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Articoli

Se la storia è il luogo teologico in cui Dio ci offre la salvezza,la famiglia è il luogo antropologico in cui questa salvezza- liberazione si realizza concretamente nel giorno dopo giorno. I criteri per leggere i segni dei tempi in famiglia sono proprio quelli della liberazione,insieme con quelli della comunione e dell’attenzione agli ultimi. Senza dimenticare il segno forte della festa.

La famiglia vive radicata nella storia, luogo in cui Dio abita Una storia fatta di negatività, di ombra, di paura, ma anche di grazia e di felicità La vita di famiglia implica un progredire che si disvela giorno dopo giorno In questo percorso, però, occorre stabilire dei criteri di discernimento Il criterio della liberazione, il criterio della comunione, il criterio dell'attenzione agli ultimi Per recuperare, tra i segni dei tempi, quello della festa.

Premessa

La vita non può mai identificarsi con la fissítà, la staticità e l'uomo non può ridursi a ripetere ciò che altri hanno pensato e fatto.

La storia è il luogo dove Dio abita e riflettendo su questa storia, sia essa la storia in generale o la storia della famiglia nella forma derivataci dai continui mutamenti prodotti dallo scorrere del tempo, si possono cogliere via via suggerimenti ed orientamenti.

La verità non ci viene data epifanicamente dall'alto ma si rivela a noi strada facendo. Proprio come Dio che non si rivela filosoficamente ma storicamente, se pensiamo all'incarnazione avvenuta "nella pienezza dei tempi".

La storia dunque è un luogo teologico in cui si attua la salvezza ed è, quindi, un luogo rivelativo del pensiero e della volontà di Dio.

Il nostro tempo

Quali sono i segni che il nostro tempo ci rimanda sulla coppia e sulla famiglia e quali le risposte che ogni uomo credente può offrire perché la redenzione di Cristo continui ad avere la sua attuazione?

L' estate 2000 vide un raduno internazionale di qualche migliaio di gay a Roma. 1 mass media diedero a questo fatto grande risonanza ed uomini politici di un certo rilievo pensarono, con la loro presenza, di dare peso politico alle richieste avanzate.

Poche settimane dopo ci fu, sempre a Roma, un altro raduno di qualche milione di giovani per il Giubileo, sicuramente con idee e principi della più classica tradizione umana e cristiana.

Ora, da un lato non sembra opportuno dare troppa enfasi a certi fatti che emergono in questa nostra società moderna, dall'altro neppure fingere che queste realtà non esistano. In realtà, coppie di fatto, separati che vivono soli o risposati, ecc. sono situazioni sempre più diffuse.

Lo scenario del nostro mondo non ha più l'uniformità di un tempo, nella sua forma variegata offre un'immagine di grande disorientamento civile e morale.

Non ci addentriamo nel merito, ma crediamo di doverci riferire, in questo nostro ambito, al concetto tradizionale di famiglia, ossia ad un uomo e ad una donna ufficialmente uniti con i loro figli e affiliati, comprese le persone, anche adulte, che formano quell'unico nucleo sociale.

Tempi della famiglia

Come discernere i segni dei tempi e dello Spirito in famiglia?

Qualche criterio per capire questo nostro creato con le sue grosse contraddizioni che continuamente "geme e soffre fino ad oggi nelle doglie del parto" (Rm 8,22).

Le negatività accennate sopra sono sofferenze che attendono liberazione, sono disagio che esprime voglia di ulteriorità e forse anche di trascendenza. Strade imboccate male, incidenti di percorso, dentro una vita complessa, sulla strada verso la felicità.

Solo lo Spirito conosce lo Spirito. Senza Dio diventa impossibile conoscere i segni della sua presenza, occorre lasciarsi abitare dallo Spirito.

Tutto il creato obbedisce a leggi precise, ogni vegetale, ogni animale segue la propria natura e il proprio istinto.

Solo l'uomo si dissocia da questa legge fissa perché possiede la ragione. Attraverso il suo pensiero è capace di invenzioni e fantasie illimitate.

L'uomo per questo aspetto della sua natura assomiglia a Dio. Da Adamo in poi il suo cammino nella storia è stato una continua alternanza di avvicinamento oppure di dissociazione dal progetto di Dio. In questo suo alterno orientamento ha la possibilità e la libertà di realizzare sia il ben-essere sia il mal-essere per sé e per gli altri. Quando Cristo ci ha donato il suo Spirito, ci ha dato la possibilità di penetrare in qualche modo nei pensieri di Dio, di ascoltarlo e di parlare con lui, di adeguarci al suo disegno d'amore infinito.

La canzone di Elisa al Festiva] di San Remo diceva:

"[ ... ] Sui nuovi giorni in una lacrima come il sole e una stella siamo luce che cade dagli occhi sui tramonti della mia terra sui nuovi giorni. Ascoltami, ascoltami,... ascoltati!".

