Anno 2025 - Osare la pace.
Non c’è pace senza giustizia. Non c’è giustizia senza perdono
Editoriale di Luigi Ghia
Prendendo lo spunto dal messaggio di papa Giovanni Paolo II per la XXXV Giornata della pace, l’Editoriale vuole mettere in evidenza il legame inscindibile tra pace e giustizia e tra giustizia e perdono: un legame confermato da alcuni esempi significativi.
Non solo Santippe
di Manuela Valle
Platone, ne La Repubblica, parla della Kallipolis, la «bella città » e del ruolo delle donne in essa. Il filosofo greco riconosce che donne e uomini hanno una natura diversa, ma questo non ha alcuna rilevanza quando si tratta di governare. Tale fatto, tuttavia, ha un costo: l’eliminazione della famiglia nelle forme organizzative conosciute. La studiosa di filosofia antica, nostra collaboratrice, mette qui in evidenza come, dopo 2400 anni, le prospettive siano cambiate – o stiano cambiando – a condizione però che la donna sia, sì, anche Santippe, la moglie di Socrate, ma non solo Santippe.
Quattro ingredienti per la pace nella societÃ
di Dino Barberis
Il nostro direttore responsabile, in prospettiva sociologica, esamina quattro tradizioni della sociologia classica per estrarre da esse altrettanti elementi atti a garantire la pace nella società : la democrazia, per prevenire il conflitto sociale; una buona relazione interpersonale tra gli attori sociali; la sussidiarietà (sulla quale insiste anche la dottrina sociale della Chiesa) come antidoto alle carenze statali nell’arginare l’ingiustizia delle leggi e i conflitti tra pubblico e privato; e infine il recupero dei significati connessi ai fenomeni sociali. Per creare un’opinione pubblica sensibile alla pace e alla giustizia.
Hate Speach. Messaggi di odio in rete
di Milena Santerini
Uno spettro s’aggira nella rete: l’odio. Razzismo, xenofobia, antisemitismo, la misoginia che porta alle diseguaglianze di genere, sono tutti elementi che pare abbiamo trovato nel Web il loro habitat ideale. Per contrastarli serve una profonda opera educativa, ma anche un forte impegno politico.
Tecnologia e progresso oltre il «pensiero magico»
di Francesco Ghia
A una qualità tecnica incomparabilmente migliore rispetto a un recente passato, corrisponde una qualità di scrittura degradata da un punto di vista grammaticale, lessicale e sintattico. Lo stesso vale per la musica, ma è applicabile anche ad altri campi. Occorre rivalutare la cultura soggettiva sulla quale oggi prevale la cultura oggettiva. Solo la cultura soggettiva, cioè il grado di istruzione deisingoli individui, può produrre un sapere e, in base ad esso, consentire di pensare e progettare un futuro.
Il lupo e l’agnello vivranno insieme e in pace
di Raymond Huesghens
Fermo restando che la pace non è un sogno, ma un cammino prezioso e impegnativo, un cammino interiore perché la pace incomincia nel nostro cuore, père Raymond, indimenticato Consigliere spirituale della FICPM, indica una serie di impegni concreti perché, attraverso la nostra azione, possa finalmente albeggiare la pace.
Violenza e ingiustizia. Il dominio del Maligno nel mondo
di Carlo Miglietta
I Vangeli sono molto sobrii sul tema dei demoni, che vengono presentati come il modo in cui ci si sottomette al male fisico e morale. I demoni sono anche presentati come entità personali, come tentatori e divisori. Responsabili di ingiustizia e di violenza. Ma Gesù, il suo Vangelo, la sua risurrezione sono più forti della potenza del malum mundi, il male del mondo.
La cura
di Giorgio Ghia
Il nostro redattore, attivamente impegnato nella Caritas astigiana, fa il punto su tre aspetti della cura: la cura degli anziani, delle persone fragili e del creato. L’atteggiamento di cura, infatti, non riguarda soltanto le persone, ma si estende anche all’ambiente, sempre più devastato.
