cookiesE' entrata in vigore (dal 2 giugno 2015) la legge italiana sui cookie che recepisce la direttiva del Parlamento europeo, relativa al trattamento dei dati personali e alla tutela della vita privata nel settore delle comunicazioni elettroniche.
Chiudendo questo banner, acconsenti all’uso dei cookie.

LogoBlu

Amoris Laetitia

Amoris Laetitia

Mappa

pdf buttonChiesa sacramento


Dal Concilio Vaticano II: “Cristo è la luce delle genti che, riflessa sul volto della Chiesa, deve illuminare tutti gli uomini annunziando il Vangelo a ogni creatura. La Chiesa è in Cristo come sacramento, cioè segno e strumento dell’intima unione con Dio e dell’unità di tutto il genere umano(cfr. LG 1).

A considerare la realtà ecclesiale, ciò che si vede a un primo sguardo è un insieme di persone legate tra loro dall’ascolto della stessa Parola di Dio, accomunati dalla vita liturgica, raccolti e guidati da capi non sempre riconosciuti.
La Chiesa rifulge spesso di testimonianza eroiche, di insegnamenti lucidi e coraggiosi, di impressionanti esempi di carità, di eccezionali manifestazioni di bellezza. Al tempo stesso, però, è segnata e deteriorata da grettezze, da miopie culturali, da litigiosità ricorrenti, cosicché l’occhio non esercitato a oltrepassare l’esteriorità non percepisce molta differenza nei confronti di altre eterogenee aggregazioni presenti e attive nella storia. E spesso, nelle vicende della storia, la Chiesa appare sconfitta.
All’indomani della Pentecoste, sono numerosi quelli che, toccati dall’annuncio evangelico, cominciano a radunarsi e a essere compaginati dalla fede in Gesù di Nazaret crocifisso e risorto, dalla speranza nella sua venuta, dal tentativo di vivere secondo la legge nuova della fraternità.
E’ una folla composita, piena di entusiasmo, ma non immune da malintesi e dissidi (cfr. At 6,1). Conosce impressionanti dimostrazioni di generosità (cfr. At 4,32-37), ma anche qualche caso di ipocrisia e di imbroglio (cfr. At 5,1-11). Il libro degli Atti degli Apostoli ci informa che i discepoli di Gesù godevano della simpatia popolare (cfr. At 2,47), ma sperimentavano anche la diffidenza e il malessere dell’isolamento (cfr. At 5,13). Soprattutto era un’umanità che sì aveva qualche giorno di
pace, ma più spesso era osteggiata e senza un’efficace difesa (cfr. At 8,1). I discepoli del “Signore della gloria” (cfr. 1Cor 2,8) sperimentano sia la mediocrità di qualche aspetto della loro vita, sia l’attacco frastornante e la persecuzione da parte di potenze ostili: ciò può rappresentare un’insidia alla loro fede e mettere in pericolo la loro perseveranza.
Ogni tanto, quindi, è necessario fermarsi per recuperare l’esatta nozione di Chiesa: popolo di Dio e corpo di Cristo, animati dallo Spirito Santo. Molte volte siamo vittime dell’infortunio dell’equivoco: si pensa di guardare la Chiesa, ma la nostra attenzione è fissata su quello che la Chiesa non è; si ripete la sfortuna di Giacobbe: alla luce dell’ultimo giorno magari ci accorgeremo che Elia dagli occhi smorti e non la bella Rachele è stato l’oggetto  delle nostre attenzioni (cfr. Gen 29,16-25).
Proviamo a delineare alcune linee che ci permettano di cogliere l’essenza stessa della Chiesa.

