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Amoris Laetitia

Amoris Laetitia

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Carissimi, stringendovi a Cristo, pietra viva, rigettata dagli uomini, ma scelta e preziosa davanti a Dio, anche voi venite impiegati come pietre vive per la costruzione di un edificio spirituale, per un sacerdozio santo, per offrire sacrifici spirituali graditi a Dio, per mezzo di Gesù Cristo. Si legge infatti nella Scrittura: “Ecco io pongo in Sion una pietra angolare, scelta, preziosa e chi crede in essa non resterà confuso”.

Onore dunque a voi che credete; ; ma per gli increduli la pietra che i costruttori hanno scartato è divenuta la pietra angolare, sasso d’inciampo e pietra di scandalo.

Loro v’inciampano perché non credono alla Parola; a questo sono stati destinati. Ma voi siete la stirpe eletta, il sacerdozio regale, la nazione santa, il popolo che Dio si è acquistato perché proclami le opere meravigliose di lui che vi ha chiamato dalle tenebre alla sua ammirabile luce; voi che un tempo eravate non-popolo, ora invece siete il popolo di Dio; voi, un tempo esclusi dalla misericordia, ora invece avete ottenuto misericordia.

Che cosa dice il testo (LECTIO)

Il centro tematico del brano riguarda la costruzione della comunità sul fondamento della fede in Gesù risorto, pietra angolare.

L’autore si rivolge ai cristiani da poco battezzati e indica loro il posto e il compito che devono assolvere nella comunità. Ebbene, la vita cristiana è uno stringersi attorno a Gesù, un vivere fondandosi su di lui. Viene citato indirettamente il Salmo 118 dove si parla di una pietra che, pur se scartata dai costruttori, è diventata testata d’angolo. L’immagine è riferita al mistero pasquale di Cristo, cosa che appare ancor più chiara dall’aggiunta dell’aggettivo “viva” al termine “pietra”. Cristo è vivo perché ha trionfato sulla morte e, similmente, coloro che credono in lui e fondano in lui la loro esistenza sono vivi!

In tal modo i cristiani diventano pietre vive per la vita nello Spirito e solo così possono realmente partecipare all’edificazione dell’edificio spirituale che è la Chiesa. La partecipazione al mistero pasquale fa di loro un sacerdozio santo; i cristiani, come i sacerdoti di Israele che hanno il ministero di offrire vittime a Dio, devono offrire la loro concreta esistenza per la lode e la gloria di Dio. Essi sono dunque un “organismo sacerdotale” che gode della santità, cioè di una speciale consacrazione a Dio.

Il brano si sofferma poi a parlare del fondamento su cui la comunità cristiana è edificata: la fede in Cristo. Il tema è introdotto con un citazione dell’oracolo di Isaia: “Ecco io pongo in Sion una pietra angolare, scelta, preziosa, e chi crede in essa non resterà confuso”. La citazione rimanda alla decisione di Dio di confondere le trame politiche dei capi di Gerusalemme e di prendere egli stesso l’iniziativa per salvare il suo popolo. E’ tale iniziativa divina la “pietra” sulla quale gli uomini si devono appoggiare con fiducia. Nella prospettiva del compimento cristologico, la Prima Lettera di Pietro vi scorga una profezia del mistero di Cristo, che Dio ha stabilito quale centro del suo piano di salvezza. Se la persona resta nell’incredulità troverà in lui una pietra di inciampo, ma se si apre alla fede riconosce in Cristo la vera pietra angolare.

L’ultima parte del brano riprende il tema della dignità regale e sacerdotale del popolo che Dio ha raccolto nel mistero pasquale di Gesù. Or dunque, la regalità, che nel suo senso più vero compete solo al Signore e al suo Messia, è riversata, per i meriti della croce di Cristo, sull’intero popolo nato dalla sua morte.

E’ questo uni dei testi fondamentali sul sacerdozio regale di tutti i fedeli in Cristo.

Ringraziamo sul testo (MEDITATIO)

Leggiamo alla luce di questo testo petrino la novità profetica del Catechismo della Chiesa Cattolica: “Due altri sacramenti, l’ordine e il matrimonio, sono ordinati alla salvezza altrui. Se contribuiscono anche alla salvezza personale, questo avviene attraverso il servizio degli altri. Essi conferiscono una missione particolare nella Chiesa e servono all’edificazione del popolo di Dio” (n. 1534). Con le pietre vive di cui ci parla la Prima Lettera di Pietro, innestate sulle fondamenta della pietra angolare e su quel bene che è Cristo, si costruisce la Chiesa, mediante l’azione dello Spirito.