Ascoltati nelle tue profonde esigenze di fedeltà dove affondano le loro radici sicurezza, ordine, rispetto, accoglienza. Ascoltati nel tuo bisogno di ricevere e donare affetto che riempie la tua vita di senso, che ti apre al sorriso, che ti lascia sognare. Ascoltati quando le tue doti, le qualità che possiedi vogliono essere sprigionate per arricchire la tua vita. Ascoltati nei tuoi vuoti e nei tuoi bisogni per saper chiedere aiuto ad ogni aurora e ad "ogni tramonto della mia terra"!

La famiglia è il luogo privilegiato dove si impone la lettura dei segni dei tempi della nostra piccola storia.

Fare memoria

Isaia si esprime con queste parole: "Il popolo che camminava nelle tenebre vide una grande luce ... " (Is 9, 1). Le tenebre sono tenebre, buio, incertezza, paura, disorientamento. Quante volte nella storia umana ci furono periodi difficili: sono stati superati, sono sorte speranze nuove e realtà nuove. Il nostro sguardo umano è miope al riguardo perché non riesce a penetrare il futuro "con il senno di poi" e a rivisitare il passato con quella memoria che permette di fare chiarezza, di consolidare idee e di confutarle, di approfondire sentimenti ed emozioni oppure di ridimensionarli, di dare il giusto peso a parole ed atti. Se ritorniamo con la memoria a tanti progetti, se ricordiamo tante aspettative nate con la nostra coppia fin da fidanzati, quanti di questi progetti hanno avuto la loro realizzazione? Pochi o nessuno! La vita ci ha imposto spesso revisioni e cambiamenti di rotta. Non per questo è stata la nostra una vita poco significativa.

La vita non è fissità, ma un progredire continuo verso una ulteriorità non ben definita che si va disvelando giorno dopo giorno.

Fare memoria non è solo ricordare il passato che altri hanno vissuto, neppure soltanto il passato personale e di coppia, ma fissare nel pensiero e nel cuore i momenti presenti della vita che sono significativi. Solo così domani si potranno rivisitare. Trattenere dentro di sé e cercare di far durare il più a lungo possibile le sensazioni sia tristi che piacevoli, ma che alla fine sono "vita"...

Una volta "salvate" nella nostra memoria razionale e affettiva, rappresenteranno quei riferimenti che permetteranno di orientarci e di essere noi stessi. Ossia, non una vita all'insegna della sensazione momentanea scollegata dalla razionalità e dagli atti che si compiono.

In un articolo dal titolo L'abisso di ragazzi per bene, Umberto Galimberti, commentando alcuni omicidi avvenuti in questi ultimi tempi da parte appunto di ragazzi "perbene", scriveva: "Cercare [le cause] ci porta lontano, tanto lontano quanto può esserlo l'avvio della nostra vita, dove ci è stato insegnato tutto, ma non come "mettere in contatto" il cuore con la nostra mente, e la nostra mente con il nostro comportamento, e il comportamento con il riverbero emotivo che gli eventi del mondo incidono nel nostro cuore. Queste "connessioni" che fanno di un uomo un uomo non si sono costituite, e perciò sono nate biografie capaci di gesti tra loro a tal punto slegati, da non percepirli neppure come propri. Questo è il nostro tempo".

Tre immagini dello Spirito

Le tre immagini della Scrittura che indicano lo Spirito sono tre elementi naturali che sono alla base della vita e nello stesso tempo esigono libertà:

acqua: è ciò che fa germogliare la vita penetrando ovunque. Dove c'è l'acqua in abbondanza la vegetazione è rigogliosa e le specie animali si sviluppano numerose. Interpreta bene la metafora il Salmo 41,2: "Come una cerva anela ai corsi delle acque, così la mia anima anela a te, o Dio". Sete di ulteriorità che non si accontenta delle cose che riempiono fin troppo la nostra giornata, neppure dell'amore più sincero. L'uomo possiede dentro di sé una goccia dell'infinità di Dio e la sua sete non può essere saziata neppure dai più sinceri affetti familiari;

vento: l'aria non ha confini. Lo Spirito è presente in ogni famiglia e in tutte le cose, è respiro di gioia e di speranza, è motivo di credere che vivere e muoversi in questo mondo, pur con grosse difficoltà, è trasmettere ad ogni persona quel soffio di Dio che fece di Adamo un "essere vivente"

(cf Gn 2,7). Altrimenti che senso avrebbe il bacio che due sposi si danno o che i genitori danno ai loro figli se non trasmettere vita?;

fuoco: passione e luce. Lo Spirito distrugge il male ed illumina e svela il senso delle cose. Una generazione di anaffettivi perché non viene coltivato il desiderio? Una generazione di dipendenti perché manca tempo e voglia di autoriferirsi? La famiglia oggi può avere una grossa opportunità, quella che vogliamo descrivere con una simbologia: accendere il focolare e lasciarsi penetrare dalla tiepida luce di una fiamma viva che vi arde; spegnere la TV con i suoi freddi intensi colori, con un'enorme quantità di immagini che non si riesce più a decodificare nella loro falsità, e che situano in noi uno spesso sipario che separa la mente dal cuore.