Il primo capitolo di “Lumen Gentium” si intitola “Il mistero della Chiesa”.
Allora la prima definizione della Chiesa è “La Chiesa è un mistero”.
Mistero è innanzi tutto il disegno di salvezza di Dio, tenuto nascosto e poi rivelato in Cristo: la Chiesa deve essere colta innanzi tutto nella prospettiva del piano di Dio di comunicare all’uomo lapropria vita, di predestinarlo ad un’intima unione con lui.Neppure il peccato riesce a rendere vano questo piano, ma diventa occasione di una più perfetta manifestazione dell’amore divino. Infatti, dopo di esso, Dio offre agli uomini la possibilità di stringere con lui un nuovo rapporto di amicizia, più intimo del primo. Poi in Gesù gli uomini sono resi figli adottivi di Dio, che dona loro la liberazione dal peccato e la partecipazione alla sua vita in modo sovrabbondante e irrevocabile.
E ciò avviene attraverso la Chiesa, il popolo che Dio si è preparato lungo i secoli, il corpo di cui i credenti sono le membra e Cristo è il capo e di cui lo Spirito Santo è il principio animatore. La Chiesa diventa dunque strumento di salvezza per tutti gli uomini, e ciò in modo certamente misterioso, ma assolutamente efficace. La scelta della Chiesa come mediatrice di salvezza è frutto di una libera decisione divina, pienamente gratuita; ma tale scelta appare anche perfettamente conforme alla natura sociale dell’uomo, il quale nasce, cresce, vive soltanto se in continuo contatto con gli altri. Questo è il misterioso disegno di salvezza disposto da Dio. Non è un semplice progetto, ma un piano efficace, capace cioè di realizzare la salvezza dell’uomo. Avviene qui quello che si verifica in ogni parola divina, che, secondo l’insegnamento biblico, non è mai pura espressione verbale, ma potente intervento di Dio.
Vista in questa prospettiva, la Chiesa appare quindi come il “luogo” dove si concentra l’azione di Dio a favore degli uomini, come una comunità che è, insieme, radicata nel passato, operante nel presente e protesa verso una perfezione che si attuerà solo alla fine dei tempi. In quanto realizzazione nel tempo del “piano di salvezza nascosta dai secoli nella mente di Dio” (Ef 3,9), la Chiesa è dunque “una realtà misteriosa”, è “sacramento” (segno e strumento) di salvezza.
La Chiesa è una realtà misteriosa perché è inserita intimamente nel disegno salvifico di Dio. Per volere divino infatti partecipa al mistero di Cristo, è sposa di lui, è il suo corpo. La Chiesa è realtà misteriosa perché è la realizzazione più perfetta della presenza di Cristo nella storia: è proprio a questo titolo che può annunziare e dispensare la salvezza.
Noi tutti spesso assomigliamo ai due discepoli di Emmaus: siamo un po’ curvi, piegati, ripiegati sulle vicende quotidiane o sulla realtà sociale che ci circonda e che talora ci pesa, ci rattrista, ci preoccupa. La stessa realtà di Chiesa, se la guardiamo con occhio troppo analitico, ipnotizzati dall’uno o dall’altro aspetto, ci può creare quel senso di pesantezza, di incapacità a cogliere l’intero disegno di Dio che caratterizzava i discepoli di Emmaus proprio mentre camminavano avendo al loro fianco il Signore risorto. Avevano il “tutto” della salvezza, avevano la chiave della storia e invece si accanivano a deplorare le cose accadute, come se fossero sconnesse, senza significato e non facenti parte di un disegno. La persona viva di Gesù, che camminava con loro, con la sua parola e l’amabilità della sua presenza, gradualmente li ha ricondotti a cogliere con stupore e poi con entusiasmo la ricchezza del disegno nel quale la vita e la morte di Gesù sono state inserite.

La chiesa è il popolo di Dio.
“Piacque a Dio di santificare e salvare gli uomini non individualmente e senza alcun legame tra loro, ma volle costituire di loro un popolo, che lo riconoscesse nella verità e santamente lo servisse” (LG 9). Dio si è scelto il popolo di Israele e ha stabilito con lui un’alleanza, formandolo progressivamente con la manifestazione di se stesso e dei suoi disegni nella sua storia. Tutto questo però è avvenuto in preparazione e in figura di quella nuova e perfetta alleanza che doveva concludersi in Cristo e nel suo sangue, e di quella più piena rivelazione che doveva essere trasmessa dal Verbo stesso di Dio fattosi uomo.
La Chiesa  è il nuovo popolo che Dio si sceglie, di cui fanno parte tutti i credenti, indipendentemente dalla loro razza e che appartiene a Dio come sua proprietà. Legato a Dio da un’alleanza che si fonda sul sangue di Cristo, questo nuovo Israele è un popolo di sacerdoti, che lodano Dio ed offrono se stessi come vittima immacolata; insieme è un popolo di profeti, che
testimoniano la loro fede in Cristo e sono dotati di numerosi carismi dati per un vantaggio comune.
Questo popolo ha per capo Cristo, per condizione la dignità e la libertà dei figli di Dio, per legge il nuovo comandamento di amare come lo stesso Cristo ci ha amati, per fine il regno di Dio che arriverà al suo compimento al ritorno glorioso di Cristo. Questo popolo messianico, pur non comprendendo di fatto tutti gli uomini e apparendo talora come un piccolo gregge, costituisce per tutta l’umanità un germe validissimo di unità, di speranza  e di salvezza. Costituito da Cristo in una
comunione di vita, di carità e di verità, è pure da lui preso per essere strumento della redenzione di tutti e, quale luce del mondo e sale della terra, è inviato a tutto il mondo.
La Chiesa, popolo di Dio, è missionaria e cattolica: ha il compito di portare la salvezza a tutti i popoli, di qualsiasi tempo e latitudine. E’ aperto a ogni credente, perché è in grado di offrire una salvezza adatta a tutti, che non mortifica nulla di ciò che ogni cultura possiede di valido. Per sua natura la Chiesa non può dunque tollerare i particolarismi, ma è spalancata al pluralismo: essa si oppone solo a ciò che è incompatibile con il piano di Dio.
L’immagine del popolo di Dio offre notevoli pregi: colloca la Chiesa nel quadro storico-salvifico in continuità con Israele, ne mette in evidenza la dimensione umana, spiega bene l’uguaglianza della dignità fondamentale di tutti i fedeli. Essa però presenta anche dei limiti: privilegiando la funzione messianica di Gesù rispetto alla identità divina, la nozione di popolo di Dio rischia di lasciare in ombra la novità assoluta della Chiesa,cioè la sua dimensione cristologica e pneumatologica.

