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Misericordias Domini

Giubileo della misericordia

Per inserire il nostro lavoro del 2016 nell’anno di misericordia del Signore.

Un fiore tra i sassi

Editoriale

Continuando la riflessione sulla parabola del seminatore, ci imbattiamo nel terreno sassoso. Anche su questo cade il seme, ma non riesce a radicarsi, perché il terreno è arido, riarso, senz’acqua. A meno di un miracolo… Ed è un miracolo possibile, a cui l’Evangelo ci abitua, perché anche tra i sassi spunta, a volte, un tenero germoglio. Non va calpestato.


Il terreno roccioso

di Cinzia e Aldo Panzia Oglietti

Il seminatore è Dio. Il seme è la Parola. Per seminare questa Parola e per far sì che essa si radichi nel più profondo della nostra coscienza, Dio si serve anche degli uomini. Ma non è facile far arrivare la Parola alle persone con cui condividiamo la nostra esperienza di vita. E poi, spesso, noi seminiamo parole, regole, precetti, non la Parola. Ma il seme va comunque gettato. Fruttificherà? Non fruttificherà? Il giudizio lasciamolo al Seminatore.


Giovani, fragili e spavaldi

di Ileana Gallo

Stiamo passando da una famiglia normativa, in cui il rapporto educativo era basato su vincoli e divieti, a una famiglia affettiva, basata su una relazione più attenta ai bisogni educativi dei giovani. Si tratta di un cambiamento positivo, ma essi rischiano di trasformarsi in “cuccioli d’oro”, narcisisti, con molte pretese e nessun obbligo. Nel contempo essi sono portatori di una fragilità senza precedenti. Che cosa devono fare gli adulti in questi frangenti? Imparare a coniugare meglio affetto e fermezza, seminando credibilità e solidità.


Nel buio si cammina da soli…

di Guido Ghia

“I modelli educativi dei giovani” è il tema che un professore di filosofia assegna a una classe delle Superiori. Lo svolgimento proposto è di un allievo, forse un po’ spavaldo, ma dotato di un’inquietante sincerità.


Gesù e l’adultera

di Gabriella Del Signore

L’adulterio è la più atroce delle menzogne perché inganna chi ci ama. Ma c’è un adulterio del cuore ancora più grave: quello di chi pretende, dall’alto della sua autosufficienza, di giudicare e di accusare. È più facile scagliare pietre che interrogare noi stessi sul nostro peccato.


Le pietre scartate

di Paolo Mirabella

La nostra civiltà occidentale ha dato corso alla cultura degli scarti, fino a giustificarla, creando l’esclusione. Ma gli esclusi, come afferma papa Francesco, non sono solo oggetto di sfruttamento, ma rifiuti, “avanzi”. L’evangelo non tollera che alcuni siano considerati “scarti”, ma al contrario ci impone di prenderci cura di tutti con scelte politiche e non con elemosine.


La perseveranza

di Lidia e Dante Colli

In una società in cui domina il provvisorio, siamo chiamati a testimoniare il valore della perseveranza, che si coniuga con la tenacia  e l’assiduità, con la costanza e la pazienza. Un valore è tale non quando è appeso nel vuoto, non quando è considerato oggetto di negoziabilità o di non negoziabilità, ma quando è incarnato.


L’ideale delle famiglie

di Paola e Valter Mantelli

In un tempo gravido di difficoltà e di contraddizioni, in cui gli ideali delle famiglie sembrano dissolversi nella liquidità e nella provvisorietà, la famiglia può contrastare i modelli di vita riduttivi e opachi che le vengono proposti, cercando di superare il senso di impotenza in cui sembra condannata a perdere l’intera sua esistenza e mettendosi al servizio delle altre famiglie.


Il linguaggio della catechesi

di Valeria e Tony Piccin

Come ci insegnano gli studiosi di linguistica, e in particolare il filosofo austriaco Ludwig Wittgenstein, non esiste né un linguaggio totalmente privato, né un linguaggio universale, ma solo un insieme di elementi linguistici (parole, frasi, ma anche comportamenti e abitudini) condivisi da un gruppo specifico di interlocutori. Così avviene anche per il linguaggio della catechesi, sempre in evoluzione, che deve affrontare i nodi problematici sempre nuovi del rapporto tra parola e ascolto, tra messaggio e ricezione, tra proposta e risposta.

Ripartire dalla Misericordia