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Amoris Laetitia

Amoris Laetitia

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In quel tempo Gesù disse ai suoi discepoli: “Chiedete e vi sarà dato, cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto. Perché chi chiede ottiene, chi cerca trova e a chi bussa sarà aperto.

Quale padre tra voi, se il figlio gli chiede un pane, gli darà una pietra? O se gli chiede un pesce, gli darà al posto del pesce una serpe? O se gli chiede un uovo, gli darà uno scorpione? Se dunque voi, che siete cattivi, sapete dare cose buone ai vostri figli, quanto più il Padre vostro celeste darà lo Spirito Santo a coloro che glielo chiedono!”.

Che cosa dice il testo (LECTIO)

Luca è definito l’evangelista della preghiera, perché ama mostrare i protagonisti dei suoi scritti in tale atteggiamento. Di questa preghiera Gesù il modello supremo e il maestro. La parabola di questo passo di Luca illustra un aspetto dell’insegnamento sulla preghiera, e cioè la necessità della perseveranza.

La perseveranza nella preghiera è segno di reale fiducia, poiché essa mostra che si è consapevoli che la domanda non cadrà nel nulla. Perseveranza nella preghiera non significa, però, verbosità, quasi che Dio dovesse essere convinto dalle nostre parole. Dio è piuttosto “vinto” dalla tenacia della preghiera, dalla sua “indiscrezione” e “convinzione”, che è la stessa forza della fede, come ci viene splendidamente segnalato dalla parabola dell’amico importuno (Lc 11, 5-8) e anche dalla parabola della vedova che reclama giustizia dal giudice iniquo (Lc 18, 1-8). Se ciò si attua tra uomini, tanto più si compirà con Dio, che ama davvero i suoi figli. Per loro c’è sempre un amico che apre la porta nella notte!

Alla parabola dell’amico importuno Luca fa dunque seguire il presente detto sulla necessità di pregare. Al credente viene raccomandato di rimanere nella sapienza e umiltà di chi si sa uomo e povero davanti al Dio ricco di misericordia. Così pregare è restare uomini bisognosi davanti a Dio, restare mendicanti davanti alla sua grazia. Luca conclude con la frase “il Padre vostro celeste darà lo Spirito Santo a coloro che glielo chiedono” (v. 13). Per Luca lo Spirito è fonte e sintesi di tutti i beni messianici, il dono per eccellenza del Risorto alla sua comunità. Le altre grazie particolari non sono negate, ma il credente è rimandato veramente all’essenziale: pregare è accogliere e sviluppare una comunione e la comunione tra il Padre e il Figlio è lo Spirito.

Ringraziamo sul testo (MEDITATIO)

Gesù dice: “Se voi, che siete cattivi, sapere dare cose buone ai vostri figli...” (v. 13) e “Quale padre tra voi, se il figlio gli chiede un pane, gli darà una pietra?” (v. 11). E’ un bel riconoscimento: Dio si fida della nostra volontà genitoriale di agire per il bene dei figli, nonostante i nostri difetti, le nostre cattiverie ed i nostri errori. C’è qualcosa che accomuna il Padre che sta nei cieli e i genitori che stanno sulla terra, c’è un raggio di genitorialità umana nel quale persino Dio si può specchiare; e viceversa c’è un raggio di paternità/maternità divina che arriva fino ai genitori terreni: ambedue, il genitore celeste ed i genitori terreni, vogliono con tutto il cuore il bene dei figli. Con una differenza abissale: talvolta i genitori si sbagliano, credono di fare il bene, non capiscono, scambiamo i loro interessi personali per il bene del figlio, mentre Dio non si sbaglia mai: il bene che egli pensa e vuole per i suoi figli è veramente e infallibilmente il loro bene, anche quando ai figli appare difficile il crederlo. E’ questo il movimento della preghiera: continuare a contare sulla sua paternità/maternità, avere fiducia, insistere, sapere che la domanda non cadrà nel nulla. Quale padre dice ai figli: “Chiedete e vi sarà dato, bussate e vi sarà aperto” (v. 9)? Non certo un padre che vuole viziare i figli, accontentare tutti i loro capricci per sentirsi magari “potente”, m aun Padre che ha in serbo per loro il bene, la gioia, la felicità, non un padre che dà “una serpe al posto del pesce” (v. 12).

