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Amoris Laetitia

Amoris Laetitia

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Fratelli, vi mostrerò una via migliore di tutte.

Se anche parlassi le lingue degli uomini e degli angeli, ma non avessi la carità, sono come un bronzo che risuona o un cembalo che tintinna. E se avessi il dono della profezia e conoscessi tutti i misteri e tutta la scienza, e possedessi la pienezza della fede così da trasportare le montagne, ma non avessi la carità, non sono nulla. E se anche distribuissi tutte le mie sostanze e dessi il mio corpo per essere bruciato, ma non avessi la carità, niente mi giova.

La carità è paziente, è benigna la carità; non è invidiosa la carità, non si vanta, non si gonfia, non manca di rispetto, non cerca il suo interesse, non si adira, non tiene conto del male ricevuto, non gode dell’ingiustizia, ma si compiace della verità. Tutto copre, tutto crede, tutto spera, tutto sopporta.

La carità non avrà mai fine. Le profezie scompariranno; il dono delle lingue cesserà e la scienza svanirà. La nostra conoscenza è imperfetta e imperfetta la nostra profezia. Ma quando verrà ciò che è perfetto, quello che è imperfetto scomparirà. Quand’ero bambino, parlavo da bambino, pensavo da bambino, ragionavo da bambino. Ma, divenuto uomo, ciò che era da bambino l’ho abbandonato. Ora vediamo come in uno specchio, in maniera confusa; ma allora vedremo a faccia a faccia. Ora conosco in modo imperfetto, ma allora conoscerò perfettamente, come anch’io sono conosciuto.

Queste dunque le tre cose che rimangono: la fede, la speranza e la carità; ma di tutte più grande è la carità. Ricercate la carità!

Che cosa dice il testo (LECTIO)

A conclusione della sua istruzione sui carismi, Paolo indica ai Corinzi il carisma per eccellenza e non semplicemente la via migliore. La carità non è facoltativa, ma è la via obbligatoria per la vita cristiana; oltre ad essere la via, essa è anche la meta, il punto di arrivo, poiché soltanto essa resta, unitamente alla fede e alla speranza. Ciò significa che vivere nell’amore è partecipare già oggi della dimensione dell’eternità, del compimento.

Usando il procedimento della negazione, necessario ad ogni discorso mistico, Paolo afferma sostanzialmente tre dimensioni rese impossibili dall’assenza di carità. Senza di essa non è possibile comunicare realmente, senza di essa è impossibile edificare se stessi; tanto è meno è possibile stabilire una relazione con Dio.

Segue alle negazioni una serie di aggettivi che sono più che altro una descrizione di attività suscitate dall’amore: in esse riconosciamo lo stile con cui Dio ci ama in Cristo, stile che deve diventare il modello per ogni cristiano.

L’agire della carità viene poi presentato con un quadruplice “tutto”. E’ una forza onnipotente, che si contrappone a quella che l’uomo ripone nei propri disegni orgogliosi e deliranti, perché sa vincere l’odio, la morte e il peccato con la sopportazione e la speranza senza limiti. La carità è la maturità della persona e avrà la definitiva perfezione quando ci sarà la piena conoscenza d’amore tra noi e Dio.

Ringraziamo sul testo (MEDITATIO)

La seguente è una “confessione autentica”, di quelle che aprono un abisso di dolore e di paura, ma che possono anche aprire “cieli nuovi e terre nuove”.

“Mi credevo furba; ho allevato le mie figlie al meglio, non facendo mancare loro niente, ma mostrando che questo “bene” ero io a darlo: davo senza che mio marito apparisse, mostrandolo anzi taccagno ai loro occhi. Volevo che si attaccassero a me! Ora che l’ultima ha vent’anni ed è la più incontentabile, mi chiedo che cosa ho trasmesso. Per tutta la mia vita matrimoniale, in fondo, ho fatto quello che ho voluto, non mi sono mai mostrata debole, l’ho sempre “tenuto sulla corda”. Proprio come mi diceva mia madre: non farti mai calpestare dagli uomini, non fidarti mai del tutto, te lo dico io che sono stata piantata in asso da un marito che non sapeva darmi altro che soldi da spendere. Ma ora. Ora che le figlie si stanno staccando, io percepisco che “lui” non si sente solo: ha sempre cercato, in fondo, di fare il buon padre e il buon marito. Sono io che mi sento sola, con un deserto dentro di me: tutti i miei trucchi per non essere vulnerabile non hanno funzionato. Ieri sera è accaduta una cosa strana: lui ha ritardato; sapevo che era andato da una coppia di amici in crisi, ma improvvisamente mi sono sentita gelosa. Quando è rientrato, l’ho trattato malissimo; lui mi ha chiesto: “Ma sei gelosa?”. Gli ho risposto sprezzante: “Hai così da correre per farmi diventare gelosa!”. Ancora una volta ho pensato che, se mi mostro vulnerabile, lui se ne approfitta.