La Chiesa è il corpo di Cristo.
Si trovano in San Paolo i fondamenti scritturistici di questa definizione. La Chiesa è “corpo” in quanto i credenti costituiscono un unico organismo. Questo è visibile, indiviso, variamente strutturato, dotato di potenti mezzi di santificazione. Tra il Cristo glorioso e la Chiesa c’è intima unione. Per spiegarne la natura sono da evitare due estremi: da un lato, concepire questo corpo in modo che i credenti, perdendo la loro individualità, costituiscano con Cristo una sola persona fisica; dall’altro, considerando come una persona puramente morale i cui membri sono legati solamente da amore, obbedienza, rapporti giuridici.
Il vincolo che unisce i cristiani a Cristo, le membra al capo, è la stessa vita di Gesù, perciò i credenti sono “in Cristo”, si identificano con lui, sono incorporati in lui. Questa vita è dono dello Spirito Santo che dà unità a tutto il corpo. Questa unione è visibile nella sua realizzazione, che è il corpo sociale della Chiesa. Di conseguenza non è possibile distinguere una Chiesa spirituale, carismatica, della carità, ed una Chiesa istituzionale, gerarchica, giuridica, e ancor meno si possono contrapporre.
C’è un’unica Chiesa che compone in sé (senza eliminare ogni tensione) questi diversi aspetti: in essi c’è un duplice elemento, umano e divino, analogicamente a quanto si verifica nel mistero del Verbo incarnato.
Le conseguenze di questa definizione sono molteplici:
- di tipo mistico: esiste una vitale congiunzione tra Cristo e i cristiani, essi non possono non dipendere da Cristo;
- di tipo sacramentale: la Chiesa è sacramento di Cristo, è la presenza e l’azione di Cristo nel mondo;
- di tipo strutturale: la Chiesa è un’entità articolata in una estrema diversità di funzioni e di carismi e articolata in presenze di tipo diverso (gerarchia, laici, religiosi);
- di tipo parenetico (esortativo): la molteplicità delle membra deve “cospirare” ordinatamente alla vita dell’unico organismo;
- di tipo missionario: la Chiesa rappresenta il fronte visibile e avanzante della signoria di Cristo sugli uomini e sul cosmo.

La Chiesa è la sposa di Cristo.
Tra il Redentore e l’umanità redenta c’è una ineffabile reciprocità, sia pure diseguale: reciprocità di conoscenza, di affetto, di donazione interiore, di totale offerta di sé; l’amore della Sposa nasce dalla bellezza dello Sposo, mentre l’amore dello Sposo crea e alimenta instancabilmente la bellezza della Sposa.
L’immagine “nuziale” pone l’accento sulla dualità, ma non esclude, anzi suppone anche concettualmente l’unificazione, dal momento che una sposa non è neppure pensabile come sposa, se non coinvolgendo e includendo nella sua comprensione l’esistenza di uno sposo.
L’immagine “corporea” pone invece l’accento sulla unità, ma, distinguendo nozionalmente un capo” da un “corpo”, allude implicitamente a una dualità, sia pure oltrepassata dalla connessione.

La Chiesa è madre dei credenti.
La Chiesa genera i credenti alla fede, li nutre, li educa e li custodisce dai pericoli che ne minacciano l’unità:
- la discordia tra i cristiani: occorre accogliersi con amore, magari sopportandosi e perdonandosi con amore, con pazienza e perseveranza;
- la necessaria divisione dei ministeri: essa può lacerare una comunità, creando contrapposizioni e divisioni;
- le dottrine eretiche: esse sballottano i credenti che possono perdere l’orientamento come un fanciullo in balia delle onde.
Pensando alla Chiesa come madre, ci accorgiamo che siamo una comunità di fratelli tutti eguali fra loro nella dignità, che condividono, accolgono le diversità, fanno dono di sé. Sono fratelli che si sentono figli di uno stesso Padre e di una stessa madre, che si fidano e si affidano facendo esperienza della Provvidenza, che riconoscono che tutto è dono gratuito di Dio, che vivendo il senso del “grazie” (la gratitudine) sono spinti al dono di sé. Questi fratelli sono uniti nella libertà dell’amore e rifiutano l’egoismo che genera schiavitù, hanno la disponibilità piena a cambiare i programmi e le abitudini, a dare la vita per i fratelli, nessuno escluso.

