cookiesE' entrata in vigore (dal 2 giugno 2015) la legge italiana sui cookie che recepisce la direttiva del Parlamento europeo, relativa al trattamento dei dati personali e alla tutela della vita privata nel settore delle comunicazioni elettroniche.
Chiudendo questo banner, acconsenti all’uso dei cookie.

Famiglia Domani

Giornate Nazionali

Testo da scaricare

cagliaric

                                                                   
 video3 

Nei giorni 9 e 10 settembre, presso l’hotel Califfo di Quartu S. Elena, il CPM italiano, che opera da più di 50 anni nella pastorale della preparazione al matrimonio, ha dato appuntamento ai suoi associati, agli amici e simpatizzanti e a tutti coloro che operano in questa pastorale per riflettere, confrontarsi e trovare nuove vie per accogliere ed accompagnare le coppie di oggi che si avvicinano alla Chiesa, per lo più dopo anni di assenza.

Lo spunto è partito dall’esortazione apostolica di papa Francesco Amoris Laetitia, con particolare riferimento al capitolo IV, L’amore nel matrimonio, e il titolo dato al convegno è stato: “IL NOSTRO AMORE QUOTIDIANO”.

 

cagliari1La partecipazione è stata numerosa, con una ricca presenza di coppie delle varie diocesi della Sardegna, più quelle nelle quali sono presenti i CPM.

In apertura dei lavori i presidenti nazionali, Silvana e Luca Molinero, hanno letto la lettera inviata in occasione del convegno da mons. Paolo Gentili, direttore dell’ufficio Famiglia nazionale, che ha sottolineato l’invito a portare avanti una pastorale che abbia come obiettivo quello di “prevenire le rotture, costruendo assieme una Chiesa fatta di mattoni della gioia, uscendo dalle sacrestie per portare la buona notizia a chi è sfiduciato”.

Padre Andrea Mura ha poi dato il via ai lavori con un’introduzione all’Esortazione Amoris Laetitia, con particolare riferimento ai temi trattati nel quarto capitolo, partendo con un excursus sui precedenti documenti del magistero. Padre Mura ha ricordato che il papa si sofferma sulla famiglia e in particolare sull’amore nella coppia, sottolineando che ci sono itinerari possibili perché tutti si sentano parte della Chiesa. Ha evidenziato inoltre che il messaggio che viene dalla “Gioia del Vangelo (Evangelii Gaudium) e dalla Letizia dell’Amore ((Amoris Laetitia) va letto insieme. La letizia è quella gioia che è capace di esprimersi anche nella sofferenza e nel rifiuto, anche nell’amore non corrisposto. Papa Francesco affronta in questo quarto capitolo diversi tipi di amore e ricorda che non c’è sempre un amore ideale. Altro tema trattato è quello dell’amicizia da tenere sempre viva e presente nelle relazioni di coppia e parla di integrazione, accompagnamento e discernimento, con la necessità di una direzione spirituale che aiuti a crescere insieme. Altro spunto di riflessione è la superiorità del tempo sullo spazio: troppo spesso abbiamo privilegiato lo spazio per arroccarci su posizioni che escludono, mentre dovremmo favorire il tempo che comporta una priorità paziente per iniziare processi inclusivi piuttosto che spazi escludenti, esclusivi ed elitari. In questo capitolo il papa inizia con una lettura dell’inno alla carità (1 Cor 13ss) in chiave familiare, sottolineando particolarmente il tema del perdono (nn. 105-108) all’interno della famiglia e della coppia, il sapersi accogliere reciprocamente, e il “tutto sopporta” (nn. 118-119) dove cita Martin Luther King che diceva: «La persona che ti odia di più, ha qualcosa di buono dentro di sé…» e questo presupposto potrebbe bastare per un buon inizio. Prosegue con il commento alla “carità coniugale” (n.120) affermando che “l’amore che unisce gli sposi, santificato, arricchito e illuminato dalla grazia del sacramento del matrimonio è «un’unione affettiva», spirituale e oblativa, che però raccoglie in sé la tenerezza dell’amicizia e la passione erotica”. Matrimonio come icona dell’amore di Dio per noi, ma, dice il papa al n. 122, “tuttavia, non è bene confondere piani differenti: non si deve gettare sopra due persone limitate il tremendo peso di dover riprodurre in maniera perfetta l’unione che esiste tra Cristo e la sua Chiesa, perché il matrimonio come segno implica «un processo dinamico, che avanza gradualmente con la progressiva integrazione dei doni di Dio», che significa tutta la vita, tutto in comune”, cioè il matrimonio come processo e segno, amicizia, ricerca del bene dell’altro, somiglianza che si costruisce condividendo amore e gioia. Al n. 164, che chiude e riassume tutto il capitolo, il papa ci ricorda che “ci si innamora di una persona intera con una identità propria, non solo di un corpo, sebbene tale corpo, al di là del logorio del tempo, non finisca mai di esprimere in qualche modo quell’identità personale che ha conquistato il cuore. Quando gli altri non possono più riconoscere la bellezza di tale identità, il coniuge innamorato continua ad essere capace di percepirla con l’istinto dell’amore, e l’affetto non scompare” ed il vincolo trova sempre nuove modalità ed esige la decisione di riprenderlo nuovamente, non solo però per conservarlo, ma per farlo crescere ed è questo il cammino di costruirsi giorno per giorno. Tuttavia nulla di questo è possibile se non si invoca lo Spirito Santo, se non si grida ogni giorno chiedendo la sua grazia, se non si cerca la sua forza soprannaturale, se non gli si richiede ansiosamente che effonda il suo fuoco sopra il nostro amore per rafforzarlo, orientarlo e trasformarlo in ogni nuova situazione”.

