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Lv 13, 1-2.45-46

1Cor 10, 31-11, 1

Mc 1, 40-45

«Venne da lui un lebbroso, che lo supplicava in ginocchio e gli diceva: “Se vuoi, puoi purificarmi!”. 41Ne ebbe compassione, tese la mano, lo toccò e gli disse: “Lo voglio, sii purificato!”. 42E subito la lebbra scomparve da lui ed egli fu purificato.

43E, ammonendolo severamente, lo cacciò via subito 44e gli disse: “Guarda di non dire niente a nessuno; va', invece, a mostrarti al sacerdote e offri per la tua purificazione quello che Mosè ha prescritto, come testimonianza per loro”. 45Ma quello si allontanò e si mise a proclamare e a divulgare il fatto, tanto che Gesù non poteva più entrare pubblicamente in una città, ma rimaneva fuori, in luoghi deserti; e venivano a lui da ogni parte».

La lebbra era, all’epoca di Gesù, il gradino più basso della condizione dei senza-dignità in Israele. Condannati a vivere fuori dai centri abitati, i lebbrosi erano semplicemente dei morti viventi. Esclusi dalla famiglia, dal contesto sociale e soprattutto dal mondo religioso, vivevano da castigati da Dio, in quanto la lebbra era l’impietosa visibilizzazione dei peccati commessi (Nm 12, 9-10; 2Sam 3, 2). La bibbia ricorda inoltre che il lebbroso “è come uno a cui suo padre ha sputato in faccia” (Nm 12, 14), come “un bambino nato morto” (Nm 12, 12), e che neanche dopo la morte sarà simile agli altri, perché semplicemente non è.

La lebbra rappresenta il nostro limite, sono gli spazi d’ombra che facciamo fatica ad accettare, in grado di separarci da noi stessi e dagli altri. Io sono un ‘lebbroso’ quando mi trovo a pensare che non merito di essere avvicinato da nessuno, che sono un fallito, un buono a nulla; sporco per il peccato commesso, tanto da ritenermi inadatto di avvicinarmi anche a Dio. Ebbene, il Vangelo di oggi ci mostra che tutto ciò che sembra allontanarci da noi stessi, dagli altri e da Dio, risulta invece come la possibilità dell’incontro col Gesù che guarisce. Non c’è una zona d’ombra che abbia il potere di allontanarci dalla vita, e quindi da Dio, il nostro male e il nostro bisogno di guarigione si rivelano come diritto ad avvicinarci a lui.

Occorre solo far emergere l’ombra che ci abita, toglierci le maschere che coprono i nostri volti e quindi le nostre storie deturpate dal male e porle dinanzi al suo volto di compassione e alla sua mano che tocca e risana.

«Lo voglio» (v. 41b). Bellissimo. Il Dio di Gesù vuole solo ‘figli guariti’, a differenza del dio della Legge e della religione che vuole unicamente ‘servi migliori’.

Gesù guarendo con una carezza, ci ricorda che la religione, di ieri e di oggi, ha il potere di distinguere le persone in puri ed impuri. Di separare i giusti dai peccatori, quelli che ce la fanno a forza di prestazioni dai fragili e i recidivi. Ma non c’è bestemmia più grande che separare le persone in nome di Dio o di una presunta legge religiosa. Il giudizio morale non genererà mai vita, l’amore che trascende i confini del giudizio sì.

Dio non ha figli ‘santi’ e ‘peccatori’, ma solo uomini e donne assetati di felicità, con un’incredibile desiderio di essere amati.

Per secoli abbiamo tenuto fuori dal confine della Chiesa, tutti coloro che in nome di una legge solamente umana, ammantata da ‘volere divino’, si sono ritenuti lebbrosi, impuri, e intoccabili, quelli che ‘non son dei nostri’, chi la pensa diversamente, chi si lascia muovere dalla propria coscienza, le donne, i malati di mente, i mancini, gli omosessuali, i divorziati risposati, e la lista potrebbe essere lunghissima. In nome di un dio fittizio e diabolico, ovvero separatore, abbiamo diviso l’umanità in due parti, di cui una destinata a cadere sotto il tremendo giudizio divino, ossia della Chiesa. Ma Dio non è un giudice celeste, è solo forza vitale che si espande all’interno dell’umano – qualsiasi umano – perché come fiore possa giungere a sbocciare di bellezza e pienezza d’essere.

52°Giornate Internazionali PORTO 27 e 28 ottobre 2018

Federação Portuguesa

Dos centros de preparação para o matrimónio

CPM - Portugal

matrimonio

Giornate Internazionali 2018

Casa Diocesana de Vilar Porto Portogallo

Rua Arcediago Vanzeller 50 4050-145 Porto

Telefono: 0351 22 605 6000



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Lettera aperta di Mons. Bettazzi al Presidente del Consiglio.

Bettazzi











Scrivo questa lettera sul tema scottante degli immigrati (e la scrivo da un   edificio diocesano che ne ospita). Lo faccio non come antica autorità religiosa al Presidente di un Governo “laico” (anche se un autorevole membro del Suo Governo ha sbandierato, sia pure in campagna elettorale, simboli apertamente religiosi, anzi cristiani, quindi compromettenti) soprattutto dopo i costanti, appassionati appelli di Papa Francesco e le autorevoli istanze dei responsabili della CEI.

