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Amoris Laetitia

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CPM e Coronavirus

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Carissimi.

Non è facile oggi trovare le parole per raggiungerVi in questa Pasqua. Siamo spaventati sotto l’effetto di un dolore grande, che potremmo definire immenso come il mondo.

Siamo stati catapultati in una dimensione nuova della nostra vita e che non riusciamo neanche a definire.

La pandemia ci ha fatto trascorrere una strana Settimana Santa:

- un insolito Giovedì Santo, in cui abbiamo scoperto tante persone capaci di farsi “pane spezzato”

dando la propria vita per gli altri;

- un inaspettato Venerdì Santo, caratterizzato dalla prova e dall’angoscia presenti in noi;

- un inconsueto Sabato Santo, che secondo la tradizione della Chiesa è giornata di silenzio, questa

volta reso tangibile dal grande silenzio che avvolge le nostre città e la nostra vita.

Ci siamo trovati tutti coinvolti in questo terribile mistero di morte e di smarrimento. Ci è stato tolto il pane della vita, siamo stati sotto la croce, il silenzio ci ha riconsegnati a noi stessi e alle nostre relazioni familiari.

Privati delle nostre consuetudini, ci viene consegnata, però, l’occasione di entrare in profondità per riscoprire il vero senso del vivere e del celebrare, come in un grande Triduo Pasquale “domestico” ed “esistenziale”. Mai come oggi, senza le solenni liturgie della Settimana Santa, possiamo vivere la liturgia più vera: la nostra vita indissolubilmente unita a quella di Cristo.

E allora quale Pasqua possiamo vivere?

Tornano alla memoria le parole di san Paolo: “Se moriamo con Cristo, con Cristo anche vivremo…. Se siamo totalmente uniti a Cristo in una morte simile alla sua, lo saremo anche in una risurrezione simile alla sua”.

Proprio pensando a Gesù che nella Pasqua vince la morte, ho il coraggio di dire anch’io: “Andrà tutto bene”. Queste tre parole hanno costituito lo slogan che ha accompagnato i primi tempi dell’isolamento e del lockdown, uno slogan che veniva gridato dai balconi e riportato su cartelli e striscioni. Con il passare del tempo, però, si è sperimentato l’essere attanagliati dalla paura, continuando a lavorare con la paura del contagio o interrompendo il lavoro con il timore di non arrivare a fine mese. Allora la frase “Andrà tutto bene” è sembrata diventare una bugia “bianca”, o pietosa, una di quelle bugie che si dicono per farsi coraggio o quando si pensa che sia meglio dissimulare la verità. Allora abbiamo cominciato a pensare che non andrà tutto bene, che, dopo la morte e la desolazione di oggi, ci sarà una situazione economica disastrosa, per risalire dalla quale occorrerà tantissima fatica.

Ma la Pasqua, morte e risurrezione di Gesù, ci ricorda quello che dice san Paolo: “Tutto concorre al bene per coloro che amano Dio”. La pandemia non è una punizione divina, non è una particolare sfortuna. Da nessuna parte c’è scritto che la vita sarebbe stata solo miele e bel tempo, ma ogni cosa può concorrere al bene. Da ogni paura, morte, distruzione, possiamo uscire più veri, più forti, più certi almeno di sapere cosa davvero conta nella vita. La battaglia sarà ancora lunga, ma fin da adesso abituiamoci a cercare con occhi nuovi il bene in quanto sta accadendo intorno, perché la morte e la paura non abbiano l’ultima parola. Ci conforta l’esempio di tante persone che, in prima linea, rischiano e danno la vita perché altre persone possano avere vita. Così ha fatto Gesù sulla croce e a ciascuno di noi viene chiesto di fare la propria parte.

Proprio la Pasqua di Gesù ci assicura che “Andrà tutto bene” e con Voi e per Voi desidero innalzare questa preghiera:

- sostienici, Signore, nell’ora della prova e rimani con noi nel mare in tempesta;

- ispiraci gesti di carità autentica e rinnova in noi la speranza;

- aiutaci a riscoprire la nostra fede in te che sei la Vita!

Buona Pasqua a Voi e alle Vostre famiglie.

Nei momenti di preghiera che riusciremo a vivere (pochi o tanti non importa) ricordiamoci gli uni gli altri: è un modo infallibile per essere uniti, anche se fisicamente lontani.

Il Signore è risorto! Alleluia!

Il grido del grande Alleluia pasquale ci chiama ad aderire con quella fiducia incrollabile che nasce dalla certezza della vittoria di Cristo sulla morte.

“Andrà tutto bene”: sono parole che ci sono donate da una santa donna, Giuliana di Norwich, anche se tanti che le pronunciano e le disegnano non lo sanno. Sono parole che nascono dalla Parola creatrice di Dio e a essa ritornano come preghiera colma di speranza, magari inconsapevole, ma certamente luminosa e vera.

Ancora Buona Pasqua!

Il metodo CPM
1. Vedere
sforzarsi di prendere coscienza e di capire le proprie situazioni e atteggiamenti di vita, la qualità della relazione di coppia, i comportamenti della comunità ecclesiale e sociale e le maggiori problematiche odierne.
2. Giudicare
approfondire, conoscere e lasciarsi interpellare dalla Parola di Dio, ricordando che la Parola è Persona e Gesù stesso è Parola incarnata; confrontarsi dunque con Gesù vero interlocutore per poter entrare in intimità e vero dialogo con il coniuge e con gli altri, oltre che per leggere la nostra vita e le varie problematiche in esame con una visione di fede.
3. Agire
cercare di tradurre, con l'aiuto dello Spirito Santo, nella propria vita le acquisizioni maturate, contando anche sulla solidarietà delle altre coppie e del Consigliere spirituale.

L'accoglienza come stile di vita.

I sette punti di PAUL DERKINDEREN. L'Autore, sacerdote, teologo, psicologo, ha rappresentato per molti anni il Belgio in seno al bureau della Federazione Internazionale dei CPM;ne è stato l'Assistente.

Commenti al Vangelo della domenica di Paolo don Squizzato

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