Sono poi seguite le prime due relazioni articolate sui quattro sotto-capitoli del quarto capitolo.

“IL NOSTRO AMORE QUOTIDIANO” a cura del segretariato CPM di Genova (nn. 90-114). Amare significa non essere centrati su noi stessi, l’amore porta all’umiltà che è anche amabilità e non scortesia. Ciò non esclude il rimprovero, ma non si devono usare parole che offendano e chiudano una porta, ma parole che consolino, rafforzino, stimolino. Una relazione che si chiude in se stessa muore, l’ascolto invece apre al futuro e alla speranza.

“CRESCERE NELLA CARITA’ CONIUGALE” a cura del segretariato CPM di Torino (nn. 120-141). L’Inno all’amore può essere proposto ai fidanzati come un’icona. Sono stati esaminati alcuni verbi-chiave: camminare: il matrimonio non è un traguardo ma una partenza; crescere: la relazione d’amore investe tutta la vita, perciò merita un impegno ancora maggiore; sperare: è fiducia, serenità, pace, futuro; comunicare: dialogare, allenarsi ad ascoltare, riconoscere la verità, ritrovare l’amore arricchito.

Il sabato sera ci siamo poi incontrati nella celebrazione eucaristica presieduta da mons. Arrigo Miglio, vescovo di Cagliari, che si è collegato, nel commento del vangelo di Matteo, al perdono e alla correzione fraterna. L’esclusione dalla comunità è una pedagogia che aiuta a riflettere, perché la regola di fondo è il settanta volte sette, per giungere ad una riconciliazione, ed essere sacramento della figura di Cristo risorto, sia gli sposi che la comunità dei discepoli, l’ecclesia. Gli sposi e tutta la comunità cristiana sono chiamati ad essere segno sacramentale, visibile e sensibile della presecagliari2nza reale del Signore. Perdono non è una situazione personale di disagio o di rapporti individuali, ma è la condizione fondamentale perché tutte le realtà sacramentali, compresa quella degli sposi, possano svolgere la loro funzione d’essere segno e presenza del Signore risorto. Un vero percorso di riconciliazione ha bisogno di chiarezza e di verità (Ez 33,1-9) e questa, molte volte è la parte più difficile, perché c’è sempre la tentazione di nascondersi e fuggire ed è difficile anche per la nostra fragilità, sul come dire le parole di verità, cioè dire la verità per far crescere l’altro, senza far emergere rancori. Occorre chiedere al Signore il dono della chiarezza, ma anche quello della dolcezza per dire nella verità, a cui aggiungere poi la tenerezza che cita papa Francesco.

