cookiesE' entrata in vigore (dal 2 giugno 2015) la legge italiana sui cookie che recepisce la direttiva del Parlamento europeo, relativa al trattamento dei dati personali e alla tutela della vita privata nel settore delle comunicazioni elettroniche.
Chiudendo questo banner, acconsenti all’uso dei cookie.

LogoBlu

Traducteur-Translator

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: “Non chiunque mi dice: Signore, Signore, entrerà nel Regno dei cieli, ma colui che fa la volontà del Padre mio che è nei cieli.

Perciò chiunque ascolta queste mie parole e le mette in pratica, è simile a un uomo saggio che ha costruito la sua casa sulla roccia. Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ed essa non cadde, perché era fondata sopra la roccia. Chiunque ascolta queste mie parole e non le mette in pratica, è simile a un uomo stolto che ha costruito la sua casa sulla sabbia. Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ed essa cadde, e la sua rovina fu grande”.

Quando Gesù ebbe finito questi discorsi, le folle restarono stupite del suo insegnamento: egli infatti insegnava loro come uno che ha autorità e non come i loro scribi.

(LECTIO Che cosa dice il testo

Siamo alla conclusione del “Discorso della Montagna” (Mt 5,1-7,29). Gesù confronta l’adesione sincera alla sua parola o il suo rifiuto a due immagini antitetiche: quella della costruzione della casa da parte della persona saggia e quella da parte della persona stolta. I contrapposti esiti della loro impresa richiamano le conseguenze dell’alleanza di Dio con Israele, la quale, secondo molteplici attestazioni dell’Antico Testamento, si conclude sempre con le benedizioni e le maledizioni comportate dalla fedeltà o infedeltà al patto.

Qui benedizione e maledizione, salvezza e rovina, non intervengono però dall’esterno, ma sono piuttosto il manifestarsi della diversa consistenza dell’agire umano e del fondamento su cui esso poggia. Certamente è più faticoso costruire sulla roccia (v. 24), mentre è assai più rapido e comodo edificare su distese pianeggianti di sabbia, ma le costruzioni erette su un tale territorio friabile e prive di fondazioni sono destinate ad essere spazzate via dagli acquazzoni e dal vento (v. 27). Assolutamente decisiva risulta dunque la qualità, la solidità del fondamento su cui i credenti in Cristo Gesù sono chiamati ad appoggiare le loro scelte di vita.

Quanto più decisiva è la scelta, e tale è indubbiamente quella del matrimonio, tanto più essa non può attuarsi confidando esclusivamente sulle proprie energie, ma su un parola di verità imperitura, in cui anche trovare la vera e stabile realizzazione della propria vocazione: “Non chiunque mi dice: Signore, Signore, entrerà nel Regno dei cieli” (v. 21). E’ questa la tentazione di una religiosità superficiale, che si compiace di parole e della pratica cultuale in alcuni momenti speciali, aspettandosi da Dio solo interventi miracolosi in momenti difficili, dimenticando che solo una seria e filiale obbedienza alla volontà del Padre decide la qualità della sequela dei discepoli e discepole di Gesù (cfr. Mt 7,21.23) e la consistenza delle loro scelte di vita.

Ringraziamo sul testo (MEDITATIO)

Di alluvione si tratta: pioggia ininterrotta, esondazione di fiumi, vortici di vento; e il testo insiste: le intemperie cadono sulla casa costruita sulla sabbia e le stesse sulla casa costruita sulla roccia. Senza sconti.

Qui la logica di Dio si incontra con la nostra. Ci viene spontaneo credere di esserci preparate delle zone franche, delle assicurazioni: abbiamo attraversato tutto l’iter della iniziazione cristiana, abbiamo sostato in gruppi giovanili, abbiamo deliberatamente aderito a percorsi seri di preparazione al matrimonio; preghiamo perfino assieme la sera; frequentiamo da sposati le attività pastorali. Ma perché allora abbiamo le stesse difficoltà delle coppie che hanno preso tutto alla leggera, che hanno frequentato appena le classiche cinque serate dei corsi per fidanzati e poi hanno curato soprattutto il look della cerimonia, le esteriorità?

Credevamo di esserci procurati alcune “garanzie” che non ci esponessero allo sbaraglio e ora le difficoltà ci prendono a tradimento, ci spaventano e non vorremo ammetterle. Qualche esempio: perché mai lui è così impegnato, dà tutto per scontato tra noi, non si accorge che, una volta ogni tanto, ho bisogno di momenti speciali per noi due? E perché mai lei mi fa pesare tutto quello che fa per la casa e per i bambini, quando dovrebbe essere felice e non mancarle niente?

