cookiesE' entrata in vigore (dal 2 giugno 2015) la legge italiana sui cookie che recepisce la direttiva del Parlamento europeo, relativa al trattamento dei dati personali e alla tutela della vita privata nel settore delle comunicazioni elettroniche.
Chiudendo questo banner, acconsenti all’uso dei cookie.

Beato il marito di una donna virtuosa;

il numero dei suoi giorni sarà doppio.

Una brava moglie è la gioia del marito,

questi trascorrerà gli anni in pace.

Una donna virtuosa è una buona sorte,

viene assegnata a chi teme il Signore.

Ricco o povero il cuore di lui ne gioisce,

in ogni tempo il suo volto appare sereno.

La grazia di una donna allieta il marito,

la sua scienza gli rinvigorisce le ossa.

E’ un dono del Signore una donna silenziosa,

non c’è compenso per una donna educata.

Grazia su grazia è una donna pudica,

non si può valutare il peso di un’anima modesta.

Il sole risplende sulle montagne del Signore,

la bellezza di una donna virtuosa adorna la sua casa.

Che cosa dice il testo (LECTIO)

Il Siracide è un libro deuterocanonico, cioè fa parte della Bibbia cattolica, ma non di quella ebraica, che fa valere il criterio della lingua e perciò esclude questo testo pervenutoci in lingua greca. Esso riflette la sensibilità e la teologia del giudaismo precedente l’era cristiana. In tema di donne e di amore l’autore di Siracide mostra di essere un conservatore e anche un po’ misogino. Il discorso che viene fatto in questo testo ha però una sua ragionevolezza. Bisogna ricordare che, all’epoca, la donna era solitamente scelta dall’uomo, il quale pagava la dote alla famiglia d’origine della sposa. Ora l’autore vuole suggerire un criterio di scelta: non deve prevalere la considerazione per l’attrattiva fisica o per il prestigio della famiglia d’origine, ma il criterio morale che sposta la scelta sui valori di cui la donna si mostra ricca.

Sullo sfondo sta una critica per i matrimoni di interesse, e Siracide ricorda allora che non è importante essere ricchi, ma amare davvero la propria donna, tanto più se questa è, come si diceva prima, ricca di valori. L’autore biblico però non è un puritano e non teme la bellezza, purché questa sia illuminata dalla virtù. Ecco perché afferma che “la grazia di una donna allieta il marito, la sua scienza gli rinvigorisce le ossa” (v. 13); ancor più bello è il paragone della grazia di una donna virtuosa con il sole stesso (v. 16). Ma l’autore alterna considerazioni piene di buon senso ad apprezzamenti debitori di alcuni luoghi comuni che suonano un po’ misogini al nostro orecchio moderno, come per esempio l’affermazione del v. 14 “E’ un dono del Signore una donna silenziosa”.

Ringraziamo sul testo (MEDITATIO)

E’ vero, il criterio di scelta di un aspirante marito nei confronti della propria donna e, viceversa, di un’aspirante moglie verso il proprio uomo non è più dettato da “criteri di interesse” e men che meno dalle pre-scelte delle due famiglie. A parole. Anzi, questo testo, nonostante alcune espressioni un po’ datate, ci interpella ancora oggi e sarebbe in grado di sconvolgere molti “piani” di cosiddetti bravi genitori che si preoccupano del bene del figlio/a in nome di criteri tutt’altro che evangelici.

L’interesse nello spingere un figlio/a verso un determinato matrimonio si rivela oggi molto più sottile, ma forse in grado di manipolare ancora di più le scelte dei futuri sposi. Un esempio: una giovane, legata da una sorta di fidanzamento con un medico maggiore di lei di quasi vent’anni, durante un’estate conobbe un coetaneo che la entusiasmava, ma che viveva in Sudamerica, dove portava avanti l’azienda del padre. “Quale devo scegliere?” chiese alla madre la giovane, presa da atroci dubbi che da sola non sapeva risolvere. “Sposa il medico” le disse la madre, aggiungendo: “Se tu, che sei la mia unica figlia, andrai lontana, io che fine farò? Il medico è così una brava persona!”. Terribili interessi, che bendano gli occhi. “La sua scienza gli rinvigorisce le ossa” dice il testo (v. 13), intendendo che la scienza di lei (stupefacente riconoscimento di una saggezza femminile in quel contesto culturale!) rende saldo il marito, fa da perno all’intimità della casa. Noi però vorremmo aggiungere un’altra lettura interpretando quel “sua”: la scienza “su di lei” fortifica lui e viceversa. C’è un conoscere reciproco che non può essere esaurito dai giochi familiari, dagli interessi più o meno espliciti del parentado: c’è una scienza su di lei e su di lui che ambedue si devono reciprocamente come esplorazione e rispetto e che non si esaurirà mai: per questo rappresenta una forza che rinvigorisce le ossa e l’intimità di un cammino.

Preghiamo (ORATIO)

Aiutaci, o Signore, a coltivare un progetto di vita che sia conforme alle tue vie, aiutaci a santificarci fin nell’intimo dei nostri sogni, dove mette radici il nostro sguardo e dove ci fabbrichiamo la lente attraverso cui guardiamo gli altri.