Eppure nasce in me un sospetto nuovo: e se mi consegnassi? Se gli dicessi: sì, sono gelosa, perché tu sei importante per me? E’ un passo che mi fa paura, tanta paura. Eppure lo farò, anzi pregherò per riuscire a farlo!”.

Questa “confessione” è un inno alla nascita dell’amore che mostra in modo visibile come senza l’amore è impossibile la comunicazione autentica, la costruzione del sé e la relazione con Dio. Ma l’amore, che è anzitutto consegna e speranza, è la chiave che apre la porta della vita. Ora e per l’eternità.

Preghiamo (ORATIO)

Quante parole, o Signore, dicono gli innamorati! Quante parole tessono gli amanti per irretirsi! Quanti giochi di ruolo passano tra le parole d’amore!

Purifica le nostre labbra e le nostre orecchie, o Signore, affinché sappiano sentire cosa risuona nel nostro dire e nel nostro ascoltare…affinché sappiamo sentire cosa risuona nel silenzio caldo dell’intimità e nel silenzio freddo della distanza giudicante.

E affinché sappiamo discernere nel profondo l’amore che doniamo e apprezzare quello che altri ci dona.

Che cosa ha detto la Parola (CONTEMPLATIO)

Entrambi gli apostoli, sia Paolo sia Pietro, esortano all’amore reciproco.

L’uno, conoscendo l’infallibilità dell’unione reciproca con il vincolo dell’amore, che egli definì il più grande di tutti i carismi, perché non sa fare male al prossimo, dice: “La carità non fa del male al prossimo” e ordina a coloro che se ne vestono di sostenersi l’un l’altro. Egli, inoltre, dispone di non cercare il proprio vantaggio, ma di amare il prossimo con quell’amore che rende quanti vi partecipano un solo corpo e un solo spirito, li pone in un’unica speranza di chiamata e li fa diventare compartecipi della vita eterna.

L’altro, Pietro, dice: “Dopo aver santificato le vostre anime con l’obbedienza alla verità per amarvi sinceramente come fratelli, amatevi intensamente, di vero cuore gli uni gli altri” e “come servitori di Dio, onorate tutti, amate i vostri fratelli”, sapendo che l’amore ci rende fratelli gli uni degli altri. Perciò innanzitutto ci comanda di essere costanti nella carità reciproca, perché egli ha svelato con chiarezza che la carità copre una moltitudine di peccati (Sofronio di Gerusalemme, Le Omelie, Roma 1991).

Mettere in pratica la Parola (ACTIO)

Traducete nella vostra vita coniugale questa parola: “Se anche parlassi le lingue degli uomini e degli angeli, ma non avessi la carità, sono come un bronzo che risuona o un cembalo che tintinna”.

PER LA LETTURA SPIRITUALE

Dio è in se stesso un mistero di amore trinitario (il Padre è l’eterno amante, il Figlio l’eterno amato, lo Spirito l’eterno amore del Padre e del Figlio, per usare il linguaggio di Sant’Agostino). Creando l’essere umano, uomo e donna, Dio non solo lo crea per amore, ma lo chiama all’amore: “Creandola a sua immagine e continuamente conservandola nell’essere, Dio iscrive nell’umanità dell’uomo e della donna la vocazione e, quindi, la capacità e la responsabilità dell’amore e della comunione. L’amore è pertanto la fondamentale e nativa vocazione di ogni essere umano”

(Familiaris Consortio n. 11).

Il significato del corpo, a livello creaturale, va compreso all’interno di questa vocazione nativa e fondamentale della persona umana all’amore e alla comunione. Il corpo è un essere con gli altri, finalizzato a essere per gli altri. Lo stesso vale per la sessualità: essa fa parte di questa vocazione-capacità-responsabilità e, come dimensione costitutiva dell’essere umano, realizza il suo più profondo significato solo se conduce l’uomo e la donna (sia nella vocazione al matrimonio sia in quella di specifica consacrazione a Dio) a realizzare un’esistenza di amore e di comunione. Il corpo, sotto questo aspetto, ha un valore eminentemente sponsale: è indirizzato a significare amore e comunione, a offrire e a ricevere amore e comunione, in relazione ai due diversi progetti di vita, matrimonio o verginità consacrata.