Nessuno sconto! La vita si prende sul serio. La differenza sta nel fondamento: il nostro amarci è carico di tensioni, di malintesi e di attese tradite (oltre che di gioie); perché continuare ad amarci senza lasciarsi sommergere dalle difficoltà? Sulla sua parola. E non solo perché la sua parola è efficace e viene in aiuto alle nostre debolezze, ma soprattutto perché la sua parola è la ragione ultima del nostro amarci: perché siamo attirati l’un l’altro; sì, perché abbiamo deciso di continuare ad amarci; sì, perché lui ci ha comandato di amarci. Roccia stupefacente, che non si sgretola in forza dei nostri più o meno consapevoli attacchi al nostro amore.

Preghiamo (ORATIO)

Aiutami, Signore, a chiederti per noi che siamo qui riuniti sulla tua parola e per il nostro quotidiano che comincia di nuovo già da ora di radicarci nella roccia della tua volontà.

Donaci di cominciare a pregustare la dolcezza della solidarietà: i venti e le acque si abbattono infatti su tutte le case dell’uomo, e non distinguono tra quelle fondate sulla roccia e quelle fondate sulla sabbia.

E donaci anche di cominciare a parlare la lingua della fratellanza: non abbiamo altra lingua che la tua per cercar di scoprire che cosa significa, per la famiglia umana, abitare nella casa fondata sulla roccia della tua volontà.

Che cosa ha detto la Parola (CONTEMPLATIO)

E’ necessario che sappiate di quali beni godranno quelli che metteranno in pratica tutte le parole di Cristo, e non soltanto nella vita futura, ma anche in questa; infatti, “Chiunque ascolta queste mie parole e le mette in pratica, sarà simile a un uomo sapiente...Cadde la pioggia a dirotto, i fiumi strariparono, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ed essa non crollò, perché fondata sopra la roccia” (Mt 7,24s). Qui, con le parole “pioggia”, “fiumi” e “venti”, Cristo indica metaforicamente le sciagure e le tribolazioni umane, quali le calunnie, le insidie e i tranelli dei malvagi, il dolore, la morte, la perdita dei nostri cari, gli insulti dei nostri nemici e tutte le altre simili afflizioni che ci possono colpire durante questa vita terrena. Ma l’anima del giusto non cede a nessuna di queste prove, perché essa è fondata sulla “roccia”. Per “roccia” Cristo intende la fermezza e la stabilità dei suoi insegnamenti. I suoi precetti, infatti, sono più solidi di una roccia. Essi innalzano chi li mette in pratica al di sopra di tutte le bufere di questo mondo. Chi osserva questi precetti con fedeltà, resterà inaccessibile non solo agli attacchi degli uomini, ma anche ai tranelli dei demoni. Il Signore incita alla virtù, non soltanto con la promessa delle realtà future, ricordando cioè il Regno di cieli, le ricompense e le consolazioni ineffabili di cui godremo insieme agli altri beni infiniti, ma anche mostrando la fermezza e la stabilità incrollabile che la virtù ci conferisce in questa vita attraverso il paragone della roccia (Giovanni Crisostomo, Commento al Vangelo di Matteo).

Mettere in pratica la Parola (ACTIO)

Guardate bene la casa dove abitate ed esaminate quali fondamenta abbia.

PER LA LETTURA SPIRITUALE

Ho celebrato pochi matrimoni in Italia e non conosco, quindi, bene la formula a memoria. Ho però celebrato diversi matrimoni tanti anni fa, quando fungevo da parroco in un paese della Scozia, e mi piaceva molto la formula inglese: “Io ti prendo per mia (per mio) nella buona e nella cattiva sorte, nella salute e nella malattia, nella vita e nella morte, fino a quando Dio non ci separi”. Cioè, ti do fiducia incondizionata e mi prendo cura di te incondizionatamente. E’ questo l’amore sponsale che dovete a poco a poco far emergere nel vostro cuore con la grazia di Dio.

E se l’amore è così, non importano le mutazioni dei tempi, descritte anche nella pagina del Vangelo di Matteo: cadde la pioggia, strariparono i fiumi, vennero i terremoti, soffiarono i venti, ma la casa non crollò perché era fondata sulla roccia (Mt 7,25) dell’amore di Dio per noi e dell’amore reciproco al quale avevamo dato fiducia. Questa fiducia reciproca è un miracolo, il miracolo sponsale: avere davvero fiducia di un altro e prendersi cura di lui senza condizioni. E’ quell’amore che vince il mondo, supera le invidie, le guerre e gli odi; quell’amore per cui la terra è bella e senza il quale la terra sarebbe un covo di serpenti, dove tutti si invidiano, si mordono, si avvelenano. Invece la terra è bella perché ci sono persone che sanno fidarsi l’una dell’altra; è l’affidamento fondamentale che voi rappresentate nella Chiesa e nella società. Siete quindi un segno di pace in una terra senza pace(C.M. Martini, Omelia per l’incontro con i fidanzati della diocesi,

26 gennaio 2002).