Criteri per discernere

Qualche criterio per discernere i segni dei tempi in famiglia:

Il criterio della liberazione

Liberare la famiglia dalla fame dell'avere. La nostra società, in modo molto preciso, ha l'obiettivo di produrre per realizzare profitti. Ma per realizzare ciò occorre chi compera, per comperare serve denaro, perché le persone abbiano denaro devono avere il lavoro (anche un doppio lavoro), lavoro per tutti, e questo lavoro è fatto per produrre. E'un circolo vizioso. Si cresce educati al gusto dell'avere, alla mentalità del possedere.

La famiglia se vuole salvare se stessa ed il mondo che la circonda si deve sforzare di rompere questo anello.

Liberarsi dal potere non per annullare l'io ma per dare all'altro l'opportunità di crescere e di auto determinarsi nelle scelte. La volontà di dominio in famiglia è molto subdola ed è perciò difficile liberarsene, spesso si cerca il proprio bene non quello dell'altro.

La libertà dal "riuscire". Per cavalcare una qualche notorietà, per avere successo ed affermarsi in una occupazione si arriva a fare qualsiasi cosa "per piacere agli altri", anche contro i propri principi e sicuramente contro la realizzazione piena della propria personalità. Non siamo più noi a decidere di noi stessi ma diventiamo schiavi degli altri, di come essi ci vogliono.

Il criterio della comunione

L'eucarestia per il cristiano è il segno più forte dell'esigenza alla comunione. Oggi non è raro sentir parlare di razzismo a tanti livelli. In una società frammentata e multietnica la comunione non è facile. Occorre superare individualismi, accogliere diversità, avere un grande rispetto, volere instaurare il dialogo nonostante tutto. L'altro se lo vediamo come rivale è un nemico, se invece ci appare con la veste di fratello diventa un amico con cui collaborare.

L' amore tra l'uomo e la donna è la dimostrazione più concreta della possibilità di superamento delle proprie barriere d'egoismo per incontrare l'altro.

Incontro non significa invadere né essere invasi. Perciò oggi più che mai il nostro mondo ci chiede grande maturità e grande preparazione interiore. Non è grave che sorgano moschee nelle nostre città per la preghiera dei mussulmani; più che protestare, è più saggio dedicarci seriamente alla catechesi con gli adulti, oggi in molte parrocchie quasi inesistente, se non vogliamo vedere i nostri cattolici sposati con mussulmani circoncidere i figli piuttosto che battezzarli. Il criterio dell'attenzione agli ultimi

Sembra un paradosso ma gli ultimi in una società opulenta invece di diminuire aumentano. E pur vero che Gesù ci disse che i poveri non mancheranno mai, per nostra fortuna essi saranno sempre con noi per assicurare la presenza di Gesù stesso che si manifesta dentro il loro limite.

Oggi notiamo varie tipologie di povertà:e

- di denaro. Le situazioni di miseria non mancano; spesso sono situazioni di immigrati in cerca di pane e di libertà, ma non solo; - di tossicodipendenza. La droga e le sostanze dopanti sono purtroppo una piaga che ferisce qualsiasi tipologia di famiglia, dalle più povere alle più ricche; - di mercificazione della persona. Oggetti umani ai bordi della strada o sul set, nei laboratori più o meno clandestini, destinati al commercio di organi ... ; - di cultura. Di cultura in genere, non solo religiosa. Ci si trova spesso di fronte a grandi disparità culturali tra élite e massa.

Il segno della festa

La storia è il luogo dove Dio abita, ma la nostra storia è inserita nella realtà pasquale. Riflettendo su questa storia, sia in generale che a livello familiare, si possono cogliere i germi di vita nuova per un futuro di vita e speranza.

Si tratta di vivere e testimoniare la pasqua, la festa.

Crediamo che uno dei segni dei tempi per la famiglia oggi sia celebrare il nuovo giorno,l'ottavo secondo le riflessioni dei Padri della Chiesa, con la ricchezza di vita e di festa che porta con sé l'evento pasquale.

Nella storia, in questa nostra storia piena di contraddizioni, di profonde e diffuse separazioni e solitudini familiari, la coppia ha il dovere ed H compito di annunciare Cristo, nuova luce, che salva, santifica, unisce e fa vivere in comunione.

La storia, questa nostra povera storia di uomini e donne, è il luogo teologico in cui si attua la salvezza, una salvezza donata e ricevuta reciprocamente, ed è quindi un luogo rivelativo del pensiero e della volontà di Dio. Si tratta di riconsegnare, attraverso lo stile che è proprio della famiglia il senso di festa e di convivialità a questo nostro mondo fatto di cose, incapace di sognare insieme.

Si pone sempre l'interrogativo di riconoscere Cristo Salvatore e Messia oggi dentro le mura domestiche, altrimenti quel rimprovero di saper interpretare molte cose trascurando di dare un vero senso alla vita può essere giustamente rivolto anche a noi.

Valeria e Tony Piccin

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