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Letture della Domenica - Commenti di
Don Paolo Squizzato e Don Paolo Zamengo

XIX domenica del Tempo Ordinario. Anno B.

1Re 19, 4-8

Ef 4, 30-5, 2

Gv 6, 41-51

«Allora i Giudei si misero a mormorare contro di lui perché aveva detto: “Io sono il pane disceso dal cielo”. 42E dicevano: “Costui non è forse Gesù, il figlio di Giuseppe? Di lui non conosciamo il padre e la madre? Come dunque può dire: “Sono disceso dal cielo”?”. 

43Gesù rispose loro: “Non mormorate tra voi. 44Nessuno può venire a me, se non lo attira il Padre che mi ha mandato; e io lo risusciterò nell'ultimo giorno.45Sta scritto nei profeti: E tutti saranno istruiti da Dio. Leggi tutto

Alzati e mangia.Gv 6, 41-51

Alzati e mangia       Gv 6, 41-51

È sabato. Nella sinagoga di Cafarnao Gesù parla di se stesso. “Io sono il pane disceso dal cielo”. Apriti cielo. Subito scoppiano polemiche e contestazioni. Come al tempo di Mosè nel deserto. Allora il popolo mugugnava per la mancanza di cibo. E Dio rispose con il dono della manna.

Ora i Farisei mettono sotto accusa Gesù e, senza troppi giri di parole, ecco la sentenza: “Come può dire costui: sono il pane disceso dal cielo?”. Gesù non ha un passato illustre, non è di famiglia nobile.

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A Rhêmes-Notre-Dame padre Semeraro presenta l'Esortazione ad un gruppo di coppie e singoli di Torino.

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Presentazione Prima parte

Presentazione Seconda parte

Gaudete et Exultate








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Chiamati a santità.

È un invito alla ricerca della santità quello contenuto in “Gaudete et Exsultate”, la terza Esortazione Apostolica di Papa Francesco, dopo “Evangelii gaudium” e “Amoris Laetitia”.

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IX Incontro Mondiale delle Famiglie – Dublino, 21-26 agosto 2018
Mondiale2018

Il Vangelo della Famiglia: gioia per il mondo" sarà il tema del IX Incontro Mondiale delle Famiglie (Dublino, 21-26 agosto 2018). Il tema coincide con quello della nostra Settimana di Studi "Strade di felicità nell'alleanza uomo-donna": è bello sapere che il nostro cuore e quello di tante famiglie batte all’unisono con quello del Santo Padre, alla ricerca della vera gioia.


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La gioia dell'amore coniugale e familiare.

come ritrovare la serenita di coppia

La centralità del matrimonio e della famiglia per l’esistenza di ogni uomo e di ogni donna, la sicurezza e il conforto che esse donano ai propri membri e la gioia di cui sono sorgente costituiscono un dato che accompagna tutta la storia della nostra umanità e che è stato e continua a essere presente in tutte le culture e in tutte le religioni.

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IL CPM fa proprio lo spirito dell'Amoris Laetitia..

Il teologo Antonio Autiero all’incontro della Consulta Nazionale di pastorale familiare.

Il 23 settembre scorso il direttore dell'ufficio Nazionale, don Paolo Gentili,  ha convocato i responsabili nazionali dei movimenti e associazioni che in Italia si occupano di famiglia, con i membri della Consulta Nazionale per un incontro di approfondimento e verifica. La relazione principale è stata affidata al prof. Antonio Autiero, docente emerito di Teologia morale presso la Facoltà Teologica di Muenster (Germania) sul tema:weblink Amoris Laetitia: un punto di svolta per la teologia morale”.


Il metodo CPM
1. Vedere
sforzarsi di prendere coscienza e di capire le proprie situazioni e atteggiamenti di vita, la qualità della relazione di coppia, i comportamenti della comunità ecclesiale e sociale e le maggiori problematiche odierne.
2. Giudicare
approfondire, conoscere e lasciarsi interpellare dalla Parola di Dio, ricordando che la Parola è Persona e Gesù stesso è Parola incarnata; confrontarsi dunque con Gesù vero interlocutore per poter entrare in intimità e vero dialogo con il coniuge e con gli altri, oltre che per leggere la nostra vita e le varie problematiche in esame con una visione di fede.
3. Agire
cercare di tradurre, con l'aiuto dello Spirito Santo, nella propria vita le acquisizioni maturate, contando anche sulla solidarietà delle altre coppie e del Consigliere spirituale.

L'accoglienza come stile di vita.

I sette punti di PAUL DERKINDEREN. L'Autore, sacerdote, teologo, psicologo, ha rappresentato per molti anni il Belgio in seno al bureau della Federazione Internazionale dei CPM;ne è stato l'Assistente.

Un cammino insieme verso il matrimonio


"Per quanto riguarda i corsi o gli itinerari di preparazione al matrimonio, essi rientrino nel progetto educativo di ogni Chiesa particolare ed assumano sempre più la caratteristica di itinerari educativi. A tale scopo ci si preoccupi perché possibilmente ogni comunità parrocchiale sia in grado di offrire questi itinerari di fede innanzi tutto ai propri fidanzati.


Fidanzamento: tempo di crescita, di responsabilità e di grazia

 

La Parola e uno stile di vita

Corso di Formazione Permanente in Pastorale Familiare per Sacerdoti (9 ottobre - 29 novembre 2018)

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