La povertà delle famiglie
di Silvana e Luca Molinero
Le famiglie, nel nostro Paese – ed è sotto gli occhi di tutti – si stanno impoverendo in modo costante e preoccupante. Abbiamo chiesto ai nostri redattori, impegnati in attività sociali, una ricognizione puntuale su questo problema, causa e al contempo «luogo» di palesi ingiustizie. L’articolo è corredato di una Revisione di Vita a cura del Segretariato CPM di Genova.
Evangelizzare la pace nella societÃ
di Stefano Zerbini
La pace si fa, non si dice, e per farla occorrono interventi educativi e strutturali per renderla operativa. È assolutamente necessario e urgente instaurare una cultura della pace, ma occorre riconoscere che questo, oggi, è particolarmente problematico. Le strade per raggiungere questo obiettivo sono molte, e tutte impervie. Il nostro redattore ne indica tre: riconvertirsi alla nonviolenza; costruire la pace sociale; difendere la democrazia, che mai è stata così violata come in questo periodo storico in cui dominano governanti sen
Dossier: Periferie
IN QUESTO NUMERO
La pace nella scuola di oggi.
Editoriale di Luigi Ghia
Per osare la pace nella scuola di oggi servono alcune precondizioni.
Prima di tutto occorre prendere atto delle difficoltà in cui si muove la relazione educativa a tutti i livelli. Esiste ancora il «demone» dell’educazione in un contesto di grandi fatiche per la famiglia? Occorre poi valutare la perdita progressiva dei riferimenti valoriali e, inoltre, ripensare la funzione democratica della scuola oggi spesso asservita a interessi di parte. Ma, soprattutto, considerare la scuola luogo di educazione e di cultura nei confronti di persone vive, non sacchi da riempire di nozionismi.
Radici femminili di una pedagogia della nonviolenza.
di Anna Granata
L’educazione alla nonviolenza (termine scritto gandhianamente senza trattino) non ha solo radici maschili, ma anche – forse soprattutto – femminili. L’Autrice, pedagogista presso l’Università di Milano-Bicocca, porta come esempio la figura di Vera Barclay, educatrice scout alla quale il fondatore dello scautismo, Baden Powell, aveva affidato la direzione della neonata Branca Lupetti. Questa educatrice è soprattutto da ricordare per la smilitarizzazione dell’esperienza scout e per i metodi educativi nonviolenti.
Costruire la pace a scuola
di Angela Dessimone
Costruire la pace a scuola non è un optional, ma è un compito educativo fondamentale. L’Autrice, già dirigente scolastico, ne traccia la storia e gli obiettivi e, pur non nascondendo le difficoltà , delinea le responsabilità degli insegnanti e dei dirigenti che, oltre a risolvere i conflitti, devono impegnarsi a creare occasioni di pace.
La lettura letteraria educa alle emozioni
di Lucia Rodler
Si tratta di un’esperienza insostituibile: leggere ad alta voce in gruppo, con la guida di un soggetto competente, privilegiando le biografie e comunicando comunitariamente le emozioni che la lettura suscita. Alcuni esempi concreti di questa buona pratica.
Adolescenti oggi
di Silvana Becchio
Gli adolescenti sono soggetti di cui tutti parlano molto, ma con i quali si parla poco. Eppure è proprio quanto essi desiderano: essere confermati, ascoltati, aiutati. È quanto emerge da una serie di ricerche che l’Autrice assume come base per la stesura dell’articolo.
«Accogliete chi è debole nella fede»
di Valerio Bersano
Prendendo lo spunto dall’invito di Paolo nella Lettera ai Romani (14,1), l’Autore, attraverso un’attenta esegesi del testo paolino, applica la proposta di accoglienza reciproca alla realtà della scuola, nella quale sempre più spesso si originano conflitti sia personali che sociali, per realizzare percorsi di riconciliazione e di fraternità .