Concludiamo citando San Cipriano:
- non può avere Dio come Padre chi non ha la Chiesa come madre,
- al di fuori della Chiesa non c’è salvezza (extra ecclesiam nulla salus).

I giovani, la fede e il discernimento vocazionale.

giovani francesco

Webinar AL per sacerdoti e seminaristi

25° Anniversario della morte di Don Tonino Bello

 

molfetta porto

 

.Buco nero: Attirerò tutti a Me.

Puoi IMPARARE solo se ASCOLTI

Festival dell’economia civile Firenze 29-31 marzo 2019: presentazione

Il metodo CPM
1. Vedere
sforzarsi di prendere coscienza e di capire le proprie situazioni e atteggiamenti di vita, la qualità della relazione di coppia, i comportamenti della comunità ecclesiale e sociale e le maggiori problematiche odierne.
2. Giudicare
approfondire, conoscere e lasciarsi interpellare dalla Parola di Dio, ricordando che la Parola è Persona e Gesù stesso è Parola incarnata; confrontarsi dunque con Gesù vero interlocutore per poter entrare in intimità e vero dialogo con il coniuge e con gli altri, oltre che per leggere la nostra vita e le varie problematiche in esame con una visione di fede.
3. Agire
cercare di tradurre, con l'aiuto dello Spirito Santo, nella propria vita le acquisizioni maturate, contando anche sulla solidarietà delle altre coppie e del Consigliere spirituale.

L'accoglienza come stile di vita.

I sette punti di PAUL DERKINDEREN. L'Autore, sacerdote, teologo, psicologo, ha rappresentato per molti anni il Belgio in seno al bureau della Federazione Internazionale dei CPM;ne è stato l'Assistente.

Un cammino insieme verso il matrimonio



Il Vangelo dell’amore tra coscienza e norma

simposio

Sabato 11 novembre si è tenuto il III Simposio Amoris Laetitia aperto dal saluto del Santo Padre; è intervenuto il Presidente della CEI S.Em Card Gualtiero Bassetti, il direttore dell'Ufficio don Paolo Gentili e sono seguite le relazioni del prof. Mons. Giuseppe Lorizio e prof. Mons. Manuel Jesus Arroba Conde.

Commenti al Vangelo della domenica di Paolo don Squizzato

CommentoalVangelo2

Padre Nostro

Credo di Don MIchele Do

Credo in un solo Dio che é Padre, fonte sorgiva di ogni vita, di ogni bellezza, di ogni bontà. Da lui vengono e a lui ascendono tutte le cose. Credo in Gesù Cristo, figlio di Dio e figlio dell'uomo. Immagine visibile e trasparente dell'invisibile volto di Dio; immagine alta e pura del volto dell'uomo, così come lo ha sognato il cuore di Dio. Credo nello Spirito santo che vive e opera nelle profondità del nostro cuore per trasformarci tutti a immagine di Cristo. Credo che da questa fede fluiscono le realtà più essenziali e irrinunciabili della nostra vita: la Comunione dei santi e delle cose sante, che é la vera Chiesa; la buona novella del perdono die peccati, la fede nella Resurrezione che ci dona la speranza che nulla va perduto della nostra vita, nessun frammento di bontà e di bellezza, nessun sacrificio per quanto nascosto e ignorato nessuna lacrima e nessuna amicizia. Amen.

Corso di Formazione Permanente in Pastorale Familiare per Sacerdoti (9 ottobre - 29 novembre 2018)

"Per quanto riguarda i corsi o gli itinerari di preparazione al matrimonio, essi rientrino nel progetto educativo di ogni Chiesa particolare ed assumano sempre più la caratteristica di itinerari educativi. A tale scopo ci si preoccupi perché possibilmente ogni comunità parrocchiale sia in grado di offrire questi itinerari di fede innanzi tutto ai propri fidanzati.


Fidanzamento: tempo di crescita, di responsabilità e di grazia

 

Il libro è un originale studio teologico che presenta, per la prima volta in modo organico, la visione cristiana della corporeità.

La Parola e uno stile di vita

La grande bellezza

Un breve sussidio, che tutti possono utilizzare (coppie di fidanzati, di sposi,famiglie), in cui ogni capitolo viene presentato secondo uno schema di 7 verbi: conoscere, gustare, fissare lo sguardo, riflettere, ammirare, approfondire (suggerimenti per la visione di un film, per l'ascolto di un brano musicale, per la lettura di un testo..) pregare.