Ci sono due modi speciali per essere pietre vive, due modi qui profeticamente associati,anche se antropologicamente così diversi: il modo speciale dell’essere prete e il modo speciale dell’essere coppia. Questo essere speciale è sigillato dagli unici due sacramenti “ordinati alla salvezza altrui”. Ora, appare chiaro che il presbitero è ordinato per gli altri, per presiedere all’assemblea eucaristica, per perdonare i peccati e portare nel mondo il corpo vivo di Dio. Senza tale ministero, non ci sarebbe la Chiesa. Ma ciò che ancora è da scoprire nella sua portata dirompente e profetica è il fatto che il matrimonio è “ordinato alla salvezza altrui”, conferisce una missione particolare nella Chiesa e serve alla edificazione del popolo di Dio. E questo non certo (ormai nessuno lo pensa più) perché semplicemente fornisce il “materiale” per riempire i seminari o per fare di buoni cristiani…Allora c’è veramente da chiedersi che cosa significa che questo “lui” e questa “lei”, uniti nel matrimonio nella Chiesa, sono ordinati, nel loro essere coppia, alla salvezza altrui!

Siamo soliti pensare al matrimonio come ad un fatto privato, ad una “consumazione” di rapporti affettivi e sessuali che riguarda esclusivamente la loro intimità: che c’entra la salvezza altrui per cui il loro matrimonio è pietra viva che edifica la Chiesa a titolo sacerdotale, regale e santo? Accontentiamoci di un significato (molti altri possono essere esplorati): l’amore sacramentale diffonde se stesso, non può essere trattenuto e coartato e ricade come “sacrificio spirituale gradito a Dio per mezzo di Gesù Cristo”; due che si amano nel sacramento si salvano reciprocamente, nel senso che è il loro stesso amore la pietra viva innestata in Cristo; salvano i loro figli, i legami di parentela, i rapporti con gli altri, i rapporti pastorali ecclesiali…il loro reale amore ricade come un servizio per l’intera comunità!

Preghiamo (ORATIO)

Signore, ci hai inventati come pietra viva e ci hai ordinato di amarci di un amore che riempie e rende gioiosi noi stessi, e nel contempo è ordinato alla salvezza di coloro che amiamo e con cui veniamo in contatto. Ti rendiamo grazie per questo nostro amore sponsale, vissuto, talora sofferto: è nostro, ma infinitamente più grande di noi nel tuo amore. Non permettere che ci dimentichiamo che esso è pietra viva per la Chiesa tua sposa.

Che cosa ha detto la Parola (CONTEMPLATIO)

O Signore, io ti amo. Sono certo che ti amo. Tu hai percosso il cuor mio con la tua parola, e vi facesti nascere l’amore per te. Ma il cielo e la terra e tutto ciò che è in essi, ecco, da ogni parte mi dicono di amarti, né cessano di dirlo a tutti, affinché, se non lo fanno, non trovino scuse. Tu, è vero, avrai maggiormente misericordia di colui per il quale ti sarà piaciuto avere misericordia, e userai maggiormente misericordia a colui con cui avrai voluto essere misericordioso: ma d’altra parte il cielo e la terra parlano delle tue lodi anche ai sordi. Ma che amo, amando te? Non una bellezza corporea, non un leggiadria transitoria, non un fulgore, come quello della luce, che piace a questi occhi, non dolci melodie di canti di ogni specie, non soave profumo di fiori, di unguenti, di aromi, non manna e miele, non membra gioconde all’amplesso carnale: non coteste cose amo io, amando il mio Dio. E tuttavia amo, per così dire, una luce, una voce, un profumo, un cibo, un amplesso, quando amo il mio Dio: luce, voce, profumo, cibo, amplesso dell’uomo interiore che è in me, dove risplende all’anima mia una luce non racchiusa da un luogo, dove risuona una voce che il tempo non rapisce, dove odora un profumo che il vento non disperde, dove gusto un sapore che la voracità non diminuisce, dove mi stringe un amplesso che la sazietà mai non discioglie. Questo è quello che io amo, amando il mio Dio (Agostino d’Ippona, Confessioni, in C. Cremona, Pensieri, Milano 1998).

Mettere in pratica la Parola (ACTIO)

Quando “fate l’amore nella bellezza del sacramento” ricordate che state costruendo la Chiesa.

PER LA LETTURA SPIRITUALE

Cristo, sommo sacerdote e unico mediatore, ha fatto della Chiesa “un Regno di sacerdoti per il suo Dio e Padre” (Ap 1, 6). Tutta la comunità dei credenti è, come tale, sacerdotale. I fedeli esercitano il loro sacerdozio battesimale attraverso la partecipazione (ciascuno secondo la vocazione sua propria) alla missione di Cristo, sacerdote, profeta e re. E’ per mezzo dei sacramenti del battesimo e della confermazione che i fedeli “vengono consacrati a formare un sacerdozio santo”.

Il sacerdozio ministeriale o gerarchico dei vescovi e dei sacerdoti e il sacerdozio comune di tutti i fedeli, anche se “l’uno e l’altro, ognuno a suo proprio modo, partecipano all’unico sacerdozio di Cristo”, differiscono tuttavia essenzialmente, pur essendo “ordinati l’uno all’altro”. In che senso? Mentre il sacerdozio comune dei fedeli si realizza nello sviluppo della grazia battesimale (vita di fede, di speranza e di carità, vita secondo lo Spirito), il sacerdozio ministeriale è al servizio del sacerdozio comune, è relativo allo sviluppo della grazia battesimale di tutti i cristiani. E’ uno dei mezzi con i quali Cristo continua a costruire e a guidare la sua Chiesa. Proprio per questo motivo viene trasmesso mediante un sacramento specifico, il sacramento dell’ordine.