Mosè l’educatore che contempla da lontano
di Guido Ghia
Mosè è una figura significativa della Bibbia. Esodo vivente egli stesso, nato da ceppo ebraico, educato nella cultura egiziana, marito di una donna non israelitica, ha realizzato l’esodo del suo popolo verso la terra promessa, educandolo e traghettandolo oltre la schiavitù, senza tuttavia entrare nella terra che Dio aveva promesso, e osservandone da lontano l’ingresso. Modello per ogni educatore degno del nome.
La tenacia e la determinazione
di Annamaria e Franco Quarta
I due termini – tenacia e determinazione – che gli Autori propongono come percorsi valoriali educativi, vengono citati in modo assai generico nel vocabolario italiano. E tuttavia essi rappresentano una proposta
educativa fondamentale per le giovani generazioni, spesso tentate di abbandonare, per mancanza di fiducia o delusi, i progetti intrapresi.
L’educazione che rende umani
di Daniela Grassi
Basta aprire un qualsiasi quotidiano o assistere a un telegiornale per accorgersi quanto l’umano oggi venga tradito, schernito, irriso. I pilastri fondamentali dell’etica vengono abbattuti, la distanza tra vero e falso non più riconosciuta, l’io virtuale delle persone è molto più forte del loro io reale. In questo frangente tragico è bene ricercare esempi virtuosi: è quanto propone l’Autrice presentando tre esempi Il banchetto dei poverisignificativi, ripresi dalla «Revisione di vita» proposta dal Segretariato CPM di Genova.
di Luigi Ghia
Risuoneranno i miei inni in mezzo a una gran folla, i poveri prepareranno un banchetto, il nostro popolo celebrerà una gran festa,il popolo nuovo che sta per nascere. In quale comunità ci troviamo inseriti? La comunità non è fatta di persone perfette, è fatta di «poveri» (indipendentemente dal ceto sociale di appartenenza) che la domenica si ritrovano (sempre più raramente e sempre più scarsi), non per dovere, percorrendo forse faticosamente un tratto di strada (ma non sempre è bene palesare le proprie fatiche, per non farle pesare su quelle altrui), per gridare il loro Kyrie elèison, Signore, abbi pietà di questa povera umanità .
Eucaristia. Dire grazie
di Stefano Zerbini
Da tempo la nostra rivista sta affrontando (e continuerà a farlo) il «nodo» dell’Eucaristia domenicale, oggi sempre meno frequentata in quanto non se ne riesce a cogliere l’incidenza reale nella nostra vita quotidiana. Eppure essa deve diventare il luogo in cui l’assemblea, fatta di persone che mettono in comune la loro umanità , le loro fatiche e le loro aspirazioni, dice grazie a Dio e vive in spirito di ringraziamento, aprendo il cuore all’accoglienza degli innumerevoli doni di Dio. Tutta l’assemblea, non solo il celebrante…
Dossier: Maestri di pace.
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IN QUESTO NUMERO
Osare la pace nella Chiesa
Editoriale di Luigi Ghia 
Per osare la pace nella Chiesa occorre ripensare la sua missione per non cadere in una sorta di timidezza ecclesiale. Il sempre più imponente distacco dalla frequenza da parte di donne e di uomini richiede oggi un serio ripensamento, in chiave di pastoralità , di alcuni nodi problematici ancora irrisolti: l’uguaglianza tra donne e uomini nella Chiesa, il clericalismo, il rapporto tra principio gerarchico e principio sinodale.
La questione femminile tra diritti e concessioni
di Paola Lazzarini
Come già dicevamo nel primo numero di questa annata, il «Tema dell’anno» del 2025, con il quale proponiamo un piano di formazione, è la questione femminile, soprattutto nella Chiesa. Nell’articolo proposto, Paola Lazzarini, sociologa, giornalista e formatrice, affronta, con accenti appassionati, il tema del superamento di una cultura patriarcale che relega la donna, anche nella Chiesa, in una posizione di sudditanza nei confronti del potere maschile.
Osare la pace nella Chiesa
di ✠Marco Prastaro
Il vescovo di Asti, riconoscendo che nella Chiesa non sempre esiste la pace, afferma che occorre abbandonare la logica mondana per seguire senza tentennamenti il messaggio del Vangelo. Molte sono le tentazioni che allontanano da questo orizzonte: possono essere superate guardando avanti e non più indietro, ma soprattutto facendo sempre la verità nella carità .