 

“AMORE APPASSIONATO” a cura del segretariato CPM di Cagliari. Nella lettura del documento c’è stata la riscoperta di una bellezza che per molto tempo è stata nascosta, poiché troppo a lungo il piacere era collegato al peccato. Il papa ci dice che nella sessualità matrimoniale non c’è colpa, anche se per anni c’è stato il rifiuto della carne, dimenticando che la salvezza è arrivata proprio attraverso di essa. Il papa ci invita riscoprire la sessualità per realizzare il progetto di Dio, sessualità non come forza disordinata ma modalità di relazione che va accolta e trasformata in autentico amore. Sessualità non deve essere un “usa e getta”, né sottostare ad una logica del dominio, ma essere sottomessi per essere parte gli uni degli altri (Ef 5,21-33).

È necessario promuovere incontri di crescita sulla sessualità come espressione del corpo che è intima relazione con Dio su tre punti:

  • Formarsi all’amore: formarsi a dare e a ricevere nel progredire insieme;
  • Alla libertà: sino a quando si è schiavi di se stessi non si è predisposti all’amore;
  • Al sacro: è la parte che manca di più, ad essa è collegata la procreazione, l’atto è sacro reso così da Dio e nessuno deve profanarlo. Sessualità bella e santa.

“LA TRASFORMAZIONE DELL’AMORE” a cura del segretariato CPM di Pisa. La nostra vita è inserita nel tempo che ci cambia e ci trasforma continuamente. Nei paesi sviluppati è aumentata la speranza di vita, passando dai 42 anni del ‘900 agli 85 di oggi; questo cambia la prospettiva della durata insita nella promessa del matrimonio. Col passare del tempo però la vita matrimoniale è diventata più fragile e la sua durata media, di 2 decenni, è rimasta invariata con il trascorrere del tempo.

La vita matrimoniale è come una palestra dove la coppia deve esercitarsi a superare le crisi che si presentano, analizzandone l’origine per negoziare nuovi accordi. La crisi fa parte della “bellezza” di una coppia, perché tener fede ad una promessa così impegnativa, con il limite delle nostre capacità, esalta e necessita dell’aiuto della grazia. Paola Bassani dice che la relazione della coppia è come il loro primo figlio; nell’affrontare e superare la crisi si fa un passo significativo verso una nuova identità che dimostra che la relazione esiste. Quindi è necessario non evitare le crisi, ma superarle e questo implica necessariamente la capacità dei partner a modificarsi ed adattarsi.

Le relazioni si sono alternate a momenti di lavoro a gruppo in cui i partecipanti hanno avuto occasione di conoscersi e condividere esperienze soprattutto partendo dai temi proposti dai relatori.

Ne è seguita una messa in comune delle cose emerse e padre Andrea ha fatto un po’ la sintesi.

In chiusura si è deciso di prendere come slogan di questo convegno la frase di Paola Bassani:

la relazione della coppia è come il loro primo figlio

da aiutare a crescere e da coccolare ogni giorno del nostro cammino sacramentale.

cagliari3Un grazie anche a suor Barbara che in questi due giorni ha animato i bambini presenti, facendoli divertire e preparare un piccolo spettacolino presentato al termine della due giorni a tutti i partecipanti.

Alle giornate erano anche presenti i Presidenti della federazione Internazionale dei CPM, Thérèse et Jan Steenbergen di Marsiglia, che hanno molto apprezzato il lavoro svolto e sono stati particolarmente colpiti dallo spirito di condivisione che unisce la Chiesa universale.

 

 

Traducteur-Translator