Entrambi, il sacramento del matrimonio e la verginità per il Regno di Dio, provengono dal Signore stesso. E’ lui che dà loro senso e concede la grazia indispensabile per viverli conformemente alla sua volontà. La stima della verginità per il Regno e il senso cristiano del matrimonio sono inseparabili e si favoriscono reciprocamente: “Chi denigra il matrimonio, sminuisce anche la gloria della verginità; chi lo loda, aumenta l’ammirazione che è dovuta alla verginità…Infatti, ciò che sembra bello solo in rapporto a ciò che è brutto non può essere molto bello; quello che invece è la migliore delle cose considerate buone, è la cosa più bella in senso assoluto” (Giovanni Crisostomo, De virginitate) (Catechismo della Chiesa cattolica, nn. 1546 e 1547).

I giovani, la fede e il discernimento vocazionale.

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Webinar AL per sacerdoti e seminaristi

25° Anniversario della morte di Don Tonino Bello

 

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.Buco nero: Attirerò tutti a Me.

Puoi IMPARARE solo se ASCOLTI

Festival dell’economia civile Firenze 29-31 marzo 2019: presentazione

Il metodo CPM
1. Vedere
sforzarsi di prendere coscienza e di capire le proprie situazioni e atteggiamenti di vita, la qualità della relazione di coppia, i comportamenti della comunità ecclesiale e sociale e le maggiori problematiche odierne.
2. Giudicare
approfondire, conoscere e lasciarsi interpellare dalla Parola di Dio, ricordando che la Parola è Persona e Gesù stesso è Parola incarnata; confrontarsi dunque con Gesù vero interlocutore per poter entrare in intimità e vero dialogo con il coniuge e con gli altri, oltre che per leggere la nostra vita e le varie problematiche in esame con una visione di fede.
3. Agire
cercare di tradurre, con l'aiuto dello Spirito Santo, nella propria vita le acquisizioni maturate, contando anche sulla solidarietà delle altre coppie e del Consigliere spirituale.

L'accoglienza come stile di vita.

I sette punti di PAUL DERKINDEREN. L'Autore, sacerdote, teologo, psicologo, ha rappresentato per molti anni il Belgio in seno al bureau della Federazione Internazionale dei CPM;ne è stato l'Assistente.

Un cammino insieme verso il matrimonio



Il Vangelo dell’amore tra coscienza e norma

simposio

Sabato 11 novembre si è tenuto il III Simposio Amoris Laetitia aperto dal saluto del Santo Padre; è intervenuto il Presidente della CEI S.Em Card Gualtiero Bassetti, il direttore dell'Ufficio don Paolo Gentili e sono seguite le relazioni del prof. Mons. Giuseppe Lorizio e prof. Mons. Manuel Jesus Arroba Conde.

Commenti al Vangelo della domenica di Paolo don Squizzato

CommentoalVangelo2

Padre Nostro

Credo di Don MIchele Do

Credo in un solo Dio che é Padre, fonte sorgiva di ogni vita, di ogni bellezza, di ogni bontà. Da lui vengono e a lui ascendono tutte le cose. Credo in Gesù Cristo, figlio di Dio e figlio dell'uomo. Immagine visibile e trasparente dell'invisibile volto di Dio; immagine alta e pura del volto dell'uomo, così come lo ha sognato il cuore di Dio. Credo nello Spirito santo che vive e opera nelle profondità del nostro cuore per trasformarci tutti a immagine di Cristo. Credo che da questa fede fluiscono le realtà più essenziali e irrinunciabili della nostra vita: la Comunione dei santi e delle cose sante, che é la vera Chiesa; la buona novella del perdono die peccati, la fede nella Resurrezione che ci dona la speranza che nulla va perduto della nostra vita, nessun frammento di bontà e di bellezza, nessun sacrificio per quanto nascosto e ignorato nessuna lacrima e nessuna amicizia. Amen.

Corso di Formazione Permanente in Pastorale Familiare per Sacerdoti (9 ottobre - 29 novembre 2018)

"Per quanto riguarda i corsi o gli itinerari di preparazione al matrimonio, essi rientrino nel progetto educativo di ogni Chiesa particolare ed assumano sempre più la caratteristica di itinerari educativi. A tale scopo ci si preoccupi perché possibilmente ogni comunità parrocchiale sia in grado di offrire questi itinerari di fede innanzi tutto ai propri fidanzati.


Fidanzamento: tempo di crescita, di responsabilità e di grazia

 

Il libro è un originale studio teologico che presenta, per la prima volta in modo organico, la visione cristiana della corporeità.

La Parola e uno stile di vita

La grande bellezza

Un breve sussidio, che tutti possono utilizzare (coppie di fidanzati, di sposi,famiglie), in cui ogni capitolo viene presentato secondo uno schema di 7 verbi: conoscere, gustare, fissare lo sguardo, riflettere, ammirare, approfondire (suggerimenti per la visione di un film, per l'ascolto di un brano musicale, per la lettura di un testo..) pregare.