Ma Colui che dice “chiedete e vi sarà dato” è anche un Padre che non ha paura dei nostri desideri, del nostro domandare, non ci mette paletti prima ancora che chiediamo, anzi ci vuole sempre più consapevoli dei nostri bisogni, di ciò che muove nel profondo la nostra anima, di ciò cui aspiriamo. Allora diventa sempre più chiaro perché egli ci chiede di insistere, di non arrenderci nelle nostre richieste; non certo perché si diverte a sentirci bisognosi oppure perché ha bisogno di mostrarsi potente e indispensabile, ma perché, insistendo nel chiedere, noi purifichiamo i nostri desideri, ci rendiamo man mano conto dell’essenziale, impariamo a chiedergli e desiderare il nostro vero bene che è lo Spirito, la gioia della comunione.

Preghiamo (ORATIO)

Tu ti fidi dei genitori, Signore,e fai sempre conto sulle loro buone intenzioni, anche quando la pratica può essere sbagliata. Ti ringraziamo di questa fiducia che ci dà la speranza sia nei genitori che abbiamo avuto, sia nel nostro essere genitori. Noi vogliamo in questo avere fiducia nella tua tenerissima paternità.

Che cosa ha detto la Parola (CONTEMPLATIO)

Questo passo del Vangelo secondo Luca ci insegna la preghiera frequente, la speranza di impetrare, il modo di persuadere: e questo innanzi tutto in un precetto, poi in un esempio. Infatti, quando uno promette qualcosa, deve aggiungervi la speranza di quanto promesso, affinché sia data obbedienza ai consigli, fedeltà alle promesse. E questa, pensando alla bontà umana, a maggior ragione raggiunge la speranza della bontà divina, purché evidentemente le richieste fatte siano ragionevoli. In caso contrario, la richiesta si cambierebbe in colpa. Né quel tale di cui parla il Vangelo ha avuto vergogna di chiedere con molta insistenza qualcosa, perché non sembrasse che mancava di fiducia nella misericordia del Signore, oppure che protestava sfacciatamente per non aver ottenuto alla prima domanda quanto chiedeva. E così ci ha fatto vedere che sovente Dio non concede quanto noi gli chiediamo con le nostre preghiere, perché giudica inutili e dannose quelle cose che noi invece riteniamo convenienti (Ambrogio di Milano, Esposizione sul Vangelo di Luca).

Mettere in pratica la Parola (ACTIO)

Oggi provate a insistere con una preghiera di domanda e rinnovate la fiducia di essere ascoltati.

PER UNA LETTURA SPIRITUALE

Il vangelo della grazia diventa comandamento per la libertà, il dono di Dio si fa compito per l’uomo. La grazia di Cristo donata alla coppia è un germe che ha in sé l’urgenza e il dinamismo della crescita. Per questo i coniugi trovano nella partecipazione sacramentale all’amore del Signore Gesù non solo il modello sublime, ma anche lo stimolo efficace perché la loro esistenza si configuri, giorno per giorno, come sequela e imitazione di Cristo, crescita nella comunione vicendevole e nella dedizione ai figli, servizio e missione nella Chiesa, amore e sollecitudine per ogni uomo, desiderio e speranza della gloria di Dio (Conferenza Episcopale Italiana, Evangelizzazione e sacramento del matrimonio, n. 52).

I giovani, la fede e il discernimento vocazionale.

giovani francesco

Webinar AL per sacerdoti e seminaristi

25° Anniversario della morte di Don Tonino Bello

 

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.Buco nero: Attirerò tutti a Me.

