemente innescato?

Il profumo dell’alba     domenica di Pasqua  Mt 28, 1-10

All’alba le donne danno prova di un amore straordinario. Con il dolore nel cuore, inquiete ma spinte dall’effetto, si recano alla tomba portando aromi. È appena terminato il riposo del sabato ma il dolore rivendica i suoi diritti e l’amore spinge coloro che amano Gesù verso il luogo dove egli riposa.

I giorni della prova     Mt 26, 14-27.66

La domenica delle palme dà inizio a una settimana di emozioni forti e incalzanti attorno alla croce. C’è chi la fugge, chi la subisce e c’è chi l’abbraccia. Gesù passa dagli “osanna” della gente di Gerusalemme in festa al “sia crocifisso” della medesima folla plagiata e delirante.

Credi tu questo?      11, 1-45

Nel lungo brano dell’evangelista Giovanni ci sono due affermazioni che hanno suscitato la mia simpatia e la mia fede. La prima è questa: “Gesù voleva molto bene a Marta, a sua sorella e a Lazzaro”.

Contagiarsi di cielo   Gv 9,1-41

È la storia di un uomo sballottato fra urti e spintoni, è la storia di due genitori incerti ed impauriti, è la storia di Gesù attento e sensibile, dei discepoli confusi tra leggi e tradizioni, è la storia di pesi che rallentano il passo, di gente di strada e per strada, di custodi fanatici di leggi e disumane sentenze.

Ho sete     Gv 4,5-42

Ad avere sete erano in due: la Samaritana che andava al pozzo a prendere acqua e Gesù che gliene chiedeva: faceva caldo ed erano assetati. Non si scherza con la sete, perché non coinvolge soltanto il corpo ma penetra in profondità nella mente fino a toccare la nostra interiorità. Perché la sete ha a che fare con la vita e con la morte.

E’ bello per noi essere qui!  Mt 17,1-9   

Nella solitudine del deserto Gesù è messo a confronto con i pensieri e le seduzioni del male, oggi Gesù è presentato in un’altra solitudine. Sul monte vive l’evento glorioso della trasfigurazione. Il Padre lo conferma come il Figlio amato. La trasfigurazione del suo volto rivela la pienezza della sua persona.

La fame di Dio     Mt 4, 1-11

Ci è capitato raramente di patire la fame. Oggi non la subiamo più e abbiamo la fortuna di poterla eventualmente scegliere. Ma perché scegliere la fame?

Spesso una dieta severa ci viene imposta per motivi di salute. Oppure digiuniamo per tenere in forma il nostro corpo, per migliorare le prestazioni sportive. Questi digiuni sono finalizzati al raggiungimento di un obiettivo. Ma questi digiuni non riguardano Gesù.

Come il Padre     Mt 5,38-48

Ci sembra che il Signore ci chieda l’impossibile: “siate perfetti come il Padre”. È troppo per tutti! Ma è proprio questo “come” che fa la differenza tra l’uomo recintato nelle sole misure dell’istinto e l’uomo nuovo, invece, plasmato dagli ideali delle beatitudini.

Nel cuore della Legge         Mt 5, 17-37

“Ma io vi dico”. Gesù non vuole rifare la legge ma il cuore della legge e contesta l’interpretazione che tradisce la legge stessa. Gesù va diritto al cuore che è il laboratorio dove si assemblano i gesti dell’uomo.

E per cattedra il lago e le colline   Mt 5, 13-16

Gesù Maestro convoca i suoi discepoli. E dove? Alla sua scuola. Una scuola per un pugno di pescatori che non conoscono l’alfabeto ebraico e a mala pena sanno contare i pesci o le pecore, aiutandosi con le dita? Ma è la scuola preferita da Gesù. E non vi vergogna di questi allievi dai volti bruciati dal sole e dalle barbe incolte.

Ogni figlio è un dono      Lc 2,22-40

Sono passati quaranta giorni dalla nascita di Gesù. Giuseppe gli ha dato il nome che Dio aveva scelto per lui: l’ha chiamato Gesù perché attraverso di lui ogni uomo riceverà salvezza e grazia.

Venite con me     Mt 4, 12-23

Dal Battesimo e dall’esperienza delle tentazioni nel deserto, Gesù esce “obbediente in tutto alla Parola di Dio”. Ora è pronto a dare inizio alla vita pubblica e al suo ministero. Esce da Nazareth e prende casa a Cafarnao che diventerà la sua città.

Io non lo conoscevo

“Ecco l’Agnello di Dio”. Giovanni dà questo nome a Gesù: l’agnello che toglie il peccato del mondo. Un agnello che appartiene a Dio e che Dio offre al mondo. L’agnello porta e prende su di sé il peccato come il pastore porta a casa sulle sue spalle la pecora smarrita.

Il nostro battesimo in Gesù     Mt 3,13-17

 

Il Signore che abbiamo cercato, trovato e adorato, ci mostra oggi la strada attraverso la quale ha scelto di essere il nostro Salvatore. Matteo ci racconta di Gesù che dalla Galilea andò al Giordano per farsi battezzare.

Riavviciniamo l’uomo a Dio Mt 2,1-12

C’è chi guarda i Magi dentro a poetiche interpretazioni o c’è chi vede nei Magi degli eccentrici nababbi, estranei al mondo e dediti alle stelle e che regalano a un povero bambino un po' di oro, incenso e mirra. Ma il testo del vangelo ci restituisce il loro carattere provocatorio.