cookiesE' entrata in vigore (dal 2 giugno 2015) la legge italiana sui cookie che recepisce la direttiva del Parlamento europeo, relativa al trattamento dei dati personali e alla tutela della vita privata nel settore delle comunicazioni elettroniche.
Chiudendo questo banner, acconsenti all’uso dei cookie.

LogoBlu

Traducteur-Translator

Accompagnare, discernere, integrare le famiglie ferite: «Gesù vuole una Chiesa attenta al bene che lo Spirito sparge in mezzo alla fragilità» (AL 308 e AL cap. VIII

L’VIII capitolo è risultato il più complesso da accogliere in quanto chiede questa nuova luce negli occhi verso ogni fragilità. Questi verbi implicano innanzitutto accorgersi che siamo chiamati a uscire dalla «sindrome del figlio fedele» di LC 15, consapevoli che siamo tutti bisognosi di misericordia e di perdono.

Spiritualità coniugale e familiare: «il principio del realismo spirituale e la spogliazione interiore» (cfr. AL 320 e AL 313-325)

Dallo sguardo luminoso dell’Amoris Laetitia emerge una spiritualità coniugale e familiare fatta di carne, di concretezza e di spogliamento interiore, ritrovando quotidianamente la propria creaturalità. È ritornare al principio della creazione e alla nudità originaria: quella solitudine dell’Eden che fa ri-immergere in se stessi e tornare ad essere «ezer», aiuto uno per l’altra (Gen 1,18).

Accompagnare nei primi anni della vita matrimoniale: «il “si” che si sono scambiati è l’inizio di un itinerario» (AL 218 e AL 217-222)

Se la parrocchia si trasforma, anche i gruppi sposi usciranno dall’aria asfittica che talvolta vi si respira. Questo implica realizzare «un buon accompagnamento dei nuovi sposi nei loro primi anni, con proposte adatte ai loro orari, ai loro linguaggi, alle loro preoccupazioni più concrete»[1].

Annunciare il Vangelo del matrimonio: una nuova «capacità propositiva per indicare strade di felicità» (AL 38)

Gli anni 2014 e 2015, attraverso il cammino sinodale, hanno generato un processo nuovo per la pastorale familiare delle Chiese in Italia. È come giungere dopo un lungo itinerario sulle pendici di una montagna, guardarsi indietro solo un attimo per vedere il cammino fatto e poi, dinanzi agli occhi, scorgere lo spalancarsi di un panorama infinito.

Guidare i fidanzati nel cammino di preparazione al matrimonio: «una sorta di iniziazione al sacramento» (AL 207 e AL 205-216)

In questi anni la preparazione al matrimonio si è rinnovata ampliamente e oramai in moltissimi casi è un lungo e consistente itinerario, si è accompagnati da un’equipe per tutto il percorso, si tratta di un vero cammino di fede e soprattutto genera una relazione nuova e persistente con la comunità ecclesiale. Se mancano queste quattro condizioni si tratta evidentemente di una preparazione fragile.

Educare adolescenti e giovani all’amore: «le madri e i padri soggetti attivi della catechesi» (AL 287 e AL 280-290)

L’educazione all’amore parte da lontano ed è chiamata ad accompagnare in un cammino graduale e continuo tutte le tappe della crescita umana e nella fede. Per questo occorre che la comunità cristiana viva un’autentica relazione educativa nei confronti delle giovani generazioni.

La trasmissione della vita e l’educazione dei figli: «il Creatore ha reso partecipi l’uomo e la donna dell’opera della sua creazione» (AL 81 e AL 80-85 e cap. VII)

Il tema dell’apertura alla vita, ma anche della scoperta del figlio come dono e mai come diritto o addirittura pretesa, è fondamentale per il gelido inverno demografico che si vive in Italia.

Famiglia e società: «la famiglia è un bene da cui la società non può prescindere» (AL 44)

La famiglia resta indubbiamente la base creativa della consistenza sociale (cfr. Settimana Estiva di Senigallia del 2010), soprattutto rispetto ad alcuni aspetti fondamentali:

La verginità e il matrimonio come «modalità diverse di amare» (AL 161)

Già San Giovanni Paolo II aveva messo in guardia da una sterile competizione fra i presbiteri e i consacrati in genere, rispetto agli sposi.

Formare chi accompagna gli sposi e le famiglie: «tutta la formazione cristiana è prima di tutto l’approfondimento del kerygma» (AL 58 e AL 200-204)

«Insieme con una pastorale specificamente orientata alle famiglie, ci si prospetta la necessità di una formazione più adeguata per i presbiteri, i diaconi, i religiosi e le religiose, per i catechisti e per gli altri agenti di pastorale».