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Il pastore bello

Editoriale

Nella versione greca dell’Evangelo, il pastore – definito nella traduzione italiana con l’aggettivo “buono” – è in realtà “bello”.Si tratta del riconoscimento massimo per una persona, e Gesù in effetti è, come ricorda Benedetto XVI, il pastoreche ci segue tra le spine e i deserti della vita, e per noi egli stesso è la vita. La porta per entrare nel Regno,luogo di incontro di tutti i poveri e gli affaticati.

Il salmo del pastore

di Marino Gobbin

L’uomo e la donna di oggi sono alla ricerca di sicurezza, di una di guida. Umiliati e senza speranza, cercano un luogo sicuro per trovare un senso all’esistere. Con grande attenzione esegetica e con sensibilità pastorale,don Marino ci guida alla conoscenza del salmo 22 (23), il salmo del pastore, una preghiera la cui attenta lettura e meditazione può rivestire una funzione terapeutica.

Amore e amicizia

di Maria Poletto

L’amore e l’amicizia sono sentimenti che fanno parte delle nostrerelazioni più profonde, sentimenti così intensi da apparire indicibili con parole umane. Eppure oggi sono parole abusate, banalizzate, tradite. Vanno riscoperte nella loro pregnanza più significativa perché possano mettere radici nella profondità del cuore.

C’è qualcuno che comanda qui?

di Giovanni Scalera

Partendo da un’esperienza vissuta, il nostro redattore prende in considerazione il rapporto esistente tra autoritàe comando, tra obbedienza e sottomissione. Il contesto attuale non ci aiuta certo a vivere in modo correttoquesterelazioni, soprattutto a causa dei pessimi esempi offerti da coloro che detengono il potere: un vero insulto alla dignità umana.

La follia di Gesù

di Gabriella Del Signore

Qual è il disegno ultimo del Regno di Dio? Come ricorda l’evangelista Giovanni nel brano di Nicodemo, è quello di rinascere, dall’alto, non dalla carne, un nascere nuovo. Una rinascita che rappresenta per tutti un dono di Gesù, il pastore bello.

Quando il pastore è estraneo

di Stefano Zerbini

Il concetto di estraneità non si gioca sulla dinamica “presenza-assenza, ma sulla base della visione sponsale della propria vocazione. Questo a tutti i livelli, e dunque anche sul piano dell’impegno pastorale. Un pastore si fa estraneo quando divorzia dalla sua comunità, quando diventa un separato in casa. Il pastore che ama la sua comunità, che non è estraneo ad essa, non si allontana, vi si immerge. La fa crescere.

La vigilanza

di Valeria e Tony Piccin

Qual è il significato profondo della parola “vigilare”? In un mondoaddormentato, disattento, non reattivo, la virtùdella vigilanza implica, dicono gli Autori, l’esserci e l’esserci come profeti, con i piedi ben saldi sul presente, ma sempre attenti al futuro e alla responsabilità che assumono le nostre scelte. Forse non tutti riescono ad essere vigilanti, ma la parola di Dio non cessa di raccomandare questa virtù.

La sindrome di Peter Pan

di Antonia Fantini

Una delle condizioni più frequenti dei nostri giorni è la paura di crescere, la sindrome di Peter Pan, appunto.Sintomo di immaturità, di mancanza di fermezza e di flessibilità, paura di compromettersi. Una sindrome presente in molti genitori ed educatori, che impedisce a chi è affidato alla loro responsabilità educativa di diventare adulto,dotato cioè di autonomia e responsabilità.

Possibile… ma anche lecito?

di Paolo Mirabella

La scienza e la tecnica oggi fanno passare il seguente messaggio: se una cosa è possibile, essa è di fatto anche lecita. Ma se da un lato occorre riconoscere che in realtà non tutto è possibile, e riscoprire dunque il sensodel limite, dall’altro lato occorre inserire questo limite nella riflessione etica, partendo dal presupposto fondamentaleche di fronte alle molteplici possibilità che ci vengono offerte dalla vita, la nostra libertà deve tenere conto non solo della responsabilità verso noi stessi, ma anche di quella verso gli altri.

pdf    Coniugalità e genitorialità