Puoi IMPARARE solo se ASCOLTI

Festival dell’economia civile Firenze 29-31 marzo 2019: presentazione

Il metodo CPM
1. Vedere
sforzarsi di prendere coscienza e di capire le proprie situazioni e atteggiamenti di vita, la qualità della relazione di coppia, i comportamenti della comunità ecclesiale e sociale e le maggiori problematiche odierne.
2. Giudicare
approfondire, conoscere e lasciarsi interpellare dalla Parola di Dio, ricordando che la Parola è Persona e Gesù stesso è Parola incarnata; confrontarsi dunque con Gesù vero interlocutore per poter entrare in intimità e vero dialogo con il coniuge e con gli altri, oltre che per leggere la nostra vita e le varie problematiche in esame con una visione di fede.
3. Agire
cercare di tradurre, con l'aiuto dello Spirito Santo, nella propria vita le acquisizioni maturate, contando anche sulla solidarietà delle altre coppie e del Consigliere spirituale.

L'accoglienza come stile di vita.

I sette punti di PAUL DERKINDEREN. L'Autore, sacerdote, teologo, psicologo, ha rappresentato per molti anni il Belgio in seno al bureau della Federazione Internazionale dei CPM;ne è stato l'Assistente.

Un cammino insieme verso il matrimonio



Il Vangelo dell’amore tra coscienza e norma

simposio

Sabato 11 novembre si è tenuto il III Simposio Amoris Laetitia aperto dal saluto del Santo Padre; è intervenuto il Presidente della CEI S.Em Card Gualtiero Bassetti, il direttore dell'Ufficio don Paolo Gentili e sono seguite le relazioni del prof. Mons. Giuseppe Lorizio e prof. Mons. Manuel Jesus Arroba Conde.

Commenti al Vangelo della domenica di Paolo don Squizzato

CommentoalVangelo2

Padre Nostro

Credo di Don MIchele Do

Credo in un solo Dio che é Padre, fonte sorgiva di ogni vita, di ogni bellezza, di ogni bontà. Da lui vengono e a lui ascendono tutte le cose. Credo in Gesù Cristo, figlio di Dio e figlio dell'uomo. Immagine visibile e trasparente dell'invisibile volto di Dio; immagine alta e pura del volto dell'uomo, così come lo ha sognato il cuore di Dio. Credo nello Spirito santo che vive e opera nelle profondità del nostro cuore per trasformarci tutti a immagine di Cristo. Credo che da questa fede fluiscono le realtà più essenziali e irrinunciabili della nostra vita: la Comunione dei santi e delle cose sante, che é la vera Chiesa; la buona novella del perdono die peccati, la fede nella Resurrezione che ci dona la speranza che nulla va perduto della nostra vita, nessun frammento di bontà e di bellezza, nessun sacrificio per quanto nascosto e ignorato nessuna lacrima e nessuna amicizia. Amen.

Corso di Formazione Permanente in Pastorale Familiare per Sacerdoti (9 ottobre - 29 novembre 2018)

"Per quanto riguarda i corsi o gli itinerari di preparazione al matrimonio, essi rientrino nel progetto educativo di ogni Chiesa particolare ed assumano sempre più la caratteristica di itinerari educativi. A tale scopo ci si preoccupi perché possibilmente ogni comunità parrocchiale sia in grado di offrire questi itinerari di fede innanzi tutto ai propri fidanzati.


Fidanzamento: tempo di crescita, di responsabilità e di grazia

 

Il libro è un originale studio teologico che presenta, per la prima volta in modo organico, la visione cristiana della corporeità.

La Parola e uno stile di vita

La grande bellezza

Un breve sussidio, che tutti possono utilizzare (coppie di fidanzati, di sposi,famiglie), in cui ogni capitolo viene presentato secondo uno schema di 7 verbi: conoscere, gustare, fissare lo sguardo, riflettere, ammirare, approfondire (suggerimenti per la visione di un film, per l'ascolto di un brano musicale, per la lettura di un testo..) pregare.