Che cosa ha attirato il nostro sguardo sull’uomo o sulla donna della nostra vita? Che cosa ci ha fatto innamorare? Che cosa ha parlato al nostro cuore? Beati noi se la virtù dell’altro si è levata alta come il sole nel cielo della nostra vita, beati noi se il rosario delle sue virtù ha incoronato il volto dell’altro/a trasfigurandolo. Ma beati noi soprattutto quando sappiamo scorgere le virtù che la vita le/gli viene insegnando.

Che cosa ha detto la Parola (CONTEMPLATIO)

Con l’unione coniugale diventiamo l’uno per l’altro mani, orecchie e piedi. Il matrimonio rese doppiamente forte colui che era debole e procurò grande gioia agli amici e dolore ai nemici. Le sollecitudini affrontate insieme alleggeriscono le afflizioni che queste procurano e le gioie vissute insieme sono più dolci sia per l’uno che per l’altro coniuge. La ricchezza è più piacevole per coloro che sono concordi, ma più piacevole della ricchezza è, per coloro che vivono nel bisogno, la concordia. L’unione coniugale è per ambedue gli sposi chiave della temperanza e del desiderio amoroso e suggello della necessaria attrazione. Unica è la gazzella amabile che rasserena l’animo con i suoi salti. Unica è l’acqua assaporata alla fonte domestica: essa, infatti, non scorrendo fuori, né chiamando alcun altro da fuori, non viene gustata da estranei. Uniti nei corpo e concordi nei sentimenti, gli sposi affinano vicendevolmente in se stessi, con l’amore, un identico stimolo per la pietà religiosa.

Certo, infatti, il matrimonio non allontana da Dio; anzi, uno gli è più vicino, perché Dio maggiormente lo stimola. Colui che difende la sua amata sposa, i suoi averi e i suoi figli e attraversa il vasto mare della vita, quando poi si trova nella necessità, tanto più ama profondamente Dio. Tali preoccupazioni presenta il matrimonio, ma una vita senza amore è mutila, dura, oscura, senza focolare, abitatrice dei monti. Non c’è in essa difesa dalle malattie, non genitori che ridivengano giovani nei loro figli, procurandosi così rimedio alla debole vecchiaia, non solidità di una vita che sia piena di dolcezza (Gregorio Nazianzeno, Poesie).

Mettere in pratica la Parola (ACTIO)

Traducete nella vostra vita coniugale questa considerazione: se ho sempre pensato che mio marito è, per esempio, avaro o insensibile o prepotente o…., cercherò di non farmi scappare “quella volta” in cui non lo è; se ho sempre pensato che mia moglie è spendaccione o ipercomplicata o arrogante o…., cercherò di non farmi scappare “quella volta” in cui non lo è.

PER LA LETTURA SPIRITUALE

Si pone a tutta la Chiesa il compito di una riflessione e di un impegno assai profondi, perché la nuova cultura emergente sia intimamente evangelizzata, siano riconosciuti i veri valori, siano difesi i diritti dell’uomo e della donna e sia promossa la giustizia nelle strutture stesse della società. In tal modo il “nuovo umanesimo” non distoglierà gli uomini dal loro rapporto con Dio, ma ve li condurrà più pienamente.

Nella costruzione di tale umanesimo, la scienza e le sue applicazioni tecniche offrono nuove e immense possibilità. Tuttavia la scienza, in conseguenza di scelte politiche che ne decidono la direzione di ricerca e le applicazioni, viene spesso usata contro il suo significato originario, la promozione della persona umana come tale. La ricomprensione del senso ultimo della vita e dei

suoi valori fondamentali è il grande compito che si impone oggi per il rinnovamento della società. Solo la consapevolezza del primato di questi valori consente un uso delle immense possibilità messe nelle mani dell’uomo dalla scienza, che sia veramente finalizzato alla promozione della persona umana nella sua intera verità, nella sua libertà e dignità. La scienza è chiamata ad allearsi con la sapienza.

Si possono pertanto applicare anche ai problemi della famiglia le parole del Concilio Vaticano II: “L’epoca nostra, più ancora che i secoli passati, ha bisogno di questa sapienza, perché diventino più umane tutte le sue nuove scoperte. E’ in pericolo, di fatto, il futuro del mondo, a meno che non vengano suscitati uomini più saggi” (GS 15). L’educazione della coscienza morale, che rende ogni uomo capace di giudicare e di discernere i modi adeguati per realizzarsi secondo la sua verità originaria, diviene così un’esigenza prioritaria e irrinunciabile.

E’ l’alleanza con la Sapienza divina che deve essere più profondamente ricostituita nella cultura odierna. Di tale Sapienza ogni uomo è reso partecipe dallo stesso gesto creatore di Dio. Ed è solo nella fedeltà a questa alleanza che le famiglie di oggi saranno in grado di influire positivamente nella costruzione di un mondo più giusto e fraterno (Giovanni Paolo II, Esortazione apostolica Familiaris Consortio, del 22 novembre 1981, n. 8).