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II problema del divorzio o di un secondo matrimonio all'interno della Chiesa ha sempre provocato dibattiti accesi. Ampie discussioni c'erano anche al tempo di Gesù, ma Egli va diritto per la sua strada.Motivi per il divorzio!

Nel giudaismo al tempo di Gesù che un marito potesse ripudiare la moglie, e si badi bene: lui solo può farlo, non era oggetto di discussione. Il dibattito sorgeva sui motivi per cui un marito può e deve ripudiare. Il motivo andava ricercato nella donna!

C'erano due tendenze: la più severa che riteneva come motivo l'adulterio della donna e solo questo; la più liberale per cui il marito poteva ripudiare per qualsiasi motivo.

Era ragione sufficiente o pretesto il far bruciare la minestra! Ambedue fanno riferimento a Deuteronomio 24,1-4: la CEI traduce: "qualcosa di vergognoso"; altri: "qualcosa che gli è sgradito o di scandaloso " .Non sappiamo in concreto cosa sia questo scandaloso o sgradito.

Non mettendosi d'accordo, succedeva che al tempo di Gesù i matrimoni erano sciolti con grande facilità.

LA POSIZIONE INEQUIVOCABILE DI GESÙ':

Egli non fu l'unico a prendere posizione, ma è particolare la forza e la radicalità della sua posizione.

La leggiamo in Marco 10,9; Matteo 5, 32; Luca 16,18.

Risalendo alla fonte Q si può così ricostruire il detto: "chiunque ripudia la propria moglie, commette adulterio; e chi sposa una donna ripudiata dal marito, commette adulterio".

Anche Paolo in Prima Corinti 7,10-11 : "la moglie non si separi dal marito e qualora si separi rimanga senza sposarsi o si riconcili, e il marito non ripudi la moglie".

Da questa sequenza di detti o loghia emergono due dati chiari:

-Gesù prende posizione decisa contro il divorzio;

-le prime comunità e teologi hanno riflettuto e cercato di adattarle ai contesti culturali: questo spiega la differenza nella trasmissione delle parole di Gesù.

E ora una domanda: perché questa inesorabilità della posizione di Gesù? La sua rigidità non contrasta con l'amore perdonante di Dio?

CHI SI SPOSA SA DI AVER A CHE FARE CON DIO!

Ai farisei che lo mettevano alla prova perché si pronunciasse tra i due atteggiamenti, Gesù rimanda alla Genesi:" per la durezza del vostro cuore, Mosè ha scritto questa norma, ma all'inizio Dio li creò maschio e femmina...

I permessi, le eccezioni e le concessioni sono opera degli uomini perché vogliono giustificarsi davanti a Dio. Trattandosi di matrimonio è decisiva l'originaria e libera volontà divina all'inizio della creazione. Gesù, profeta, ridà valore all'intenzione originaria e pone l'uomo a diretto contatto con Dio che lo ha creato maschio e femmina perché siano una sola carne.

Gesù non formula un nuovo comandamento e rileva che le leggi oscurano sempre più la volontà divina, quasi a tenerla in pugno. Oltre la spaventosa fragilità dell'esistenza umana, Gesù vede l'iniziale volontà del Creatore per cui una persona che vive in un rapporto di fedeltà incrollabile, non da spazio all'idea del divorzio.

'E proprio tale amore, tale fedeltà che non danno margine alla possibilità del divorzio.

TUTTO QUESTO 'E POSSIBILE AGLI UOMINI?

Gesù non se lo chiede. Ma dimostra la sua convinzione che colui che si affida nella fede e totalmente al progetto iniziale, si potrà comportare in sintonia con tale intenzione divina!

Il matrimonio visto da Gesù ha a che fare con la sovranità divina, annunciata da Gesù come priorità del Regno. L'uomo vive la difficoltà di inseguire con affanno la richiesta divina.

Pur non riuscendo a raggiungere pienamente e a realizzare con facilità questi scopi, non possiamo né dobbiamo ridurre la portata del progetto originario, riannunciato da Gesù.

"Eccetto nel caso di fornicazione": quindi c'è un'eccezione?

Matteo ci tramanda per due volte il detto di Gesù con la clausola: "chiunque ripudia sua moglie, eccetto il caso di concubinato, la espone all'adulterio". Non si mette in dubbio che non è una clausola originaria, ma inserita in una comunità cristiana che pensava alla maniera giudaica.

Ma come comportarsi con un uomo la cui moglie si da alla prostituzione?

Per la concezione giudaica del tempo il marito era obbligato a ripudiarla: Per i cristiani, il matrimonio doveva essere meno santo dei loro correligionari ebrei?

Questo inserimento in Matteo prova che i cristiani non si limitavano a ripetere passivamente la parola, ma si confrontavano sintonizzando resistenza su quell'insegnamento. Anche in questo confronto, nulla può scuotere o mutare la Parola con quanto contiene di promessa, proposta, incoraggiamento ed esigenza concreta e impegnativa.

Mons. Floriano Vassalluzzo, Assistente Nazionale dei CPM italiani.