La gestione del confl itto nell’infanzia
di Giulia Baglione
La gestione dei conflitti a livello infantile può rappresentare un esercizio utile e un modello prezioso per gestire efficacemente i conflitti in età adulta. La nostra collaboratrice, pedagogista, ne analizza le caratteristiche, gli esiti e le prospettive.
Dare un senso alla nostra finitudine
di ✠Erio Castellucci
«Finitudine» è una parola poco usata e soprattutto poco frequentata in un tempo segnato da ben noti deliri di onnipotenza. E tuttavia è una realtà della quale occorre tener conto, accettandola e cogliendo le opportunità che questa condizione ci offre.
Vi perseguiteranno
di Bruno Moriconi OCD
Il Consigliere spirituale dei CPM italiani affronta, in questo articolo, il tema della persecuzione partendo dal brano evangelico di Matteo 10 in cui Gesù proclama «beati» i perseguitati. Una beatitudine che nella storia ha trovato e trova conferme ripetute e continue nei confronti dei cristiani e delle Chiese, che si avviano ad assumere caratteristiche catacombali.
Il perdono
di Milena Mariani
Il tema del perdono è centrale nell’evangelo di Gesù. Ne occupa il cuore. Perché il cuore del Padre è buono e misericordioso: Egli attende sempre il ritorno del figlio che si è smarrito. Anche perché pubblicani e prostitute sono più disposti nei confronti del Dio di misericordia, di quanto lo siano le persone certe ed orgogliose della propria rettitudine.
L’ascolto coraggioso
di Giovanni Scalera
Esempi anche recenti di miliardari capi di Stato, che vogliono imporre il loro potere senza discutere, ci confermano nella convinzione che la tendenza ad ascoltare gli altri è sempre meno diffusa. L’ascolto è certamente faticoso: occorre un’educazione ad esso e un’educazione tout court, ma è in grado di creare empatia, dote spesso sconosciuta.
Educare all’affettivitÃ
di Giuliana e Giacomo Mussino
Quattro sono i pilastri dell’educazione: imparare a conoscere, imparare a fare, imparare a vivere insieme, imparare ad essere. Questi concetti chiave possono essere applicati per l’arte difficile dell’educazione all’affettività , che parte proprio dall’educarci ed educare alle relazioni e all’accoglienza reciproca e si avvale di alcuni strumenti, la «cassetta degli attrezzi», esposti dagli Autori con grande competenza e ripresi dalla «Revisione di vita» proposta dal Segretariato CPM di Genova.
Evangelizzare la pace nella Chiesa
di Stefano Zerbini
La pace – lo «shalom» – va evangelizzata, cioè annunziata costantemente come «buona notizia». Per evangelizzare la pace, la Chiesa deve essere «shalom» dentro per poter essere «shalom» fuori. Spesso però, come ci insegna la storia, la Chiesa rischia di non essere operatrice di pace. Oggi però abbiamo un Papa di pace per una Chiesa da rappacificare, con un programma audace che l’Autore ci indica, ricordandoci altresì quanto affermava don Primo Mazzolari: «Il cristiano è un uomo di pace, non un uomo in pace».
Dossier: Teologia della pace Teologia per la pace.
IN QUESTO NUMERO
Uscire dal sistema di guerra
Editoriale di Luigi Ghia 
Non basta volere la pace. Sognarla. Occorre «osarla». Rivedendo, sotto tutti i piani, da quello politico a quello teologico, il concetto di «guerra giusta». Perché, come dice papa Francesco, non esistono guerre giuste. Per uscire dal sistema di guerra, oggi dilagante, dobbiamo urgentemente imparare la profezia.
