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Annunciare il Vangelo del matrimonio: una nuova «capacità propositiva per indicare strade di felicità» (AL 38)

Gli anni 2014 e 2015, attraverso il cammino sinodale, hanno generato un processo nuovo per la pastorale familiare delle Chiese in Italia. È come giungere dopo un lungo itinerario sulle pendici di una montagna, guardarsi indietro solo un attimo per vedere il cammino fatto e poi, dinanzi agli occhi, scorgere lo spalancarsi di un panorama infinito.

È proprio vero che si tratta di generare processi più che dominare spazi. «Il tempo inizia processi e lo spazio li cristallizza»[1].

Nella doppia consultazione di popolo voluta dal Santo Padre Francesco ci è stata restituita tutta la ricchezza di questi ultimi trent’anni[2] di cammino nel soffio dello Spirito Conciliare da cui era nata la Familiaris Consortio. Nel frattempo, rispetto a qualche decennio fa, ci sono stati notevoli mutamenti culturali e si avvertiva la necessità di girare pagina. Ecco allora lo splendido dono di Papa Francesco scaturito dall’ascolto, il confronto e lo sguardo su Cristo[3], vissuto nella doppia Assemblea Sinodale: come si fa in famiglia, come si fa in una comunità vera. Oggi lo Spirito ci chiama ad avere fra le mani un nuovo manuale per la pastorale della famiglia. Si tratta di passare dalla Familiaris Consortio all’Amoris Laetitia, con la consapevolezza che, con le stesse note, è stata scritta una musica totalmente nuova, a dispetto di coloro che legati ancora alla legge antica, «ciechi e guide di ciechi» (Mt 15,14), vorrebbero oscurare l’opera dello Spirito.

I padri sinodali hanno infatti evidenziato che «molte volte abbiamo agito con atteggiamento difensivo e sprechiamo le energie pastorali moltiplicando gli attacchi al mondo decadente, con poca capacità propositiva per indicare strade di felicità»[4]. Probabilmente è mancato nelle nostre comunità un annuncio gioioso del sacramento del matrimonio,  da vivere nell’attuale contesto culturale, con tutti i suoi limiti.

È bello scoprire come stiano nascendo iniziative nuove anche nella modalità di approccio[5].

C’è poi un altro aspetto decisivo che i padri sinodali hanno sottolineato e l’Amoris Laetitia denuncia: un vuoto degli studi teologici nel campo  della teologia della coppia, in quanto «il fine unitivo è rimasto in ombra»[6], per un accento quasi esclusivo dedicato al tema della procreazione. Non dimentichiamo che oggi ci si sposa a cica 33-35 anni, per cui la vita procreativa è breve, mentre si è allungato il tempo della vita unitiva. Una coppia passa più anni in una condizione di non fertilità rispetto al passato.

Soprattutto poi i padri sinodali hanno messo in guardia dalla tendenza all’idealizzazione diffusa in ambito teologico.

«Ci spetta una salutare reazione di autocritica. (…) Abbiamo presentato un ideale teologico del matrimonio troppo astratto, quasi artificiosamente costruito, lontano dalla situazione concreta e dalle effettive possibilità delle famiglie così come sono.

Questa idealizzazione eccessiva, soprattutto quando non abbiamo risvegliato la fiducia nella grazia, non ha fatto sì che il matrimonio sia più desiderabile e attraente, ma tutto il contrario »[7].

Come sottolineava il Santo Padre nell’incontrare i docenti e gli studenti dell’Istituto Giovanni Paolo II, occorre una nuova alleanza fra teologia e pastorale, per rispondere alle sfide della post-modernità.

«Non dimentichiamo che anche i buoni teologi, come i buoni pastori, odorano di popolo e di strada e, con la loro riflessione, versano olio e vino sulle ferite degli uomini. Teologia e pastorale vanno insieme»[8].

È per questo che nel 2016 abbiamo realizzato un doppio appuntamento con un Simposio dove teologi e docenti di scienze umane delle varie Facoltà Accademiche Italiane integrino il loro sguardo sulla famiglia, incontrandosi con esperti dell’associazionismo e della pastorale familiare, insieme a Rettori dei Seminari. Ci stiamo preparando a incontrare anche i Direttori degli Istituti di Scienze Religiose in modo che tutta la formazione in Italia abbia una dimensione familiare. È certamente un processo ampio che ha necessità di tutta la collaborazione attiva di chi opera sul territorio.

[1] Cfr. J.M. Bergoglio in Noi come cittadini – Noi come popolo, Jaca Book, Milano 2013, p. 62.

[2] L’Ufficio Nazionale di pastorale della famiglia della CEI è nato nella sessione del Consiglio Episcopale Permanente del 6-9 ottobre 1986.

[3] Cfr. Papa Francesco, Discorso alla Veglia per l’apertura del Sinodo sulla famiglia, Roma Piazza San Pietro, 04 ottobre 2014.

[4] Papa Francesco, Esortazione apostolica post-sinodale Amoris Laetitia, 38.

[5] Cfr. Ufficio Famiglia diocesi di Pisa, “Profumi di famiglia: Apericena con Amoris Laetitia”, 29 novembre 2016.

[6] Cfr. Papa Francesco, Esortazione apostolica postsinodale Amoris Laetitia, 36.

[7] Papa Francesco, Esortazione apostolica post-sinodale Amoris Laetitia, 36.

[8] Papa Francesco, Discorso alla comunità accademica del Pontificio Istituto Giovanni Paolo II, Sala Clementina, giovedì 27 ottobre 2016.