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La verginità e il matrimonio come «modalità diverse di amare» (AL 161)

Già San Giovanni Paolo II aveva messo in guardia da una sterile competizione fra i presbiteri e i consacrati in genere, rispetto agli sposi.

«Il matrimonio e la verginità sono i due modi di esprimere e di vivere l'unico Mistero dell'Alleanza di Dio con il suo popolo»[1].

Perché anche i presbiteri e i religiosi possano crescere in questa sensibilità, occorrerà favorire nel periodo della formazione una migliore sinergia tra i seminaristi e belle famiglie che, nella loro fragilità, siano custodi della gioia che viene dal Vangelo. «In tal senso è salutare la combinazione di tempi di vita in seminario con altri di vita in parrocchia, che permettano di prendere maggior contatto con la realtà concreta delle famiglie»[2].

[1] Cfr. San Giovanni Paolo II, Esortazione apostolica Familiaris Consortio, 16.

[2] Papa Francesco, Esortazione apostolica postsinodale Amoris Laetitia, 203.