Per un rapporto paritario
di Paola Lazzarini
Il «Tema dell’anno» del 2025, con il quale proponiamo un piano di formazione, è la questione femminile, soprattutto nella Chiesa. Abbiamo chiesto a Paola Lazzarini, sociologa, di affrontare in due articoli, in questo numero e nel prossimo, lo status quaestionis. Le donne vivono oggi una strana condizione: da un
lato vengono idealizzate, dall’altro emarginate. Il riconoscimento del loro ruolo paritario a quello maschile nella Chiesa è ancora molto lontano. È indispensabile una conversione. Lo diciamo senza polemiche, ma anche con determinazione.
Osare la pace in famiglia
di Guido Ghia
Il conflitto non esiste solo a livello politico e militare: esiste anche nei vari contesti di vita e in particolare nella famiglia: tra i coniugi, tra genitori e figli, tra parenti. Serve dunque un’educazione alla pace. Ma per educare alla pace in famiglia occorre educare a gestire efficacemente i conflitti evitandone la portata distruttiva. E tuttavia gestire i conflitti non è ancora sufficiente: la famiglia deve diventare un’autentica scuola di pace. Per la società e per la Chiesa.
Culture matriarcali, culture patriarcali
di Luigi Ghia
Lo studio dell’antropologo e giurista svizzero Johann Jakob Bachofen, Das Mutterrecht, nel 1861, ha messo le ali al movimento femminista mondiale. Ma ben presto ci si accorse, con un più attento esame delle fonti, che il potere delle donne aveva un’incidenza assai relativa e comunque significativo solo all’interno
della famiglia, mentre il potere maschile restava dominante nell’ambito sociale e politico.
Famiglie fragili
di Valeria e Tony Piccin
Gli Autori presentano un quadro a tutto campo della fragilità familiare, analizzata da un punto di vista antropologico, sociologico e psicologico, per concludere che la fragilità della famiglia è oggi accentuata dalla crisi della famiglia tradizionale, dai problemi occupazionali, da un forte egocentrismo dei soggetti e da un consumismo esasperato.
«Non litigate durante il viaggio» (cfr. Gen 45,24)
di Paolo Mirabella
In un contesto di odio e di violenza, è utile rileggere il brano di Genesi 45,24 e riscoprire la figura di Giuseppe, che sceglie di fare pace con i suoi fratelli e li invita a «non litigare durante il viaggio...».
L’etica della pace
di Francesco Ghia
La corsa agli armamenti non cessa mai. Il bilancio della vendita di armi è sempre attivo; le fabbriche d’armi non conoscono la Cassa Integrazione Guadagni. Non c’è un partito, in Italia, di qualsiasi colore politico, che denunci lo scandalo intollerabile dello storno di ricchezze a favore degli armamenti; ricchezze che potrebbero risolvere problemi di povertà e di salute. Non è questa l’etica della pace.
La gentilezza
di Monica Maddalena Goisis
Il 13 novembre di ogni anno si celebra la Giornata della gentilezza. Un atteggiamento che sembra, purtroppo, passato di moda. La gentilezza è una qualità , un modo di porsi e di presentarsi; si è gentili, però, non solo per il comportamento formale che osserviamo nei confronti degli altri, ma quando, attraverso uno sforzo di autoformazione, cerchiamo di raggiungere scopi «buoni».
Condividere il tempo
di Paola e Valter Mantelli
Il tempo per ciascuno di noi ha un’importanza fondamentale; la scansione del tempo caratterizza la nostra vita. Spesso abbiamo l’impressione di non avere il tempo di fare ciò che invece vorremmo fare. Manca il tempo, le giornate si susseguono affannate, in una corsa che non finisce mai...Ma forse dobbiamo sforzarci di dare valore al tempo e, soprattutto, di non appropriarcene, dedicando parte del nostro tempo agli altri. Il tempo condiviso… si moltiplica.
Evangelizzare la pace in famiglia
di Stefano Zerbini
Per evangelizzare la pace in famiglia, occorre preliminarmente che la famiglia sia luogo stabile di nonviolenza. Perché sia tale occorre coltivare alcuni atteggiamenti di base: la compassione, la mitezza, la fraternità e il dialogo, la giustizia e l’amore.
Dossier: Un popolo nuovo
