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Formare chi accompagna gli sposi e le famiglie: «tutta la formazione cristiana è prima di tutto l’approfondimento del kerygma» (AL 58 e AL 200-204)

«Insieme con una pastorale specificamente orientata alle famiglie, ci si prospetta la necessità di una formazione più adeguata per i presbiteri, i diaconi, i religiosi e le religiose, per i catechisti e per gli altri agenti di pastorale».

[1] È però chiaro che «tutta la formazione cristiana è prima di tutto l’approfondimento del kerygma»[2]; in particolare per ciò che ci riguarda occorre restituire il profumo vivo del Vangelo del matrimonio. Si tratta insomma di una formazione che incarni la luce della Parola di Dio fra le pappe, i pannolini, le discussioni con i figli adolescenti , l’accudire un familiare anziano e l’ultima bolletta che è arrivata. È l’Amore «artigianale»: ovvero la grazia del sacramento che risplende nella quotidianità della vita familiare.  Nel 2016 l’Ufficio Nazionale per la pastorale della famiglia ha compiuto 30 anni. Ultimamente i Convegni Nazionali, le Settimane di Studi, e soprattutto il Corso di Diploma e il Master con l’Istituto Giovanni Paolo II, offrono un sapiente intreccio fra studi teologici, laboratori pastorali e profumo di famiglia

[1] Papa Francesco, Esortazione apostolica postsinodale Amoris Laetitia, 202; cfr. Relatio finalis 2015, 77.

[2] Papa Francesco, Esortazione apostolica postsinodale Amoris Laetitia, 58; Evangelii Gaudium, 165: AAS 105 (2013), 1089.