cookiesE' entrata in vigore (dal 2 giugno 2015) la legge italiana sui cookie che recepisce la direttiva del Parlamento europeo, relativa al trattamento dei dati personali e alla tutela della vita privata nel settore delle comunicazioni elettroniche.
Chiudendo questo banner, acconsenti all’uso dei cookie.

Cop4 2016

La misericordia
di Carla e Paolo Borgherini
Con questo articolo dei nostri redattori, già pubblicato nel n. 1/2015 di Famiglia Domani, si conclude la rubrica che nel 2016 abbiamo dedicato all’“Anno della Misericordia”.



Cittadini di Adamà
Editoriale
Dopo essere caduto su terreni infruttiferi, finalmente il seme cade sul terreno buono ed è destinato a dare frutti abbondanti. L’editoriale lancia alcune provocazioni sul seme buono, sul terreno buono, sulla vita “buona” di ogni essere umano e sulle conseguenze etiche che ne derivano: far diventare la Terra, il luogo in cui siamo ospiti, un giardino ed essere noi stessi terreno buono per chi condivide la nostra umanità e per tutte le creature viventi.


 

pdf buttonIl terreno buono
di Annamaria e Franco Quarta
Noi possiamo essere terreno buono per accogliere la semente della Parola di Dio. Se lasciamo entrare questo seme nella nostra vita, esso libererà un’energia creatrice e si trasformerà in benedizione. Proprio come è successo a Maria, la donna del silenzio e dell’attesa. Terreno buono, seme, frutto… È questo anche il percorso della nostra comunità cristiana, spesso segnata dal fallimento, ma che deve continuare a seminare, a essere Chiesa “in uscita”.
Non abbiamo il diritto di vedere i frutti della seminagione, ma solo il diritto alla speranza. Ed essere, come ripeteva don Andrea Gallo, “trafficanti” di sogni.



Lo scrigno della speranza
di Giuseppe Goisis
Si può ancora sperare, oggi? E perché sperare? Le tragiche vicende del nostro tempo inducono più all’angoscia che alla speranza. Ma anche in un deserto di disperazione la speranza può germogliare e diventare risorsa. A noi il compito di  oltivarla e farla crescere, liberando i sogni spesso sopiti dentro di noi.



Cara terra…
di Simone Morandini
Attraverso il genere letterario di una missiva inviata alla terra, l’Autore individua alcuni temi sui quali spesso superficialmente evitiamo di riflettere: l’ingratitudine verso il nostro pianeta, il consumo eccessivo di risorse, la scarsa propensione  ll’ecologia. E la necessità di una conversione radicale richiesta dai figli prediletti della terra, i poveri.


 

Eccomi
di Maria Pia Cavaliere
La risposta di Maria alla proposta dell’angelo, quel mettersi a disposizione dell’Inatteso (“ecco-me”), può rappresentare anche per noi l’invito a lasciare entrare nella nostra vita l’ineffabile presenza del Mistero senza sentirci espropriati della nostra libertà.



L’Ospedale della Pietà
di Francesco Ghia
Il tema della riflessione teologica di questo numero è quello della grazia. Raramente essa si trova là dove viene cercata: ma la grazia è la misteriosa forza trasformatrice di Dio nella vita degli esseri umani: una vita che può essere, sì, brutta, difficile e faticosa, ma che è già redenta ed è luogo di liberazione. Una grazia “bella”, la cui efficacia è “di per se stessa” e non in virtù di chi la amministra, e che testimonia a ogni uomo e a ogni donna che la loro vicenda umana non ha come destino ultimo il fallimento e lo scacco.


 

La pazienza
di Carla e Paolo Borgherini
La pazienza è la più eroica delle virtù, soprattutto nel contesto di impazienza e di ansia in cui viviamo. Forse serve riscoprire la pazienza del contadino per cogliere nella nostra vita la pazienza di Dio. E per educare a questa virtù, in famiglia, i “nativi digitali”.



Tempi di lavoro. Tempi di gratuità
di Michele Consiglio
L’Autore, Consigliere Nazionale delle ACLI, attraverso un costante richiamo alla sua esperienza personale, mostra la difficoltà a conciliare i tempi del lavoro e i tempi dell’impegno volontario, anche quando questo impegno diventa “professionale”. La conseguenza è la trasformazione della famiglia in anello debole della nostra esistenza.



E correremo insieme
di Luigi Binello
La nostra Redazione vive spesso con don Luigi, nostro redattore e parroco in un paese dell’Astigiano, momenti assai fecondi di una liturgia “familiare”, non “ingessata” in gesti ripetitivi, meccanici, spesso incomprensibili in quanto avulsi dalla vita quotidiana. Per noi sono momenti di una grazia rara. Gli abbiamo chiesto, dunque, una riflessione sulla liturgia: rigida o creativa?

pdf Inquinamento (2.33 MB)

Traducteur-Translator

25° Anniversario della morte di Don Tonino Bello

 

molfetta porto

 

abbonamento3