Il tema della sponsalità del corpo era un tema particolarmente caro a Giovanni Paolo II, il quale ha ripetuto più volte: “Il corpo è sponsale fin dal principio: racchiude in sé la capacità di esprimere l’amore; quell’amore appunto nel quale la persona diventa dono e, mediante questo dono, attua il senso del suo essere” (Mulieris Dignitatem n. 18) (C. Rocchetta, Riflessioni teologiche sulla reciprocità matrimonio-verginità, in R. Bonetti, Verginità e matrimonio. Due parabole dell’Unico Amore, Milano 1998).

I giovani, la fede e il discernimento vocazionale.

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Webinar AL per sacerdoti e seminaristi

25° Anniversario della morte di Don Tonino Bello

 

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.Buco nero: Attirerò tutti a Me.

Puoi IMPARARE solo se ASCOLTI

Festival dell’economia civile Firenze 29-31 marzo 2019: presentazione

Il metodo CPM
1. Vedere
sforzarsi di prendere coscienza e di capire le proprie situazioni e atteggiamenti di vita, la qualità della relazione di coppia, i comportamenti della comunità ecclesiale e sociale e le maggiori problematiche odierne.
2. Giudicare
approfondire, conoscere e lasciarsi interpellare dalla Parola di Dio, ricordando che la Parola è Persona e Gesù stesso è Parola incarnata; confrontarsi dunque con Gesù vero interlocutore per poter entrare in intimità e vero dialogo con il coniuge e con gli altri, oltre che per leggere la nostra vita e le varie problematiche in esame con una visione di fede.
3. Agire
cercare di tradurre, con l'aiuto dello Spirito Santo, nella propria vita le acquisizioni maturate, contando anche sulla solidarietà delle altre coppie e del Consigliere spirituale.

L'accoglienza come stile di vita.

I sette punti di PAUL DERKINDEREN. L'Autore, sacerdote, teologo, psicologo, ha rappresentato per molti anni il Belgio in seno al bureau della Federazione Internazionale dei CPM;ne è stato l'Assistente.

Un cammino insieme verso il matrimonio



Il Vangelo dell’amore tra coscienza e norma

simposio

Sabato 11 novembre si è tenuto il III Simposio Amoris Laetitia aperto dal saluto del Santo Padre; è intervenuto il Presidente della CEI S.Em Card Gualtiero Bassetti, il direttore dell'Ufficio don Paolo Gentili e sono seguite le relazioni del prof. Mons. Giuseppe Lorizio e prof. Mons. Manuel Jesus Arroba Conde.

Commenti al Vangelo della domenica di Paolo don Squizzato

CommentoalVangelo2

Padre Nostro

Credo di Don MIchele Do

Credo in un solo Dio che é Padre, fonte sorgiva di ogni vita, di ogni bellezza, di ogni bontà. Da lui vengono e a lui ascendono tutte le cose. Credo in Gesù Cristo, figlio di Dio e figlio dell'uomo. Immagine visibile e trasparente dell'invisibile volto di Dio; immagine alta e pura del volto dell'uomo, così come lo ha sognato il cuore di Dio. Credo nello Spirito santo che vive e opera nelle profondità del nostro cuore per trasformarci tutti a immagine di Cristo. Credo che da questa fede fluiscono le realtà più essenziali e irrinunciabili della nostra vita: la Comunione dei santi e delle cose sante, che é la vera Chiesa; la buona novella del perdono die peccati, la fede nella Resurrezione che ci dona la speranza che nulla va perduto della nostra vita, nessun frammento di bontà e di bellezza, nessun sacrificio per quanto nascosto e ignorato nessuna lacrima e nessuna amicizia. Amen.

Corso di Formazione Permanente in Pastorale Familiare per Sacerdoti (9 ottobre - 29 novembre 2018)

"Per quanto riguarda i corsi o gli itinerari di preparazione al matrimonio, essi rientrino nel progetto educativo di ogni Chiesa particolare ed assumano sempre più la caratteristica di itinerari educativi. A tale scopo ci si preoccupi perché possibilmente ogni comunità parrocchiale sia in grado di offrire questi itinerari di fede innanzi tutto ai propri fidanzati.


Fidanzamento: tempo di crescita, di responsabilità e di grazia

 

Il libro è un originale studio teologico che presenta, per la prima volta in modo organico, la visione cristiana della corporeità.

La Parola e uno stile di vita

La grande bellezza

Un breve sussidio, che tutti possono utilizzare (coppie di fidanzati, di sposi,famiglie), in cui ogni capitolo viene presentato secondo uno schema di 7 verbi: conoscere, gustare, fissare lo sguardo, riflettere, ammirare, approfondire (suggerimenti per la visione di un film, per l'ascolto di un brano musicale, per la lettura di un testo..) pregare.