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Omelia di Mons. Giuseppe Mani

Per amarti ogni giorno:

la Parola di Dio nelle difficoltà della vita di coppia.

31 agosto - 2 settembre 2007.

Giornate splendide (e non solo dal punto di vista climatico, il che ha consentito a molti partecipanti di anticipare o di prolungare il soggiorno per godere di una breve vacanza) e partecipazione (120-150 persone) molto attenta e impegnata.

Non possiamo non sottolineare la squisita accoglienza da parte del CPM di Cagliari, coordinato da Efisio e Marinella Murgia.

Il tema, particolarmente sentito e ricco di feconde prospettive è così sintetizzabile: Per amarti ogni giorno: la Parola di Dio sostegno nelle difficoltà della vita di coppia”.

 

La “Due Giorni” prevedeva due relazioni, una tavola rotonda e due sessioni di gruppi di lavoro. Nel nostro sito sono presenti gli schemi delle relazioni (Paola Bassani e Mariano Maggiotto) e, per la tavola rotonda, lo schema dell’intervento di Paolo Contini nonché il testo integrale dell’esposizione dei Presidenti Nazionali CPM, Annamaria e Franco Quarta.

Diamo qui di seguito una brevissima sintesi degli interventi.

Prima relazione: La difficoltà di amare ogni giorno(dottoressa Paola Bassani, psicologa e psicoterapeuta). (sintesi)

La difficoltà di amare ogni giorno : relazione della Dott.ssa Paola Bassani presentata da Luigi Ghia. (testo integrale)

Lo schema della relazione della dottoressa Bassani, assente per problemi di salute, è stata presentato da Luigi Ghia di “Famiglia Domani” che ne ha sottolineato e commentato i punti salienti. “Più che pretendere di amarti ogni giorno”, esordisce la relazione di Paola Bassani, vorrei essere capace di starti accanto anche quando non ti amo”. Commentando questa affermazione, Ghia ha messo in evidenza come spesso l’amore venga collegato solo al sentimento e non invece alla volontà profonda di amare, frutto di una relazione che trova suo punto più intenso nell’accettazione dell’alterità e quindi della differenza del partner, alterità e differenza che non sono una minaccia bensì una risorsa della relazione stessa.

Importante è tuttavia considerare – come afferma lo schema di Paola Bassani – che nessuna relazione è asettica rispetto al contesto in cui si attua. Oggi ci troviamo di fronte ad una coppia nuova sia per l’allungamento dei tempi della vita e sia perché il matrimonio è fondato sull’innamoramento. Dal punto di vista sociologico si può parlare, con Z.Bauman, di “amore liquido”. In questo contesto è importante riconoscere la relazione tra due soggetti come bene personale e sociale; detto in linguaggio psicologico, considerare il “noi” più importante dell’io e del tu. A questo proposito, Paola Bassani propone la lettura del dialogo tra Socrate e Diotima – che Luigi Ghia ha poi brevemente presentato e commentato – introducendo un concetto molto caro alla relatrice: la matematica della relazione dice “1 + 1 = 3”: la coppia come spazio di incontro non “mio”, non “tuo”., ma “nostro”, “terra di nessuno” dove si concepisce un progetto, un’idea, qualcosa che è “terzo” e che supera e trascende entrambe le individualità.

Su questa base ( che include la fondamentale distinzione tra ciò che è “mio” e ciò che è “tuo”, affrontare la realtà della propria esperienza emotiva e di quella del partner, condividere i racconti e le emozioni), si possono affrontare e risolvere le crisi e le delusioni di coppia.

In conclusione, Luigi Ghia ha sottolineato il significato della fedeltà come il fidarsi dell’altro e l’affidarsi all’altro creando così un legame d’amore.

 

Seconda relazione: “La Parola di Dio, sostegno nelle difficoltà della vita di coppia” (don Mariano Maggiotto, filosofo e teologo)(sintesi)

La parola di Dio sostegno nelle difficoltà della vita di coppia(testo integrale)

 


Mentre nel momento della preparazione rivolta ai fidanzati, la fede e la morale cristiana parlano un linguaggio che enfatizza, idealizza e trasfigura il matrimonio, al momento della prova viene spesso presentata una “morale dei casi” con un linguaggio povero di significati.

Il professor Maggiotto, partendo da questa considerazione, ha proposto un cammino di riflessione e di azione, un autentico “paradigma dell’esodo”, che vede il matrimonio alla prova del tempo, nel deserto, quando si sperimenta il tormento della prova. Per questo cammino ha presentato e commentato il brano di Deuteronomio 8, 1-4, proponendo cinque itinerari.

  1. Nei momenti di crisi riascoltare la promessa per rituffarsi nella meraviglia dell’inizio:
  2. fare memoria del cammino percorso (partenza, durata, rischi): momento difficile in quanto questa memoria può trasformarsi in risentimento;
  3. considerare che la prova è il modo con cui Dio educa il desiderio e la libertà dell’uomo e della donna;
  4. ricercare e riconoscere i beni necessari per il cammino (la “manna” del deserto)
  5. tenere sempre presente la “regola d’oro” sul cammino: “Non di solo pane vivrà l’uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio” (Mt 4,3-4).

E sarà questo un “cammino” ricco di beatitudine: “Il tuo vestito non ti si è logorato addosso e il tuo piede non si è gonfiato durante questi quarant’anni” (Dt 8,4).

 

Tavola rotonda: Il “nuovo” rito del matrimonio. (sintesi)

Tavola Rotonda sul “Il nuovo rito del Matrimonio” (testo integrale)

 

 

Coordinati da Carlo Beltramo, i tre relatori (don Gianni, direttore del Seminario di Cagliari, partecipante in rappresentanza del vescovo ausiliare di Cagliari impegnato fuori sede; padre Paolo Contini, Liturgista e Annamaria e Franco Quarta, presidenti nazionali del CPM italiano) hanno esaminato il “nuovo” rito secondo tre prospettive, quella educativa, quella liturgica e dei segni, quella di chi vive ogni giorno l’impegno della preparazione dei giovani al matrimonio cristiano.

 


Dal 31 agosto al 2 settembre 2007 si è svolta a Quartu S.Elena (Cagliari) la “Due Giorni Nazionale CPM”.